Creato da dolcesettembre.1 il 19/10/2010
notizie choc, curiose,strane,assurde, incredibili, dall'Italia e dal mondo

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Alda Merini

E' necessario

che una donna

lasci un segno

della propria anima

ad un uomo...di sè,

perchè a fare l'amore

siamo brave tutte.

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Messaggi di Gennaio 2019

E' BOOM DI INFEZIONI CONTRATTE IN OSPEDALE

Post n°3607 pubblicato il 30 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Che cosa sta succedendo al Sistema Sanitario Italiano?  In pochi mesi diversi episodi di malasanità hanno coinvolto due Regioni che, al contrario, dovrebbero rappresentare l'eccellenza sanitaria del nostro Paese.Quattro neonati sono morti all'ospedale Civile di Brescia nell'arco di una settimana, mentre in Veneto le istituzioni hanno lanciato un appello a tutti coloro che hanno subìto un'operazione cardiochirurgica negli ultimi dieci anni. Il motivo? I macchinari utilizzati nelle strutture potrebbero essere stati infetti: i pazienti richiamati sono diecimila. Potrebbero essere casi isolati, la Direzione stessa dell'istituto lombardo ha dichiarato più volte che i decessi dei neonati non sono riconducibili a una medesima causa, nè sono la conseguenza di un Focolaio Epidemico. Intanto la Procura ha aperto un fascicolo, anche se al momento non risultano indagati. Di recente, però,  è stata presentata una ricerca durante il congresso Waidid, l'appuntamento mondiale che si è tenuto a Milano sulle malattie infettive e i disturbi immunologici. I casi di infezioni ospedaliere, è stato reso noto, arivano fino a settecentomila su 9 milioni di ricoveri, l'un per cento delle quali con esito letale. Dunque, tra i 4.500 e i 7mila degenti muoiono ogni anno a causa di un'infezione contratta in ospedale: sono più delle vittime degli incidenti stradali(poco più di 3 mila), secondo l'Istat. Le testimonianze dei cittadini raccolte dal Tribunale del Malato rivelano criticità legate in particolare alle infezioni da ferite chirurgiche, a quelle batteriche e delle vie urinarie derivanti dal ricorso alla cateterizzazione dei pazienti e delle vie respiratorie. Non mancano segnalazioni sul cattivo o mancato uso di guanti o di càmici da parte del personale sanitario, sulla mancata sostituzione delle scarpe utilizzate dentro e fuori dall'ospedale, e sull'errata disinfezione degli strumenti dopo ogni prestazione. E poi la poca attenzione nel differenziare i rifiuti sanitari, nell'igiene degli ambienti o nel riutilizzo di materiali monouso.


 
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ANTARTIDE: IN UN LAGO SEPOLTO DAI GHIACCI, I RESTI DI ANTICHE CREATURE

Post n°3606 pubblicato il 28 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

CARCASSE di creature minuscole avvolte nelle profondità del lago subglaciale Mercer, un lago sepolto sotto il ghiaccio antartico, a circa 600 chilometri dal Polo Sud, scoperto solamente nel 2007 e rimasto fino ad oggi del tutto inesplorato. Ma ora, grazie alla missione scientifica del 26 dicembre scorso di un team di ricercatori del progetto Salsa (Subglacial Antarctic Lakes Scientific Access) il lago ci ha finalmente svelato i misteri delle sue profondità: dai campionamenti fatti sotto un chilometro di ghiaccio, infatti, gli scienziati hanno rinvenuto nelle acque gelide e buie le carcasse di minuscole creature, tra cui crostacei e un tardigrado, un piccolo animale conosciuto per le sue capacità di resistere alle condizioni estreme. Una scoperta rivelata in anteprima dalla rivista Nature, e che apre la strada a una moltitudine di dubbi e domande. Prime fra tutte, quanti anni abbiano e da dove provengano questi resti di animali.


Una volta arrivati sul posto e riusciti a raggiungere con i loro strumenti le acque del lago Mercer, i ricercatori avevano previsto di trovare forme di vita microbiche, ma sono rimasti sorpresi nello scoprire che nei campioni erano presenti anche minuscole carcasse di crostacei e di un tardigrado. Prima d'ora, infatti, non era mai stato ritrovato nulla di simile: il lago Mercer è il secondo lago subglaciale a cui gli scienziati hanno avuto finora accesso, dopo aver raggiunto ed esaminato nel 2013 il lago Whillans (a 50 chilometri dal lago Mercer), i cui campioni tuttavia non avevano mostrato alcun segno di vita se non la presenza di molti microbi.


