cingomma

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 UNA MELA AL GIORNOPranzare con Ciarli è un po’ come passare l’ora a sbatacchiarsi la bottiglia d’acqua sulle palle. La stessa allegria. Se non è preoccupato per la borsa che crolla è in menata per le gambe che non lo reggono piu come una volta. Se non sta borbottando per il lavoro è sicuramente in botta per qualcos’altro. Che va dal colesterolo al buco nell’ozono. Si siede in fianco al convettore, si avvicina alle gambe il cestino del generico, prende il suo sacchetto di plastica e ne scaravolta tutti i giorni lo stesso contenuto. Tutti i giorni. Un panino bresaola o prosciutto. Una mela. Una banana. Uno yogurt. Un altro frutto di stagione. Due pastiglie. Tutto srotolato sopra alla nuda lamiera che a volte sbuffa caldo a volte fresco. A volte solo polvere. Con una lentezza da bradipo incartapecorito che noi nel frattempo, tra gesti a mimare col coltello colpi suicidi e non e ricorrenti sguardi di sfrantecata intesa, s’è già arrivati al caffè. .. Quando finalmente ha tutto a portata di mano,  come un vecchio squalo sdentato addenta il suo pane mai morbido come dovrebbe che ruminerà ad oltranza tra uno sputazzo e uno sputazzato cantilenante lamento. Parla mangia e si lamenta si lamenta parla e mangia. Spicchi di mela bla bla tozzo di pane bla bla.Bla bla bla… cerchi di frenarlo, di dire qualcosa anche tu, di cambiare argomento… come niente fosse. E’ sordo, certo. Ma non è per quello. Lui sente ma non ascolta. Lui mangia parla e si lamenta. Imperterrito come un caterpillar. Estenuante come un disco incantato. Ogni tanto si appoggia una mano alla fronte spostando il cappello a rivelare una sconosciuta fisionomia. Perché mai s’è visto senza. Perché il berretto è certo come la sua mela al giorno. La pausa pranzo intanto scema. Pochi minuti ancora. E mentre lui parla e borbotta borbotta e parla ingoiando statine allo yogurt, noi ci si alza da tavola e con le braccia tese avanti e l’occhio assente camminiamo tutti lentamente e in fila indiana come soldatini sonnambuli ognuno verso il proprio posto. Lui, ancora seduto e solo in cucina, parla mangia e brontola brontola parla e mangia. Le posate si fondono. I piatti si spaccano la piantina s’ammoscia e la tv sventola bandiera bianca 
 Ciarli ha 80anni. E’ il vecchio della famiglia. Il fondatore di cotanta millantata prosperità produttiva nel mezzo del verde lomellino e della nera crisi. Ha due figli tanto diversi quanto ugualmente minchioni e due nipoti degnamente eredi di denari e geni degeneri in ugual misura.     Ma Ciarli .. c’ha anche un cervello COoSIiii’!! …..  Inverosimilmentevero!     .... …. Basta non fermarsi a pranzo