TITOLO? che ne so ... ho troppo sonnoLa camera è sempre la stessa. Anche se dentro manca l'altro letto. Almeno uno ha scelto la strada della "maturità". Al suo posto una panca per addominali. E sulle mensole sono sparite cose e ne sono apparse altre. Ma alla fine sono trascorsi piu di dieci anni da quando avevo motivo di spingermi fin di sopra in camera sua.Sono passata dal cantiere di ritorno dal lavoro. E son finita a cena da lui.Si è tolto i vestiti scalciando i calzoni e scagliando la maglia a terra. Come sempre. poi scalzo e in mutande s'è diretto in bagno suggerendomi di ammazzare il tempo accendendo la tv. Sempre la stessa, a giudicare dallo stato del telecomando. Anche se non me lo ricordo.In realtà ero troppo presa a guardarmi intorno. A scoprire i cambiamenti. A respirare aria di ricordi. Passione di un tempo. Sudori congiunti evaporati. Baci e lacrime dissolti. Complice superstite amicizia sopravvissuta nel tempo.E' tornato dalla doccia diffondendo in tutta la stanza una fresca fragranza che in un attimo ha spazzato via ogni piccolo pulviscolo dell'aria di vecchi ricordi. S'è infilato una maglietta e un pantaloncino e s'è buttato nel letto dove sedevo intenta a guardarli in una foto appesa sopra la testata. Dietro a un tavolo da disegno con pennarelli grembiulino e una perfetta riga dritta fra capelli perfettamente ordinati come non avrebbero mai piu avuto nella loro vita adulta. S'è sbracato invadendo il mio spazio e impadronendosi di un ignorato telecomando che avrebbe finito con lo smanettare compulsivamente per tutto il tempo. Immutata insofferenza catodica. Curioso come un tempo questo m'infastidisse e in quel momento ne sorridevo.E siamo stati così. Ad aspettare l'ora di cena. Chiacchiere risate parentesi di serietà. Giocavo e disegnavo col dito la sua testa rasata appoggiata al mio petto. Pareva che il tempo non fosse passato. Se non fosse che all'idea di baciarlo mi sono messa a ridere da sola
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TITOLO? che ne so ... ho troppo sonnoLa camera è sempre la stessa. Anche se dentro manca l'altro letto. Almeno uno ha scelto la strada della "maturità". Al suo posto una panca per addominali. E sulle mensole sono sparite cose e ne sono apparse altre. Ma alla fine sono trascorsi piu di dieci anni da quando avevo motivo di spingermi fin di sopra in camera sua.Sono passata dal cantiere di ritorno dal lavoro. E son finita a cena da lui.Si è tolto i vestiti scalciando i calzoni e scagliando la maglia a terra. Come sempre. poi scalzo e in mutande s'è diretto in bagno suggerendomi di ammazzare il tempo accendendo la tv. Sempre la stessa, a giudicare dallo stato del telecomando. Anche se non me lo ricordo.In realtà ero troppo presa a guardarmi intorno. A scoprire i cambiamenti. A respirare aria di ricordi. Passione di un tempo. Sudori congiunti evaporati. Baci e lacrime dissolti. Complice superstite amicizia sopravvissuta nel tempo.E' tornato dalla doccia diffondendo in tutta la stanza una fresca fragranza che in un attimo ha spazzato via ogni piccolo pulviscolo dell'aria di vecchi ricordi. S'è infilato una maglietta e un pantaloncino e s'è buttato nel letto dove sedevo intenta a guardarli in una foto appesa sopra la testata. Dietro a un tavolo da disegno con pennarelli grembiulino e una perfetta riga dritta fra capelli perfettamente ordinati come non avrebbero mai piu avuto nella loro vita adulta. S'è sbracato invadendo il mio spazio e impadronendosi di un ignorato telecomando che avrebbe finito con lo smanettare compulsivamente per tutto il tempo. Immutata insofferenza catodica. Curioso come un tempo questo m'infastidisse e in quel momento ne sorridevo.E siamo stati così. Ad aspettare l'ora di cena. Chiacchiere risate parentesi di serietà. Giocavo e disegnavo col dito la sua testa rasata appoggiata al mio petto. Pareva che il tempo non fosse passato. Se non fosse che all'idea di baciarlo mi sono messa a ridere da sola