Secondo gli autori della ricerca, l’habitat degli animali era piuttosto umido, ma continentale: il tardigrado, per esempio, è un animale a 8 zampe che somiglia a quelli che vivono nei pressi dell’acqua; quelli che i ricercatori avevano scambiato inizialmente per vermi erano invece viticci di una pianta e di un fungo terrestre. Sulla base di queste osservazioni, gli scienziati ipotizzano che le creature abitassero stagni e ruscelli dei Monti Transantartici, a circa 50 chilometri dal lago, durante i brevi periodi caldi in cui i ghiacciai si ritirarono, tra i 10mila e i 120 mila anni fa. Tuttavia, il modo in cui i crostacei e il tardigrado abbiano raggiunto il lago Mercer rimane ancora un mistero: potrebbero essere stati trasportati tramite l'acqua dalle montagne vicine fino al lago, oppure essere rimasti congelati sul fondo di un ghiacciaio che li ha trascinati via dalle montagne mentre avanzava.In ogni caso, le risposte definitive si potranno avere solo quando il team della spedizione riuscirà a determinare l'età precisa del materiale, grazie alla datazione al carbonio e all'analisi del Dna dei campioni raccolti, riuscendo a comprendere quando e fino a che punto i ghiacci dell'Antartide si sono ritirati e facendo così luce sulla storia glaciale del nostro pianeta.


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IN LOMBARDIA,GLI ANIMALI DOMESTICI NELLA STESSA TOMBA DEL PADRONE

Post n°3605 pubblicato il 25 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Gli animali da compagnia, come cani e gatti, potranno essere tumulati nella stessa tomba del loro proprietario. Lo prevede un emendamento di Forza Italia approvato mercoledì in commissione Sanità della Regione Lombardia. L'annuncio è arrivato dal capogruppo FI, Gianluca Comazzi. "In base alla volontà dei loro proprietari o dei familiari, le ceneri degli animali d'affezione potranno essere deposte vicino alle spoglie delle persone con cui hanno condiviso l'intera esistenza", afferma Comazzi.

"In attesa dell'approvazione definitiva, prevista per il 19 febbraio, da parte del Consiglio siamo orgogliosi di questa proposta che rappresenta un grande passo avanti in materia di civiltà", ha proseguito Comazzi.

Nel settembre del 2018 anche il Movimento 5 Stelle aveva ufficializzato una proposta sullo stesso tema. "Una proposta che avevamo avanzato, grazie a un emendamento approvato in commissione, consentirà di tumulare i resti degli animali d'affezione secondo le disposizioni del defunto o degli eredi. Sarà possibile tumulare l'urna contenente le ceneri degli animali nella stessa tomba dei padroni", spiega il consigliere pentastellato Marco Fumagalli.

"Molti anziani hanno soltanto come compagnia negli ultimi anni di vita un animale e non vogliono separarsi da loro nemmeno quando passano a miglior vita. È un atto di grande sensibilità da parte dell'istituzione regionale", commenta ancora Fumagalli chiarendo che "più in generale resta la nostra completa contrarietà all'ultima parte della riforma sanitaria che risulta non in linea con la normativa nazionale e sembra voler tutelare la lobby dell'industria del 'funerale' rispetto a quella più artigianale fatta di cooperazione tra imprese dello stesso settore".

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CELENTANO NON FA CELENTANO

Post n°3604 pubblicato il 23 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Signori, sembra una presa in giro. Una trollata, una mezza truffa. Con Piersilvio Berlusconi che dovrebbe pretendere spiegazioni o portare il Clan a forum. Adrian non è rock, Adrian è lento, è l'annuncio che non rispetta le attese. Celentano è fatto così:sembra che non c'è, ma quando arriva rompe i cogl..ni. Appare alle 22.19, il pubblico applaude, convinto che stia per partire lo show ma dopo 3 minuti beve un bicchiere d'acqua e saluta tutti."C'è qualcosa da cambiare quì", sentenzia, e passa la linea al cartoon. Celentano non canta, non duetta, non fa pause, nemmeno mezzo sermone, non lancia provocazioni. Niente, Celentano non fa Celentano. Marcare la presenza con l'assenza, l'idea può anche servire a trainare, ma non per reggere nove appuntamenti in prima serata su Canale5. La parte che precede il graphic novel si mostra debolissima, ancora di più se si pensa al pubblico di riferimento della rete ammiraglia del Biscione, affidata a Nino Frassica e Natalino Balasso. Ci sono riferimenti al tema migranti e alla tv, con una critica nel monologo successivo di Balasso ai reality. Non una cosa originale. Quì lo show non c'è, prima e nemmeno dopo. Sopratutto se si considera che l'evento sarebbe costato alle casse di Mediaset, circa 20 milioni di euro per 9 serate, scrive Dagospia. Un prodotto che non spicca per originalità, incapace di soddisfare da solo gli spettatori. Ci avevano visto giusto la Hunziker e Teocoli a sfilarsi dal Progetto a poche ore dal debutto.Si cambierà in corsa per salvare le restanti serate o si proseguirà con la stessa impostazione rischiando la debacle?


