"Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"."L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo."È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante"."È il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo."Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa...""Io sono responsabile della mia rosa..." ripetè il piccolo principe per ricordarselo. "Ho sete di questa acqua", disse il piccolo principe, "dammi da bere..."E capii quello che aveva cercato! Sollevai il secchio fino alle sue labbra. Bevette con gli occhi chiusi. Era dolce come una festa. Quest'acqua era ben altra cosa che un alimento. Era nata dalla marcia sotto le stelle, dal canto della carrucola, dallo sforzo delle mie braccia. Faceva bene al cuore, come un dono. Quando ero piccolo, le luci dell'albero di Natale, la musica della Messa di mezzanotte, la dolcezza dei sorrisi, facevano risplendere i doni di Natale che ricevevo."Da te, gli uomini", disse il piccolo principe, "coltivano cinquemila rose nello stesso giardino..." e non trovano quello che cercano...""Non lo trovano", risposi."E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un pò d'acqua...""Certo", risposi.E il piccolo principe soggiunse:"Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore". Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite". Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere
IL PICCOLO PRINCIPE.....L'ESSENZIALE è INVISIBILE AGLI OCCHI.
"Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"."L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo."È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante"."È il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurrò il piccolo principe per ricordarselo."Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa...""Io sono responsabile della mia rosa..." ripetè il piccolo principe per ricordarselo. "Ho sete di questa acqua", disse il piccolo principe, "dammi da bere..."E capii quello che aveva cercato! Sollevai il secchio fino alle sue labbra. Bevette con gli occhi chiusi. Era dolce come una festa. Quest'acqua era ben altra cosa che un alimento. Era nata dalla marcia sotto le stelle, dal canto della carrucola, dallo sforzo delle mie braccia. Faceva bene al cuore, come un dono. Quando ero piccolo, le luci dell'albero di Natale, la musica della Messa di mezzanotte, la dolcezza dei sorrisi, facevano risplendere i doni di Natale che ricevevo."Da te, gli uomini", disse il piccolo principe, "coltivano cinquemila rose nello stesso giardino..." e non trovano quello che cercano...""Non lo trovano", risposi."E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un pò d'acqua...""Certo", risposi.E il piccolo principe soggiunse:"Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore". Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite". Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere