Canyon del Colca

Ultimi giorni a Cuba


Qui all'Avana passo le giornate camminando e cercando di occupare il tempo nel miglior modo possibile, con il risultato di arrivare a casa la sera con i piedi a pezzi.Il museo della revolucion e' bellissimo..Su tre piani è raccolta tutta la storia di Cuba e, all'interno di una enorme struttura di vetro, è conservato il famosissimo Granma.Il Granma e' lo yate(yacht alla cubana) con cui i ribelli guidati da Fidel sbarcarono a Cuba nel 1956 e iniziarono la rivolta in tutto il paese.Questa importantissima imbarcazione e' conservata sul retro del museo insieme a tutti gli altri mezzi utilizzati dai rivoluzionari.Sullo yate c'era Fidel Castro e Ernesto Che Guevara, reclutato in Messico insieme ad altri 79 cubani, ad un domenicano e un ex partigiano italiano, Gino Donè Paro,unico europeo della spedizione, su cui vale la pena di fare una bella ricerca.Lo stesso giorno vedo anche il Capitolio, il museo della Ciudad, e la cattedrale.Oggi invece prendo parte ad una visita guidata che mi porta a vedere una fabbrica di Rum, con annessa degustazione, e anche plaza de la revolucion dove c'e' la sede del governo e il palazzo del ministero dell'interno, famoso per l'enorme sagoma del Che della facciata..Molto bello è anche l’enorme obelisco con sotto la statua futuristica di Jose Martì, poeta ribelle.Non potevo perdermi le spiagge dell'est e l'unico modo per andarci era prendere l'ennesima uaua’, ovvero uno scassatissimo autobus degli anni 80 stracolmo di gente che aspetta pazientemente il proprio turno alla fermata, facendo la fila anche per diverse ore.Raggiungo la fermata la mattina verso le 11 e mi siedo ad aspettare insieme ad un'altra trentina di cubani sotto il sole cocente.Mi sembra inutile chiedere a qualcuno informazioni sull'orario dell'autobus dato non credo sia mai stato fissato.Sembra che nessuno abbia fretta e che tutti siano disposti ad aspettare per ore, fiduciosi nell'inevitabile arrivo della uaua.Dopo aver aspettato un'ora arriva un primo autobus che si riempie subito con i primi trenta passeggeri che erano arrivati prima di me e che si erano disciplinatamente messi in coda rispettando rigorosamente le precedenze.Sono costretto ad aspettare ancora e mi godo l'attesa insieme a questo eterogeneo gruppo di studenti, casalinghe, operai contadini e impiegati..Finalemnte arriva la uaua che mi porta a Guanabo, una delle playas del est a 20 km dal centro dell'Avana, per un totale di 1 peso cubano(ovvero 10 centesimi di euro!!!).Se non fosse per la sporcizia e per le rovine delle case in riva al mare sembrerebbe una di quelle spiagge caraibiche da cartolina: sabbia finissima, mare di color turchese, palme, noci di cocco, enormi conchiglie da cui si sente il mare.Trascorro pochissimo tempo sulla spiaggia e decido di ritornare dopo 3 ore alla fermata della uaua.Questa volta l'autobus sembra proprio non voler arrivare e alla fermata si accumula molta più gente rispetto all'andata.Nessuno però sembra preoccuparsi per il ritardo della uaua e per il carico fuori misura che sarà costretta a sopportare.Al ritorno sono costretto a viaggiare schiacciato in mezzo a una cinquantina di persone che sembrano non gradire molto la presenza di turisti all'interno del mezzo.Tutti continuano a chiedermi gentilmente di spostarmi e alla fine mi trovo un posticino scomodissimo in piedi al centro del mezzo.La gente sembra non capire perché un turista, con tutti i soldi che porta con se, scelga di viaggiare alla maniera dei cubani invece di optare per un comodissimo taxi extralusso( e chi può biasimarli?!)La sera vado a fare un giro in taxi nella zona moderna della citta': la rampa..E' la zona piu' densa di jineteros e sono costretto a fare molta attenzione.Per schivare gli scocciatori dico a tutti di essere sloveno: inizialmente rimangono un po' sconcertati e ci mettono un po' per capire in che lingua devono parlarmi e come fare per spillarmi qualche moneta; di solito nel tempo che loro impiegano a pensare io cerco di dileguarmi, ma non e' sempre facile liberarmi di loro..La zona dell'hotel Habana Libre sembra non offrire molto a livello di divertimenti e perciò decido di spostarmi verso l'Avana Vecchia, dove si trova anche la mia casa particular..Visto che ormai sono abituato alle code chilometriche ne faccio una anche per entrare alla casa della musica, rinomato locale del centro dove ogni sera fanno un concerto diverso.Facendo la fila mi accorgo di essere circondato da una folla di italiani che continuano a sbuffare e a protestare perché credono di essere discriminati nell'ingresso al locale rispetto ai giovani cubani.Faccio amicizia con un italiano della zona di Napoli che accompagna un gruppo di bellissime ragazze cubane e paga per tutte..Nel locale fanno musica raggaeton ed io non sono all'altezza delle ragazze del mio gruppo che ballano scotendo freneticamente il corpo e sembrano quasi vibrare a tempo di musica.La serata si conclude con una rissa a cui partecipa il mio amico napoletano che tenta di difendere quella che scoprirò essere la sua compagna dalle avance di un ragazzo tedesco abbastanza alticcio.Nel tentativo di contenere fisicamente il malcapitato vengo affiancato dagli enormi e grassissimi buttafuori  che lo abbrancano e lo trascinano fuori in modo abbastanza violento.Il giorno dopo mi ritroverò il gruppo della discoteca all'aeroporto e scoprirò che l'oggetto della contesa della serata era la compagna del napoletano e che avevano anche un bellissimo figlio di colore.Torniamo a casa tutti insieme ed affrontiamo una traversata oceanica da incubo con continue turbolenze che mi costringono a prendere una pasticca di xamamina..Sotto l'effetto di questo potentissimo sonnifero dormo quasi tutto il viaggio e per buona parte del giorno dopo.Sarà difficile riabituarsi al fuso orario e alla vita in Italia dopo aver conosciuto questa meravigliosa realtà.Lascio cuba con il rimpianto di non aver avuto il tempo di ascoltare il simpaticissimo vecchietto, patriota e gestore della casa particolar dell’Avana, parlare della rivoluzione e della politica cubana, così come mi aveva promesso.Mancava tutto in quella casa, non ‘c’era acqua calda, era fredda, poco spaziosa e scarsamente illuminato, ma non mancava l’affetto trai due tenerissimi coniugi, la solidarietà, l’ospitalità e l’assoluta e incondizionata aderenza alla causa del socialismo.