 
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FAMIGLIA SCHIAVA DEL COMPUTER.BARRICATI IN CASA DA DUE ANNI E MEZZO

Post n°3603 pubblicato il 21 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Non uscivano di casa da due anni e mezzo. Mangiavano solo biscotti, merendine e caramelle, ed erano sempre davanti al computer, ormai letteralmente schiavi del web. Stando a quanto riporta La gazzetta del Mezzogiorno, è successo in Puglia, nel Nord del Salento, ad una famiglia di 4 persone, composta da moglie, marito e due figli. Il quotidiano, accosta l'episodio alla cosiddetta"Sindrome di Hikikomori"(Isolarsi), una dipendenza psichiatrica patologica che generalmente colpisce gli adolescenti. Lui, 40 anni, che percepisce una piccola pensione, lei, 43 anni, poi il figlio di 15 anni e la figlia di 9. Ore di giochi e navigazione in continuo aumento, interrotte solo da brevi pause, sempre dentro casa. La famiglia non pranzava e non cenava più, nessuno si lavava e la loro condizione era ormai simile a quella di cadaveri ambulanti. Dei quattro, che hanno condiviso le stesse mura per due anni e mezzo, solo la più piccola ha continuato a varcare la soglia di casa per andare a scuola. Nelle sue uscite a contatto col Mondo esterno, la bambina provvedeva ad acquistare i beni alimentari che in questo lasso di tempo hanno nutrito tutta la famiglia:biscotti, merendine e caramelle. Sono stati gli insegnanti della piccola, notando le condizioni igieniche precarie e l'aspetto sempre più trasandato con cui si presentava in classe, ad allertare i Servizi Sociali. La situazione che gli operatori hanno trovato quando hanno raggiunto la famiglia, era ai limiti della sopravvivenza umana:piaghe ai piedi, corpi malridotti, ferite non curate. Il ragazzo ha dovuto iniziare una prolungata fisioterapia per rimettere in movimento gli arti completamente anchilosati dall'isolamento. Ora, i due figli sono stati sottratti ai genitori e affidati ad una Casa Famiglia che li cura anche con l'apporto di specialisti psicoterapeuti. Cure, cui sono stati affidati anche i genitori, nella speranza di liberarli dalla dipendenza patologica dal Web.


 
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I SENZATETTO ITALIANI DORMONO PER STRADA PER PAURA DEI TANTI STRANIERI NEI CENTRI DI RICOVERO

Post n°3602 pubblicato il 18 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

"Ci sono molti italiani che dormono all'aperto piuttosto che andare nei centri di accoglienza del Comune di Milano perché c'è un'elevata presenza di stranieri negli storici centri che ospitavano i clochard.

Alcuni muoiono fuori di freddo perché hanno paura di essere derubati". La denuncia è di Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza e Immigrazione, intervistato dall'Agi. Secondo l'ex vicesindaco meneghino "i senzatetto italiani sono in aumento, non c'è dubbio. Del resto basta andare in giro per Milano di notte e vedere sotto i portici che cosa c'è.

 

E proprio qualche settimana fa ilGiornale.it era andato a fare un giro sotto i portici di via Vittori Pisani, tra Piazza della Repubblica e la Stazione Centrale, trovando numerosi senzatetto italiani accampati e avvolti da coperte per affrontare l'ennesima notte al freddo.

 

Le persone che avevamo avvicinato ci avevano parlato proprio delle difficoltà quotidiane nel vivere e dormire al gelo, raccontandoci però di sentirsi proprio scavalcati dagli extracomunitari. "La situazione è drammatica, perché le temperature incominciano a calare e c’è tanto freddo. Abbiamo fatto alcune domande per un ricovero al coperto, ma purtroppo essendo italiani siamo presi in considerazione un po' diversamente…", ci avevano spiegato.

 

E ancora: "Quando sono andato a chiedere aiuto, ho detto che sono di Venezia e mi hanno risposto: 'Perché non ritorni a casa?'. Su questo versante loro (gli stranieri, ndr) ci passano davanti, hanno una sorta di corsia preferenziale".

 

 

 

Da un sacco a pelo un po' appartato un uomo si alza e ci viene incontro. "Non è giusto che sia così – tuona –. La cosa allarmante è che sei fai una passeggiata qui di italiani ne trovi parecchi: il Comune dovrebbe iniziare e pensare perché ce sono così tanti per strada. E cosa fanno per noi? Niente. Abbiamo cercato un dormitorio, veniamo però preceduti da una sfilza di immigrati e richiedenti asilo. Ma l’Italia è fatta dagli italiani, non dagli extracomunitari. La guerra l’hanno fatta i nostri nonni. Non abbiamo più diritti, noi?". A poco a poco iniziano a radunarsi intorno a noi e a sfogarsi: "Questa mattina siamo andati a farci la doccia all’Opera San Francesco, in Piazza Tricolore: su una cinquantina di persone, eravamo solo cinque o sei italiani".

