Sono passati solo 2 giorni dall'ultima scossa di terremoto che ha duramente colpito il Perù centro-meridionale e già si sono spenti i riflettori sull'accaduto.Ica, la città delle mummie dal cranio oblungo, dove vagava allegramente la banda dei Turisti per caso nella puntata di ieri sera, è quasi completamente distrutta.Il numero dei morti è salito a 510, il responsabile locale della Difesa civile peruviana, Alfredo Pena, ha detto che il 60% delle case più povere sono crollate.2 anni fa mi trovavo da quelle parti, e più precisamente ad Arequipa, una città del sud a 11 ore di autobus da Ica.La mia famiglia peruviana vive là da sempre, la ragazza di cui mi ero innamorato è una fierissima arequipeña.Arequipa è la città più vicina al Canyon del Colca, da cui prende il nome il mio Blog.Il terremoto è arrivato anche nella città bianca, non ha prodotto ingenti danni, ma ha costretto tutta la popolazione ad uscire dalle proprie case per diverse ore.Gli sciacalli sono entrati subito in azione ed hanno rubato tutto quello che potevano nella casa della povera gente della periferia.Rosita ha una mamma che soffre di una rara malattia degenerativa che, oltre a produrre una perdita graduale e irreversibile della vista, l' ha costretta a vivere su una sedia a rotelle, pur essendo abbastanza giovane.L'unico aiuto che la mamita Betty riceve dallo stato è un misero sussidio di vedovanza; la pensione d’invalidità è un miraggio per lei.Rosita è costretta ad accudire a tempo pieno la madre e non riesce a trovare lavoro perchè ha oltre 30 anni, è creola e vive in un mondo in cui i 'blancos' occupano tutti posti più importanti.Un fratello di Rosita è ingegnere e l'altro geofisico: nessuno di loro è riuscito a trovare un impiego remunerativo sempre a causa dell'etnia a cui appartengono.Betty è debole ed ha paura a rimanere da sola in casa: ha paura di non riuscire a scampare al terremoto e di non potersi difendere dagli sciacalli.L'abuelita di Rosita ha più di 90 anni ed è terrorizzata dall'idea di una nuova scossa.I ladri hanno rubato tutto, lo stato non riesce più ad arginare i crimini prodotti dalla disperazione di un popolo che vive d’espedientiin un paese dimenticato dal mondo.L'unica cosa che la mia famiglia peruviana è riuscita a chiedermi è di non smettere mai di pregare per loro.Sono terribilmente angosciato da tutto questo.Vorrei ripartire subito e lavorare per ricostruire tutto quello che è stato distrutto ed anche un nuovo senso di giustizia e di solidarietàin questo paese povero e frammentato, ma non ho la forza necessaria e mi sento ipocrita anche per il semplice pensare a tutto questo.Tutte le mie preoccupazioni sembrano ridicole, il trascorrere del tempo è monotono e privo di senso.Sono in costante comunicazione con loro e ogni minuto che passa aumenta la mia preoccupazione.