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TERNI - Intervento della magistratura sull'inceneritore municipale di Terni al quale oggi sono stati apposti i sigilli per «effettuare prelievi e campionature da sottoporre ad esame». Nove le informazioni di garanzia, al sindaco di Terni Paolo Raffaelli, ai componenti del consiglio di amministrazione dell'Asm (Azienda servizi municipalizzati), che gestisce l'impianto e ad alcuni tecnici. Tredici le ipotesi di reato ambientale su cui stanno lavorando il sostituto procuratore Elisabetta Massini (il magistrato inquirente si è recata sul posto unitamente agli uomini del Nucleo di polizia giudiziaria del Corpo Forestale che un anno fa aveva compiuto un blitz) ed il procuratore Fausto Cardella. SEQUESTRO PROBATORIO - Da Palazzo di giustizia si precisa che si tratta di un sequestro probatorio, per evitare che le prove possano essere disperse, in pratica è stato bloccato il processo di manutenzione straordinaria che l'Asm aveva ipotizzato nei giorni scorsi, avendo rilevato problemi su uno dei cicli d'incenerimento, sebbene gli stessi, come aveva assicurato Giacomo Porrazzini, presidente delle municipalizzata, «non hanno mai messo in dubbio la qualità del processo stesso d'incenerimento». La magistratura tuttavia vuole verificare se tra i rifiuti inceneriti possano essere capitate sostanze nocive o radioattive. Il sequestro, che ha riguardato l'intero impianto sia l'inceneritore (fermo già da qualche giorno) che il centro di trasferenza dove vengono selezionati e compattati i rifiuti prima di essere smaltiti nella discarica di Orvieto, di fatto paralizza il sistema di trattamento e smaltimento rifiuti cittadino. -------------------------------------------Nella sola città di Terni sono presenti 3 inceneritori. Quello in questione ha prodotto negli anni una elevata quantità di diossina, ha bruciato perfino rifiuti radioattivi e ha rappresentato un serio pericolo per la vita di tutti gli operai dell'azienda municipalizzata che lo gestisce. Sembra anche che le sostanze cancerogene prodotte dall'inceneritore venissero riversate direttamente nel Nera diluite con l'acqua di raffreddamento dell'impianto. Per non parlare poi dei rischi per la salute dovuti ad una elevata concentrazione delle nanoparticelle, prodotte dalla combustione ad altissime temperature, che si riversano da anni nella terra, nell'acqua e nell'aria ferma della vallata di Terni.. Non è la prima volta che vengono notificati al sindaco avvisi relativi al superamento della soglia critica di sostanze nocive nell'aria e nell'acqua. Direi che è giunto il momento di commissariare l'intero comune di Terni.Meno male che, come avvenne in passato per i rifiuti campani, sono riusciti subito ad individuare un sito per lo smaltimento dei rifiuti che erano destinati all'inceneritore!Da ora in poi il 50 per cento della spazzatura della città di Terni invaderà le verdissime colline e vallate della campagna orvietana e finalmente spazzerà via una volta per tutte quella fastidiosissima aria pura e salubre e colorerà quelle odiose acque limpide e trasparenti..Vorrei poter stringere in un fortissimo abbraccio i sindaci di queste due meravigliose città che tanto hanno fatto negli anni per la salvaguardia dell'ambiente e per garantire vivibilità ed elevata qualità della vita a tutti i cittadini.Dimettetevi subito!!!!!