 

Una coppia di signori si ferma a lascia una pizza: ringraziano e le addentano. Dopo aver messo qualcosa in pancia, ci spiegano che i volontari di alcune associazioni (come la Croce Rossa) che partecipano al "Piano Freddo" passano a lasciare qualche aiuto:"Ci forniscono coperte, sacchi a pelo, tè caldi e brioches". Quello che manca sempre, però, è un posto al chiuso dove andare a dormire, oltre che un lavoro che non si trova. "Quando provo a chiedere in qualche posto se c’è bisogno di una mano, appena mi vedono mi chiudono la porta in faccia – raccontano –. Poi ogni giorno è dramma, perché appena giri la testa ti rubano tutto, a partire dalle coperte. Per questo andiamo a lavarci e a fare la doccia a rotazione: almeno uno di noi rimane sempre a fare da sentinella. Perché senza coperte dove vai? Come la passi la notte?".

 

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TELESPETTATORI ORFANI DELLA RISATA CERCANO COMICI DISPERATAMENTE

Post n°3601 pubblicato il 17 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 
Tag: oggi, più, ride

Alla televisione oggi non si ride più, io non rido più“. Nemmeno noi, sai Renzo? E non perché i tempi siano così bui da soffocare in gola il riso. Non ridiamo più perché nessuno è più capace di farci ridere, almeno in televisione. E le ragioni sono svariate.“Renzo” è Arbore (d’altronde era difficile che la citazione fosse di un qualche altro Renzo molto famoso, che ne so, Renzo Tramaglino) e queste parole le ha dette qualche tempo fa durante una lezione all’Università La Sapienza. Da allora non è che sia cambiato granché. Far emozionare o far ridere la gente attraverso la tv è sempre più complicato. Sarà che siamo diventati aridi e che il nostro senso dell’umorismo vacilla? Può darsi. Ma più probabilmente, dietro al fatto che sempre più spesso, di fronte a uno spettacolo comico in tv, si rimane imbarazzati e non si arriva nemmeno a sorridere o a fare una smorfia sghemba, ci sono altre ragioni.

I social, pieni zeppi di battutisti seriali capaci di rendere ogni tentativo di comicità catodica maldestro e poco efficace. E se ai social ci aggiungi che la realtà ha ormai preso derive così grottesche da far ridere lei stessa, solo ad osservarla da cronisti, il giochino è fatto. Un esempio? Le battute sull’attualità politica o le imitazioni di personaggi politici. Il povero comico non fa in tempo a fare l’una o l’altra che su Twitter, la stessa cosa, si è vista prima e meglio. Si è riso di più, e si è pure condiviso senza sforzo con i nostri amici. Certo, la possibilità di fare ironia e satira sull’attualità politica in tivù è sacrosanta e nessuna forma di censura è tollerabile (sempre bene dirlo, non si sa mai).Ma qui il discorso è diverso. Qui siamo al “io faccio una battuta e tu ridi, poi magari se “gioco di fino”, rifletti anche”. Cosa che in tv non riesce più a nessuno. Roberto Benigni, prima di innamorarsi del Vangelo e dalla Costituzione, faceva ridere. Renzo Arbore e Nino Frassica facevano ridere (Nino qualche sorriso te lo strappa ancora). Cochi e Renato facevano ridere, solo per fare qualche esempio. E oggi? A ben guardare e alla faccia di chi lo snobba, l’unico capace di strappare quasi sempre una risata è Checco Zalone. Sia al cinema che in tv (dove va poco, perché mica è scemo: le cose che stiamo scrivendo le sa). Aggiungiamoci Fiorello, qualche sprazzo di Crozza, una dose (sovrabbondante?) di Virginia Raffaele e una spolverata di Saverio Raimondo. Fine. Stop. Si può perlustrare il fondale della “vecchia guardia” o guardare in superficie alla ricerca di “nuovi comici” senza trovare il benché minimo spunto.

“C’è chi si diverte molto con Made in Sud e Colorado”, mi dice un amico. E c’è da essere contenti per loro: ridere, si sa, fa bene. Un applauso, sul fronte programmi, va fatto a La tv delle Ragazze, che ha riportato un registro comico satirico in tv in modo leggero e molto piacevole. Poi? Basta. Anche a livello di show. Perfino quei “diavoli” della Gialappa’s hanno portato a casa un risultato stiracchiato, e non solo all’auditel ma anche come verve comica. Restano, su Netflix, gli stand up comedians statunitensi: lì, il politicamente scorretto va ancora abbastanza di moda (nonostante Trump) e questa è una cosa che aiuta molto nella costruzione di sketch, one man show, o semplici battute. Qui nel Bel Paese, invece, oltre ai social che arrivano prima, alla realtà che fa ridere più di qualsiasi sceneggiatura, ai comici che hanno perso la verve, ci si è messa pure la mannaia del politicamente corretto ad ogni costo. Di una cosa possiamo essere abbastanza certi: non sarà una risata fatta davanti alla tv, a seppellirci.

