**TEST**
Creato da dolcesettembre.1 il 19/10/2010
notizie choc, curiose,strane,assurde, incredibili, dall'Italia e dal mondo

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Alda Merini

E' necessario

che una donna

lasci un segno

della propria anima

ad un uomo...di sè,

perchè a fare l'amore

siamo brave tutte.

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LA TRUFFA DEI BANNER PUBBLICITARI CON LE FACCE DEI VIP

Post n°3750 pubblicato il 01 Gennaio 2020 da dolcesettembre.1
 

Guarda, clicca e paga. E' il giro che sta dietro alle ormai vecchie truffe che oggi sfruttano un nuovo modo per spennare gli utenti del web, cioè, il faccione di un vip sparato su un banner online, e l'invito ad investire per fare soldi con i bitcoin."L'ha fatto anche lui, fidati!"E' il messaggio subliminale. Diletta Leotta, Silvio Berlusconi, Vasco Rossi, Jovanotti, Flavio Briatore, Claudio Lippi, si sono visti testimonial inconsapevoli e involontari di criptovalute. Marco Baldini sarebbe diventato milionario con i bitcoin, ma lo scorso gennaio, con un lungo post su Facebook ha denunciato le conseguenze personali e il disagio causato dalla truffa.Jovanotti uguale, e pochi giorni fa ha sbottato palesando la necessità di maggiori controlli. La truffa miete vittime diverse. Spesso, l'acquisto di bitcoin, creme miracolose o zaini anti-ladro è reale ma a prezzi folli che rimpinguano le tasche dei criminali. Altre volte, l'utente è palesemente frodato da piattaforme fake che gli scippano i Dati personali. Il mezzo con cui si adescano le persone molte volte è illegale e perciò a farne le spese è chi fa la parte dell'esca che, come specifica Guido Scorza, avvocato ed esperto di diritto online,"Vede la propria immagine sfruttata senza consenso e la propria identità violata. Ma poichè queste false pubblicità sono spesso piazzate su siti di informazione e giornali online, ricettacoli di milioni e milioni di occhi, le vittime, specialmente morali, sono anche le piattaforme stesse. Vittime, nel senso che a volte la gente pensa che lo facciano apposta a mettere i banner ma in realtà hanno poche responsabilità. Tendenzialmente, ogni sito mette a disposizione uno spazio in cui finirà poi l'inserzione del vincitore, per esempio di un'asta, ma non c'è un rapporto diretto con nessuno, nè con il truffatore nè con le agenzie vere. Solo con Google o altri Network di advertising che devono far passare da quello spazio tutta la pubblicità che gli investitori ci appoggiano. Per questo, continua Scorza, non c'è una responsabilità del gestore del singolo sito. Al limite si può discutere della responsabilità del gestore del Canale di Advertising o dell'agenzia pubblicitaria, ma sapere se la pubblicità in questione è una truffa o meno è parecchio difficile".



 
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CALCIOMERCATO: LA CINA DICE BASTA AI MAXI STIPENDI PER I CAMPIONI STRANIERI

Post n°3749 pubblicato il 30 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

"Andrà a prendere una pensione dorata in Cina". Frase sentita spesso negli ultimi tempi, ma che non si potrà più utilizzare per quei calciatori che ormai vicini o oltre i trenta decidono di giocare un paio d'anni in Super Ligue in cambio di cifre tali da mettere al sicuro le famiglie per generazioni. Con le nuove regole varate dalla Federazione locale, che entreranno in vigore a partire da gennaio 2020 i contratti alla Pellè o alla Lavezzi, rispettivamente, 15 e 25 milioni di euro all'anno, non esisteranno più. O meglio:non essendo regole retroattive, Pellè, Hamsik e gli stranieri andati in Cina in questi anni continueranno a guadagnare quel che prevedono i loro contratti, mentre i calciatori non cinesi, che a partire da gennaio 2020 accetteranno di trasferirsi in Super Ligue dovranno accontentarsi al massimo di 3 milioni di euro a stagione, in virtù del tetto salariale deciso dalla Federazione. Perchè la Federcalcio cinese ha preso una decisione del genere? I moltivi sono molteplici secondo Marco Bagozzi, triestino, scrittore ed esperto di calcio asiatico e cinese, autore del libro Storia del calcio cinese, dalle origini ai giorni nostri. L'apporto deludente di molti big alle cause delle squadre cinesi, secondo Bagozzi, è una delle ragioni del salary cup:"Sicuramente, c'è la volontà di disciplinare la situazione perchè ormai c'era una sproporzione troppo grande: contratti costosissimi per giocatori di nome, ma che a ben vedere non hanno reso per quel che venivano pagati, e parlo di Lavezzi, così era stato anche per Tevez a Shangai, lo stesso Hamsik non ha dato un grande apporto al Dalian". Tra le altre regole, anche l'obbligo per le società di contenere il monte stipendi e farlo arrivare al massimo ad un valore complessivo del 60% delle entrate totali del club.


 
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LA NOSTALGIA DEL NATALE DI UNA VOLTA

Post n°3748 pubblicato il 27 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Può una trasmissione radiofonica far rivivere la magia delle cartoline? A quanto pare,sì. Un rito che sta scomparendo, travolto dalla frenesia e dall'istantaneità dei social, ha vissuto nuovo vigore grazie ai Lunatici, programma notturno di Rai Radio2, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Cancio.(foto)I due, potendo contare su una community molto nutrita di ascoltatori, hanno lanciato l'idea sfidando chi si trovava dall'altra parte della Radio."Visto che siamo una grande famiglia radiofonica", hanno detto,"l'albero di Natale lo dobbiamo fare insieme". Sì, ma come? Facile. Hanno chiesto alla gente di mandare una cartolina in via Asiago 10, storico indirizzo di Rai Radio2, così da poterla prima leggere in diretta e poi utilizzarla per decorare il loro albero di Natale. In pochi giorni, ai Lunatici di Rai Radio2 sono arrivate migliaia di cartoline, da nord a sud, con alcune incursioni all'estero. Una dimostrazione, nel centocinquantesimo anniversario delle cartoline, di come sia possibile, ogni tanto, spendere del tempo per cercare una cartolina, pensare a cosa scrivere, inviarla all'indirizzo giusto anche nell'area dei messaggi mandati in serie, copiati e incollati nei gruppi whatsapp.




 
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AUGURI!!

Post n°3746 pubblicato il 25 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1

https://www.inmeteo.net/wp-content/uploads/2019/12/buon-natale-4.jpg

 
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FALLA NEL REDDITO DI CITTADINANZA

Post n°3744 pubblicato il 23 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

C'è una «falla» nel sistema del reddito di cittadinanza che può costare cara agli italiani. Gli stranieri con permesso di soggiorno permanente, ovvero quelli che non sono cittadini del nostro Paese, ma ai quali viene riconosciuto il diritto di stare in via definitiva in Italia senza dover per forza ripresentare domanda ogni anno, col trucchetto dell'agevolazione introdotta dal Movimento 5 stelle possono letteralmente essere mantenuti a spese dello Stato anche per anni.

 

L'inghippo è stato scoperto dal responsabile nazionale immigrazione di Fratelli d'Italia, Paolo Diop e da quello regionale della Toscana, Andrea Romiti.

 

La normativa europea parla chiaro: «Dopo almeno 5 anni consecutivi di soggiorno legale in un altro Paese dell'Unione si acquisisce automaticamente il diritto al soggiorno permanente. Si può quindi chiedere un documento di soggiorno permanente che conferma il diritto a soggiornare in modo permanente nel Paese in cui si vive, senza particolari condizioni».

