Dicen que por las noches nomas se le iba en puro llorarDicen que no comía, nomás se le iba en puro tomarJuran que el mismo cielo se estremecía al oir su llantoComo sufrió por ella que hasta en su muerte la fue llamando.Ay, ay, ay, ay, ay, cantabaAy, ay, ay, ay, ay, gemíaAy, ay, ay, ay, ay, llorabaDe pasión mortal moría.Que una paloma triste muy de manana le va a cantarA la casita sóla con sus puertitas de par en parJuran que ésa paloma no es otra cosa más que su almaQue todavía la espera, a que regrese la desdichada.Cucurrucucu, paloma,Cucurrucucu, no llores,Las piedras jamás, palomaQue van a saber de amores!Cucurrucucu, cucurrucucu,Cucurrucucu, paloma, ya no le llores---------------------------MANIFESTAZIONE ANIMALISTI ITALIANI ALLA FESTA DELLA PALOMBELLA DI ORVIETO: SLOGAN DI PROTESTA E BAVAGLI. SI ALLA TRADIZIONE SENZA ANIMALI. LA COLOMBA FINTA PROPOSTA DAGLI ATTIVISTI. Orvieto. Piazza Del Duomo. L’associazione Animalisti Italiani ha manifestato durante la Festa della Palombella: gli attivisti hanno indossato ali, becchi finti e magliette a tema ma, privati di megafono, fischietti e trombette e costretti al silenzio per disposizione delle autorità, si sono imbavagliati per protesta e hanno lanciato slogan eloquenti, di forte impatto, mediante cartelloni e striscioni. Non è giustificabile una simile barbarie, soprattutto in Italia, una delle nazioni più all’avanguardia per le normative a tutela degli animali. In nessuna Scrittura si richiede l’utilizzo di una colomba viva per rispettare la tradizione. La nostra non è una guerra alle tradizioni ma una richiesta di rispetto per gli animali. Privare un uccello della libertà, rinchiuderlo in un tubo e lanciarlo da una parte all’altra di una piazza, in mezzo a fumogeni, scoppi di petardi e rumori assordanti, integra la fattispecie di maltrattamento di animali, come previsto dall’articolo 544 ter e quater, ai sensi della legge 189/2004. Chiediamo ad Orvieto di rispettare la normativa vigente a tutela degli animali e dunque di sostituire l’animale vero con un simulacro. Abbiamo realizzato una colomba di cartapesta che simboleggia la possibilità di un’evoluzione in questo senso. Molte altre città e paesi italiani hanno dimostrato di saper conciliare le esigenze delle loro tradizioni con il rispetto per gli animali, sostituendoli con esemplari finti o modificando il tipo di rievocazione. Saremmo i primi a festeggiare la città di Orvieto qualora adottasse una soluzione di questo genere. "E' assurdo ed anti storico utilizzare animali vivi durante una manifestazione popolare quale è la Festa della Palombella di Orvieto” - dichiara il Senatore Salvatore Bonadonna (Rifondazione Comunista) – “Non solo sottopone l'animale ad uno stress ingiustificato, ma questa turpe abitudine è anche uno spot anti culturale e altamente lesivo per l'immagine della festa stessa: più che a uno spettacolo tradizionale si rischia di assistere ad uno spettacolo primitivo. Che si sostituisca la colomba viva con un bel pelouche, che tra l'altro attirerebbe maggiormente l'attenzione dei bambini". “Appare incredibile che nel terzo millennio dalla nascita di Cristo ancora ci siano manifestazioni pubbliche dove vengono utilizzati animali vivi per spettacoli popolari, eventi in cui la sofferenza degli animali potrebbe essere evitata semplicemente attraverso la sostituzione con un simulacro” – dichiara l’On. Bruno Mellano (Rosa nel Pugno) – “Tutto ciò è inammissibile e molto lontano da una religiosità come quella di San Francesco, rispettosa della vita di tutti gli esseri viventi e auspico che si possa tener conto della diversa sensibilità che oggi gran parte della popolazione ha verso gli animali. Approfondirò quindi la questione mediante una interrogazione parlamentare”. Roma, 27 maggio 2007
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