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LE MONETINE DELLA FONTANA DI TREVI NON PIù ALLA CARITAS,MA PER IL RESTAURO DI MONUMENTI E PROGETTI SOCIALI

Post n°3600 pubblicato il 14 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

I soldi lanciati dai turisti nella Fontana di Trevi? Da impiegare per il restauro e la conservazione degli altri monumenti romani. E non più alla Caritas Diocesana, cui il 28 dicembre è stato prorogato l’accordo già in essere per soli altri tre mesi, fino al primo aprile. E’ questo l’obiettivo cui da un anno e mezzo, non senza difficoltà, la Giunta capitolina sta mirando lavorando sottotraccia, fra i malumori interni e le proteste del Vaticano. Già, perché il milione di euro in monetine che ogni anno i visitatori lanciano dando le spalle alla celebre fontana settecentesca di Nicola Panni, con la speranza di tornare nella Città Eterna insieme alla persona amata, dal 2001 finisce nelle casse della Caritas Diocesana, per via di una convenzione fra il Comune di Roma e la Cei. L’organizzazione ecclesiastica impiega quei soldi per vari “servizi sociali” sul territorio, come l’accoglienza dei senzatetto e l’assistenza alle famiglie bisognose. Una destinazione concordata all’epoca con il sindaco Francesco Rutelli, tenendo conto anche del fatto che molti clochard di notte si tuffavano nella fontana a caccia delle preziose monetine.Ma i tempi cambiano e ora un milione di euro fanno gola. Specie in un settore, come quello dei beni culturali, cui da anni i governi di ogni colore tagliano costantemente risorse. L’idea è quella di destinare una consistente parte di quell’importo agli altri monumenti cittadini, per molti dei quali i fondi della Sovrintendenza comunale sono praticamente a zero. Chiese, statue, fontane e opere fruibili da tutti che devono essere restaurate e conservate. “Resterebbe comunque una consistente parte dei fondi da destinare ai progetti sociali, per i quali il Comune già collabora con la Caritas Diocesana”, spiegano fonti del Campidoglio. “Stiamo ragionando in tutte le direzioni, cercheremo di trovare la soluzione più condivisa possibile”, afferma Maria Agnese Catini, presidente della Commissione capitolina Politiche Sociali.

Ma quei soldi sono davvero del Comune di Roma? In ambiente vaticano molti non ne sono convinti, ma in realtà gli atti fin qui prodotti sembrano dare ragione al Campidoglio. Con la delibera 140 del 27 aprile 2011, la Giunta Alemanno fu costretta a riaffermare che le monetine erano proprietà del Comune di Roma, non per sfavorire l’organismo ecclesiastico – cui fu rinnovata la convenzione – bensì per poter perseguire attraverso la Polizia Locale chiunque si calasse in acqua per rubare i “desideri” dei visitatori custoditi dalla fontana. Nel 2014, tuttavia, la Ragioneria generale pose il problema della contabilizzazione di questi soldi: se sono di proprietà del Campidoglio, devono prima entrare nel bilancio capitolino e poi, semmai, versate alla Caritas. Ma con quale strumento? Un rebus tutto burocratico al quale, dopo 4 anni, i tecnici non sono ancora venuti a capo. Così, la convenzione è stata prima prorogata nell’aprile del 2015 per 2 anni, e poi di 6 mesi in 6 mesi fino alla fine del 2018. Il 28 dicembre scorso, l’ultimo atto della Giunta capitolina – una memoria firmata anche da Virginia Raggi – che diminuisce a 3 i mesi di proroga. Così la prossima puntata della telenovela andrà verosimilmente in onda a fine marzo. Sempre che i tecnici capitolini non siano in grado di sbrogliare prima la matassa.

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OPERAIO A 1.800 EURO MENSILI? NO,GRAZIE

Post n°3599 pubblicato il 11 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Siamo a Paese in provincia di Treviso. Alla Euroedile Srl Ponteggi. Il titolare Nereo Parisotto si sfoga con il Giornale. Lui sessant'anni, quasi quarant'anni di lavoro alle spalle, da qui è partito facendo di tutto: l'autista, il montatore fino ad aprirsi una partita iva 35 anni fa, a mettere in piedi un'azienda, che ora dà lavoro a un centinaio di persone. Peccato che da agosto cerchi personale e non lo trovi. E ha provato in tutti i modi: chiamando perfino la gente a casa. Cercava 30 operai tra cui 10 montatori esperti, 10 aiuto montatori, 10 manovali ma niente. Da agosto a dicembre per quei posti da quasi 2 mila euro al mese non si è fatto avanti nessuno. Il problema principale? La trasferta. Il doversi allontanare da casa. Il dover stare lontani da mamma e papà. E dire che dopo il tam tam sui social di questi giorni, è riuscito ad assumerne sette. Sette su trenta. Ma all'appello ne mancano 23. Una azienda leader nel settore dell'edilizia, che fabbrica grandi opere, strutture, ponteggi, viadotti. Se si passa sull'autostrada Bologna Firenze ci sono quattro cantieri in piedi targati Euroedile. Una realtà solida. Un lavoro sicuro. Eppure nessuno lo vuole. Un grosso danno per l'azienda che da agosto, per mancanza di personale, ha già perso commesse per un milione di euro. «Abbiamo ricevuto un centinaio di curriculum ma figure professionali pochissime - dice Parisotto al Giornale - il problema è che chiediamo la disponibilità alle trasferte per stare via una settimana e i giovani non vogliono.