 

Inoltre, chi ne faccia richiesta è agevolato anche perché le autorità competenti «non possono più chiedergli di dimostrare che ha un lavoro, che dispone di risorse sufficienti, di un'assicurazione sanitaria, ecc».

 

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza? Secondo quanto riportato sul sito del governo, «cittadini italiani o dell'Unione europea, cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo, o apolide in possesso di analogo permesso, cittadino di Paesi terzi familiare di cittadini italiani o comunitario titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, titolare di protezione internazionale». Il requisito è che si stia in Italia da 10 anni di cui almeno gli ultimi 2 consecutivi.

 

Ed ecco la «falla». «Questo comporta - spiega Diop - che uno straniero dopo questo periodo, se perde o lascia il lavoro percepisce la disoccupazione per circa due anni. Subito dopo scatta il reddito di cittadinanza». Se funzionasse il meccanismo del ricollocamento lavorativo, ovvero del percorso previsto dai 5 stelle, sarebbe diverso, ma in realtà non è così. «Assistiamo al fatto - prosegue Diop - che le persone italiane che ne hanno diritto e bisogno davvero magari possano trovarsi scavalcati dai furbetti che usano questo escamotage». E c'è un inciso.

 

«Queste persone - tiene a dire - potrebbero andare all'estero e lavorare tranquillamente e intanto percepire il reddito di cittadinanza dall'Italia. Tutto ciò comporta un danno enorme allo Stato. Nessuno ha fatto notare finora questo punto, ma Fdi lo porterà avanti come sua battaglia per il futuro. Troviamo ingiusto che ci sono italiani che non arrivano a fine mese - dice ancora - e chi fa il furbo alle loro spalle riesce ad avere un mucchio di soldi. Questo grazie ai 5 stelle che hanno dimostrato grande apertura a sinistra e infatti fanno leggi a sostegno di tutto ciò che riguarda gli immigrati. Si sono mascherati per un periodo col governo Salvini, ma di fatto sono immigrazionisti». Concetto ribadito anche da Romiti: «Come il famoso gioco a premi win for life, venendo qua in Italia vinci per tutta la vita il reddito di cittadinanza, lo straniero una volta in possesso del permesso di lungo periodo può smettere di lavorare, requisito necessario solo per il permesso temporaneo entro i primi 5 anni, e poi percepire questo sussidio fino a quando non arriverà alla meritata pensione». Mentre noi paghiamo.

http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/listato_31_grande/public/foto/2019/06/28/1561731473-migranti.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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RICOSTRUITO IL CUORE AD UNA BIMBA DI 21 MESI

Post n°3743 pubblicato il 20 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Sembrava una missione impossibile, un intervento chirurgico irrealizzabile. Però i medici dell'ospedale pediatrico Gaslini di Genova ci sono riusciti. Hanno ricostruito il cuore ad una bimba di 21 mesi affetta da una grave malformazione dalla nascita che in altri ospedali era stata ritenuta incorreggibile. Alla piccola, era stata rifiutata anche la possibilità di un doppio trapianto cuore-polmoni. La cardiopatia congenita è stata corretta e la bimba è stata dimessa con la prospettiva di una vita normale. Alla piccola, all'ospedale di Bergamo, in periodo perinatale è stato impiantato un pacemaker. Da allora la sua sopravvivenza è sempre stata legata ad apparecchiature per la respirazione. Per i primi due mesi di vita è stata dipendente da una ventilazione meccanica, poi da un supporto respiratorio non invasivo ma continuo, garantito da un'apparecchiatura e nutrita con sondino naso gastrico. La bimba era affetta da "isomerismo sinistro, canale atrio-ventricolare e blocco atrio-ventricolare completo".


 
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MANIFESTO CHOC A ROMA: GESù HA UN'EREZIONE DAVANTI AD UN BIMBO

Post n°3742 pubblicato il 17 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

C’era una volta l’arte sacra, c’erano i Caravaggio, i Michelangelo e i Raffaello. C’erano opere capaci di coniugare bellezza e riflessione.

