Arriviamo a Pamplona dopo un viaggio di 12 ore da Aix en Provence passando attraverso i Pirenei.Le autostrade francesi sembrano tutte uguali: viaggi in uno stato di torpore per centinaia di chilometri finché non incontri all'improvviso un casello e ti ritrovi a pagare senza comprendere fino in fondo il motivo.Dopo Lourdes nel raggio di centinaia di km l'unico particolare che riesce a destare la nostra attenzione è la scritta 'Pampelune' su un'insegna autostradale.Quando scopriamo di poter giungere a Pamplona passando attraverso i Pirenei esitiamo un pò e alla finedecidiamo di tentare la scalata.Usciamo dall'autostrada e ci ritroviamo immersi nel verde della campagna della Navarra francese.Il paesaggio è costellato di prati,fattorie, mucche e paesini dal doppio nome: francese e basco.A Saint jean pied de Port sembra di stare in Svizzera: le coloratissime case in legno e cemento, le ortensie, la cura maniacale nei dettagli e nelle decorazioni rendono la città vivace e accogliente.Dopo aver percorso una strada tutta tornanti attraverso le montagne quasi ci pentiamo di aver lasciato l'autostrada.Nel giro di due ore arriviamo alla vetta e cominciamo a scendere.L'emozione è grande quando inaspettatamente ci troviamo di fronte al museo, il chiostro e la chiesa della città testimone del sacrificio di Orlando, RoncisvalleNascoste dietro la costa della montagna emergono all'improvviso e sembrano molto grandi e nello stessotempo sobrie e perfettamente incastonata nel paesaggio montano.Qui incontriamo i primi pellegrini del cammino di Santiago di Compostela.Continuamente arrivano e continuamente partono,ridono, scherzano, salutano, sono esausti e felici di dover fare ancora tanta strada e tante esperienze.Entriamo nei loro rifugi e assistiamo ad una messa nella penombra di una chiesetta medievale in un ambiente così intimo, crepuscolare e raccolto che sembravaquasi invitarci a camminare in punta di piedi.Arriviamo a Pamplona di sera e, dopo aver sbagliato strada, ci imbattiamo in una via del centro stracolma di gente chiassosa e festante:sono persone provenienti da ogni parte del mondo vestite di bianco e rosso, il colore del vino e del sangue che corrompe la purezza e la sacralità della celebrazione.Veniamo avvisati del pericolo di essere sommersi da una folla di ubriachi e cambiamo subito direzione.Guardandoci intorno vediamo solo questi due colori, il fatto che siamo turisti salta subito all'occhio dall'abbigliamento.Nessuno è escluso: anche i neonati hanno il loro piccolissimo vestitino bianco ed il tradizionale foulard rosso.Le persone anziane esprimono nel portamento, nel vestiario e nell'espressione del viso tutto l'orgoglio e la gioia di essere nati a Pamplona edi aver vissuto e di essere sopravvissuti a così tanti San Fermines..
L'arrivo a Pamplona
Arriviamo a Pamplona dopo un viaggio di 12 ore da Aix en Provence passando attraverso i Pirenei.Le autostrade francesi sembrano tutte uguali: viaggi in uno stato di torpore per centinaia di chilometri finché non incontri all'improvviso un casello e ti ritrovi a pagare senza comprendere fino in fondo il motivo.Dopo Lourdes nel raggio di centinaia di km l'unico particolare che riesce a destare la nostra attenzione è la scritta 'Pampelune' su un'insegna autostradale.Quando scopriamo di poter giungere a Pamplona passando attraverso i Pirenei esitiamo un pò e alla finedecidiamo di tentare la scalata.Usciamo dall'autostrada e ci ritroviamo immersi nel verde della campagna della Navarra francese.Il paesaggio è costellato di prati,fattorie, mucche e paesini dal doppio nome: francese e basco.A Saint jean pied de Port sembra di stare in Svizzera: le coloratissime case in legno e cemento, le ortensie, la cura maniacale nei dettagli e nelle decorazioni rendono la città vivace e accogliente.Dopo aver percorso una strada tutta tornanti attraverso le montagne quasi ci pentiamo di aver lasciato l'autostrada.Nel giro di due ore arriviamo alla vetta e cominciamo a scendere.L'emozione è grande quando inaspettatamente ci troviamo di fronte al museo, il chiostro e la chiesa della città testimone del sacrificio di Orlando, RoncisvalleNascoste dietro la costa della montagna emergono all'improvviso e sembrano molto grandi e nello stessotempo sobrie e perfettamente incastonata nel paesaggio montano.Qui incontriamo i primi pellegrini del cammino di Santiago di Compostela.Continuamente arrivano e continuamente partono,ridono, scherzano, salutano, sono esausti e felici di dover fare ancora tanta strada e tante esperienze.Entriamo nei loro rifugi e assistiamo ad una messa nella penombra di una chiesetta medievale in un ambiente così intimo, crepuscolare e raccolto che sembravaquasi invitarci a camminare in punta di piedi.Arriviamo a Pamplona di sera e, dopo aver sbagliato strada, ci imbattiamo in una via del centro stracolma di gente chiassosa e festante:sono persone provenienti da ogni parte del mondo vestite di bianco e rosso, il colore del vino e del sangue che corrompe la purezza e la sacralità della celebrazione.Veniamo avvisati del pericolo di essere sommersi da una folla di ubriachi e cambiamo subito direzione.Guardandoci intorno vediamo solo questi due colori, il fatto che siamo turisti salta subito all'occhio dall'abbigliamento.Nessuno è escluso: anche i neonati hanno il loro piccolissimo vestitino bianco ed il tradizionale foulard rosso.Le persone anziane esprimono nel portamento, nel vestiario e nell'espressione del viso tutto l'orgoglio e la gioia di essere nati a Pamplona edi aver vissuto e di essere sopravvissuti a così tanti San Fermines..