Non si staccano dalla famiglia, dalla morosetta. È uno scoglio duro questo. Non c'è niente da fare». Trasferte che sarebbero in Italia, massimo in Austria, Svizzera. Trasferte di una settimana dove in genere si parte la domenica sera e si torna il sabato successivo. E dove è prevista pure l'indennità di trasferta, ma niente. Zero. Per lo stipendio si parte dai 1600 ai 1800 euro puliti, a cui poi vanno aggiunti dei plus aziendali per un comportamento corretto all'interno del cantiere. Così portando a casa quasi 2 mila euro per nove ore al giorno. Un caposquadra raggiunge i 2500. «Abbiamo gente che non vuole nemmeno sentir parlare di trasferta dice Parisotto giovani che poi si sposano, arriva il primo figlio e l'azienda va in difficoltà. Ma è una realtà veneta, ci sono tanti colleghi presi così. E il problema è che arriva gente non formata. Anche se arriva l'immigrato, non è formato. Bisogna formarlo laddove sappia l'italiano. E per formarlo ci vogliono due anni. Abbiamo bisogno di personale qualificato. Abbiamo anche ipotizzato la possibilità di creare un'accademia per ponteggiatori ma in Italia è così, ci sono mille balzelli. Troppa burocrazia».

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 IL TITOLARE NEREO PARISOTTO

 
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L'AMORE? GLI OVER 50 LO TROVANO ONLINE

Post n°3598 pubblicato il 10 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Nell’ultimo anno oltre un milione e mezzo di italiani “senior” (uno su tre) ha utilizzato almeno una volta il web per cercare un partner su siti di incontri. In un caso su due dopo l’incontro c’è stato un seguito con implicazioni di tipo sessuale e in ben un caso su sette, l’appuntamento iniziale si è trasformato in una relazione stabile. La novità però è che la convivenza non la vuole più nessuno: vige la regola delle cosiddette coppie LAT (Living Apart Together), ovvero ognuno felice a casa propria e poi ci si incontra nel fine settimana.Questi sono alcuni dei dati emersi da uno studio realizzato da Singles50, che ha analizzato i comportamenti e le abitudini online di oltre duemila italiani, uomini e donne, in età compresa fra i 50 e i 65 anni.

Le informazioni sono state rese note in occasione del lancio in Italia del servizio Singles50, diffuso in oltre 30 paesi nel mondo, un sito di incontri per chi vuole darsi una nuova, a volte una seconda o una terza, possibilità.

Che si sia ancora alla ricerca dell’anima gemella, che si desideri semplicemente qualcuno con cui stare bene ed essere sereni, o ancora un compagno di viaggio con cui organizzare semplicemente una vacanza, il dating online è uno strumento che ha segnato una svolta nel costume e nel modo di relazionarsi dopo di “anta”.

D'altronde i numeri parlano chiaro: sono milioni gli iscritti al servizio destinato ai single che in Italia, secondo l’Istat, sono 8,5 milioni, di cui più della metà con oltre 45 anni. Tra questi, coloro in cerca di compagnia sono almeno 3 milioni.

Dei circa 4 milioni di single over 45 oltre un terzo (35%) ha cercato almeno una volta un partner attraverso il web su siti dedicati, non affidando quindi il proprio cuore ai social network; l’incontro fisico avviene più o meno a distanza di una settimana dal primo contatto.

Nella metà dei casi, al primo appuntamento ne seguono altri e tendenzialmente si fa sesso: secondo gli esperti, le persone mature sono in genere più consapevoli e dunque più libere nella sfera intima, perché accade sempre più spesso che sappiano ciò che vogliono e, a maggior ragione, ciò che non vogliono, come ad esempio perdere troppo tempo. Un altro elemento positivo e degno di nota emerso dallo studio è che in un caso su sette nasce una relazione stabile, la cui durata e tenuta ovviamente non è dato sapere. Una certezza però c’è: la scelta di andare a convivere la fa solo una coppia su dieci. Meglio che ciascuno resti a casa propria e ci si veda poi con calma nel fine settimana: in America il fenomeno è conosciuto come LAT (Living Apart Together), cioè stare insieme anche se separatamente. A dettare questa scelta anche il fatto che negli incontri in età matura accade che talvolta dopo il sesso, se ci si accorge di non avere di fronte l’amore della vita, nasca un’amicizia, il che capita in quasi un quarto degli incontri nati online.

