circolo del levante

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BERTINOTTI: LA MAFIA SI VINCE UNITI PALERMO - "E' necessario ricordare ed onorare chi ha perso la vita, ma è l'unità che fa la forza contro la mafia. L'unità del popolo con le istituzioni repubblicane, con le organizzazioni democratiche, con i corpi della Repubblica": lo afferma il presidente della Camera Fausto Bertinotti commemorando Pio La Torre nel luogo in cui il segretario regionale del PCI venne ucciso 25 anni fa insieme al suo collaboratore Rosario Di Salvo. Bertinotti ricorda quindi i "due figli dello Stato che hanno pagato con la vita il loro impegno politico ed istituzionale", e ribadisce come "non si può immaginare la rinascita della Sicilia e del Mezzogiorno se non si sconfigge la mafia definitivamente". Bertinotti, poi, punta il dito contro i "servitori infedeli dello Stato che hanno permesso alla mafia connivenze. Connivenze che hanno fatto spesso segnare terribili vittorie". Contro di queste, afferma, " serve un impegno civile e di riforma. Speriamo che questa Sicilia - dice - non abbia più bisogno di eroi. Perché questo accada ci vuole unità e coerenza. Unità della Repubblica che recida legami sbagliati e popolo che sostenga la rinascita e la liberazione di questa terra". GIOVANI DENUNCINO MA FACCIANO LA LORO PARTE"Ai giovani dico: denunciate ma non dimenticate che ciascuno deve fare la propria parte. E' quello che dobbiamo a quanti anche sacrificando la loro vita ci hanno dato la possibilità di vivere in un Paese democratico". Lo ha detto il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, intervenendo con i segretari di Cgil, Cisl e Uil ad una conferenza sul 60/mo anniversario della Strage di Portella della Ginestra. Bertinotti ha indicato ai giovani l'esempio di Pio La Torre, a cui "anche nei momenti più difficili non è mai venuta meno l'idea della necessità che ciascuno debba fare la propria parte nella lotta contro la mafia". Una lezione, quella di La Torre, che vale "per oggi e per domani, e che si basa sulla convinzione che la lotta alla mafia non si combatte in un solo luogo, ma in tutti i luoghi in cui la società è organizzata. Lo si fà nella società civile, nella consapevolezza che la mafia rappresenta un impedimento alla capacità di liberazione. Anche quando - puntualizza - ti offre un posto di lavoro". Insomma, il presidente della Camera auspica un'anticamera che viva "nella presenza dell'uomo d'ordine e nella costruzione di popolo". E per la quale serve l'unità "pur tenendo presente il terreno delle diversità". "Come tutte le grandi lotte - spiega - quella alla mafia richiede una strategia, che si costruisce anche attraverso elementi di conflitto, purché puntino all'obiettivo finale".