Canyon del Colca

Qualcosa si muove


Finalmente qualcosa si muove. E' un fiume di gente di ogni età, di ogni colore, di ogni credo e di ogni etnia. Il rosso prevale sugli altri colori, inutile negarlo. Siamo uniti dalla sventura e dalla voglia di reagire. Era tanto tempo che non faceva così freddo a Roma, ci stringiamo ancora di più, ci mescoliamo alla folla, il freddo che anticipa l'inverno e il calore umano si alternano, ci perdiamo e ci ritroviamo continuamente. Siamo attratti da tutto e ci distraiamo per qualunque cosa. I canti, le danze, le bandiere, la musica, l'ironia, i sorrisi sono le spezie di questa manifestazione. Precari, immigrati, pensionati, studenti, operai: non c'è nessuna differenza, nulla ci divide, tutto ci unisce. Il corteo è indisciplinato e senza testa: nessuno lo governa, nessuno può immaginare di contenerlo. E' tutto molto spontaneo e imprevedibile. E' qui la parte più bella di Roma, possiamo solo fare del bene alla nostra gente. Come si può immaginare di togliere a questi giovani la speranza?Come e dove queste persone anziane hanno perso la tranquillità?Negli occhi dei padri di famiglia è visibile tutta la delusione di chi sperava di lasciare in eredità ai propri figli il senso di giustizia e di sicurezza conquistato lottando duramente per anni. Cosa aspettiamo a riprendere la lotta?Bisognerebbe cancellare tutto e ripartire da qui, da questa gente, da queste idee.