 

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IN ARABIA SAUDITA, BASTA CON I DIVORZI SEGRETI PER LE DONNE

Post n°3597 pubblicato il 07 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

In Arabia Saudita entra in vigore una nuova direttiva del ministero della Giustizia per mettere fine ai cosiddetti "divorzi segreti", ovvero quei casi in cui il marito mette fine al matrimonio senza neanche informare la moglie. Da ora, i tribunali saranno tenuti ad avvisare le donne sulle sentenze di divorzio che le riguardano attraverso l'invio di sms sui loro telefoni.

"Questo metterà fine a ogni tentativo di imbrogliare o impadronirsi dell'identità delle donne per assumere il controllo dei loro conti bancari e proprietà, usando procure precedentemente emesse", ha sottolineato un avvocato divorzista, Somayya Al-Hindi, citato dalla Saudi Gazette. Lo stesso avvocato ha riferito di diverse cause finite in tribunale di donne saudite che hanno continuato a vivere con i loro ex mariti non sapendo che questi avevano chiesto ed ottenuto il divorzio. La nuova misura garantirà che alle donne vengano riconosciuti i loro diritti, compreso quello agli alimenti, una volta divorziate.

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UN TERRITORIO MUORE SE NON VIENE CURATO

Post n°3596 pubblicato il 06 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

In queste ore l’autostrada del Sole è il luogo perfetto per illustrare l’Italia divisa. Dal lato sud la carreggiata è intasata, una colonna di auto si reca al Nord, torna al lavoro, agli affari o agli studi e conclude il percorso che due settimane fa aveva iniziato: tornare al paese almeno per Natale, per ritrovare i genitori, o i nonni, se ancora in vita. Aprire casa, farla respirare per un po’ e riassaporare il cibo dell’infanzia, salutare le proprie pietre. Una parentesi, in una vita che si svolge altrove. Il Sud ogni anno perde gli abitanti di una città grande quanto Foggia, ogni anno si allontana dal Nord, ogni anno si fa più vecchia e fragile. Il Sud Italia oggi è l’area più grande e più sottosviluppata dell’Unione europea. Tra due mesi, quando il Parlamento suggellerà l’autonomia allargata richiesta da tre regioni (Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna) il raffronto sarà ancora più duro perché le risorse non saranno divise soltanto in ragione degli abitanti e dei relativi bisogni (quanti malati, in quale territorio; quanti studenti e quante scuole) ma anche, come chiede il governatore leghista del Veneto Luca Zaia, in proporzione al gettito fiscale.
Se la ricchezza pro capite diviene un parametro per dividere le risorse nazionali e si aggiunge a quello rimitivo degli abitanti, il Mezzogiorno perderà due volte. Meno abitanti=meno risorse, quindi meno ospedali e meno scuole, meno insegnanti, meno inservienti. A questa sottrazione si aggiungerà la nuova: più poveri e dunque ancora più poveri. Si ridurrà ancora la qualità delle prestazioni, si agevolerà il turismo sanitario e scolastico che già ora è un costo insopportabile. Ogni anno farsi curare al Nord costa al Sud un miliardo e duecento milioni di euro. Direte: colpa del Nord se al Sud gli ospedali sono più inefficienti? La porzione di verità che contiene questa domanda non esaurisce la questione. È del tutto vero che il Mezzogiorno sia stato malamente amministrato e che quindi fa i conti anche con la propria inefficienza. Sconta la propria responsabilità e i risultati si vedono. Ma questa osservazione non risolve il problema: gli ospedali del Nord sono pieni di bravi medici meridionali che avrebbero scelto di sicuro di rimanere nella loro terra se avessero trovato disponibilità. Ma al Sud gli ospedali chiudono. Così come le scuole, come la pubblica amministrazione la cui pianta organica è ormai ferma a 20 anni fa. Da allora solo pensionamenti, null’altro. Il reddito di cittadinanza, questo sussidio straordinario, è una forma di assistenza decisiva per le fasce ancora più povere, ancora più escluse. Ma, appunto, resterà assistenza se i percettori dell’assegno non potranno essere chiamati a un lavoro. Dove si trova il lavoro? Chi lo offre il lavoro?

Un territorio muore se non viene curato. E il Sud è senza cure da oltre un ventennio. Nessun programma di infrastrutture, nessuna opera industriale, niente iniziative. Il depauperamento anche civile conduce alla transumanza. E l’autostrada del Sole diviene la triste via dell’esilio.

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LA GAZZELLA IMPACCHETTATA SUL NASTRO BAGAGLI ALL'AEROPORTO DI TRIPOLI

Post n°3595 pubblicato il 04 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Avvolta in una sacca, una gazzella scorre sul nastro che trasporta i bagagli in aeroporto, come fosse una valigia. L'immagine ha fatto il giro dei social ed è stata scattata all'aeroporto internazionale di Mitiga, sei chilometri da Tripoli. La gazzella proveniva da Ghat, città libica al confine con l'Algeria, e aveva viaggiato quindi su un volo interno. La foto è stata rilanciata sulle sue pagine Facebook e Twitter da The Libya Observer e la notizia ha subito fatto insorgere le associazioni ambientaliste. La Libyan Wildlife Trust chiede un'indagine ricordando che le gazzelle sono tra i bersagli preferiti dei bracconieri nel Paese e che sono a serio a rischio estinzione. Il giornale Al Araby sostiene che è stata chiesta un'indagine interna sull'incidente: la vicenda è la spia di una profonda anarchia nella gestine del trasporto aereo, che potrebbe "aprire le porte a forme di contrabbando molto pericolose".

 

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L'ETNA STA CAMBIANDO E POTREBBE DIVENTARE PIù PERICOLOSO

Post n°3594 pubblicato il 02 Gennaio 2019 da dolcesettembre.1
 

Il terremoto del 26 dicembre 2018, avvenuto alle 3:19 sul basso fianco sud-orientale dell'Etna, è stato uno dei più energetici mai registrati a memoria d'uomo sul vulcano. L'evento sismico di magnitudo 4.8 è stato localizzato a un chilometro a sud dell'abitato di Lavinaio, alla profondità di circa 1 chilometro sotto il fondale del mare.

Il fenomeno sismico è stato preceduto e accompagnato da una importante attività di deformazione del vulcano, che ha generato complessivamente uno sciame di oltre 1.100 sismi. Il tutto durante una fase di attività vulcanica molto intensa che si riversa dalla base del nuovo cratere di sud-est verso l'ambiente desertico dell'ampia Valle del Bove. Stando ad una serie di analisi realizzate negli ultimi giorni l'eruzione, che sembra essere diminuita, potrebbe riprendere a quote più basse, attorno ai 2.400 metri, dove si potrebbero aprire nuove fratture (si tratta tuttavia di una previsione).

La trasformazione dell'Etna. Dalla maggior parte della gente e, in passato, anche da molti vulcanologi, l'Etna è sempre stato considerato relativamente poco pericoloso per via delle sue manifestazioni effusive, non esplosive, che danno origine a colate di lave fluide, con poco materiale sparato in atmosfera.

Recenti ricerche hanno però evidenziato che negli ultimi 60.000 anni il materiale eruttato si avvicina sempre di più a quello prodotto dai vulcani della cosiddetta cintura di fuoco del Pacifico, sebbene il vulcano siciliano sia considerato diverso da questi ultimi. Questa ipotesi è suffragata da ricerche che dimostrano una possibile evoluzione della sorgente magmatica dell'Etna verso un vulcanismo di tipo esplosivo, più simile cioè al comportamento di Vulcano (isole Eolie), a nord della Sicilia.

Questa complessa situazione si spiega ipotizzando che nelle ultime migliaia di anni vi sia stata una lacerazione al di sotto della crosta terrestre, che ha permesso al materiale del mantello già presente sotto le Eolie di fluire verso la regione dei magmi dell'Etna. Ciò renderebbe questi ultimi più esplosivi rispetto a qualche decina di migliaia di anni fa: con il trascorrere del tempo (sempre in termini geologici), le lave dell'Etna diventerebbero dunque più esplosive - e quindi più pericolose.

Il fianco che scivola a mare. Un'altra questione importante riguarda lo scivolamento del versante dell'Etna che guarda verso mare.

Già dagli anni Ottanta, e su evidenze puramente geologiche, si avanzò l'ipotesi di questo moto verso il mare, ma con l'avvento delle tecniche di misura satellitare delle deformazioni del suolo si è potuto stabilire con certezza che (negli anni in cui è stato monitorato) il fianco del vulcano è scivolato a una velocità media pari a 2-3 centimetri l'anno.

Il moto sembra innescato soprattutto dalla gravità (il peso dell'intero versante) piuttosto che dalla spinta del magma in risalita. Al momento non ci sono indizi di una possibile accelerazione del fenomeno, tale da poter creare maremoti o problemi di altro genere, va però anche ricordato che nel corso del tempo il movimento del fianco orientale dell'Etna ha invece mostrato accelerazioni, spesso collegate a eruzioni.

Eruzioni distruttive. L'Etna è capace di imponenti emissioni di lave, come quella del novembre del 1928, quando la cittadina di Mascali (Catania) - già risorta dopo un devastante terremoto di 3 secoli prima (1693) - fu sepolta dalla colata lavica. Oggi il vulcano è monitorato con grande attenzione e si potrà capire, in futuro, se si avvicinerà a eruzioni più importanti rispetto a quella in atto in questi giorni.

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Donna

Mentre urli alla tua donna

sappi che c'è un uomo

che dedidera parlarle all'orecchio.

Mentre la umili,

insulti,sminuisci,

sappi che c'è un uomo

che la corteggia

e le ricorda

che è una gran donna.

Mentre la violenti,

sappi che c'è un uomo

che desidera

fare l'amore con lei.

Mentre la fai piangere,

sappi che c'è un uomo

che le ruba sorrisi.

VIVA LE DONNE

MERAVIGLIE DELL'UNIVERSO!!   

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