 

Oggi, invece, l’iconografia religiosa è diventata appannaggio di un esercito writer in cerca di popolarità. E allora, se la filosofia è quella del “purché se ne parli”, tutto diventa lecito. Anche raffigurare Gesù Cristo in preda a un’erezione davanti a un bimbo inginocchiato. L’ennesima profanazione artistica accade nella Capitale. È affissa in bella mostra su una delle vetrate esterne di un museo comunale: il prestigioso Macro di via Nizza.

 

A denunciare l’accaduto sono gli esponenti di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ghera e Andrea De Priamo, rispettivamente capogruppo in Regione Lazio e in Consiglio comunale. “Stamane abbiamo notato quell’immagine volgare - raccontano i due in una nota - che ritrae un bambino in ginocchio davanti a Gesù Cristo, quest’ultimo in evidente stato di eccitazione e con la mano in testa al bimbo”. Proprio così. Sotto alla scritta “Ecce Homo” campeggia la squallida rappresentazione del Messia pedofilo. Più sotto, per chiarire meglio il concetto, si legge ancora la parola “Erectus”. “È inaccettabile - tuonano i due esponenti di Fratelli d’Italia - che roba del genere venga esposta al pubblico, in un museo importante della città, peraltro con fondi pubblici, e frequentato anche da famiglie”. “Questa vergogna - concludono - deve sparire subito e i responsabili siano sanzionati”.

 

 

 

 
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ALLARME IN ITALIA PER LA ZANZARA COREANA CHE RESISTE AL GELO E TRASMETTE MALATTIE PERICOLOSE

Post n°3740 pubblicato il 13 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Zanzare coreane. Il primo avvistamento di questa specie invasiva di origine asiatica è stato nel 2011 nella provincia di Belluno e ad oggi, in Italia, è presente in almeno 5 regioni - Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia e Liguria. Parliamo della zanzara coreana. Da qualche anno in Italia, infatti, si è riscontrata la presenza della zanzara coreana (Aedes Koreicus), esemplare appena più grande della zanzara tigre e che rappresenta una nuova minaccia.
Questo insetto è infatti capace di trasmettere anche il virus dell’encefalite giapponese e la filariosi, pericolosi per l’uomo e gli animali. Questo perché la zanzara coreana ha una diffusione molto rapida e, a differenze della zanzara tigre, è in grado di sopravvivere a temperature molto basse e altitudini maggiori. Inoltre l’espansione di questo insetto viene agevolata dal trasporto passivo per mezzo di autoveicoli privati o per il trasporto merci. Trova il suo habitat ideale nei luoghi umidi con presenza di ristagni d’acqua.
L’Aedes Koreicus, come la zanzara tigre, utilizza per la riproduzione contenitori artificiali (es. vasi, penumatici, vivai, cimiteri, binari stradali), ma anche habitat naturali (es. fossati); le larve di entrambe le specie sono state trovate in alcuni casi negli stessi siti di riproduzione. Grazie alla sua tolleranza alle temperature piuttosto basse (fino a 10°C), la zanzara coreana riesce a colonizzare aree collinari e montuose, non raggiunte dalla zanzara tigre. Non sorprende quindi che, secondo i dati dell’Osservatorio Rentokil, nel 2019 le richieste d’intervento nel periodo autunno-inverno contro le zanzare sono aumentate del 44% rispetto al 2018.
«La zanzara coreana si differenzia dalla zanzara tigre, oltre che per le dimensioni maggiori, per la mancanza della linea bianca sul dorso e per la sua attività prevalentemente diurna - commenta Ester Papa, Technical Manager di Rentokil Italia – Per difendersi da questa specie, valgono gli stessi rimedi utilizzati nel periodo primaverile e estivo: continuare a utilizzare zanzariere e repellenti, mantenere gli spazi esterni in ordine, tagliando la vegetazione e rimuovendo l’acqua stagnante da sottovasi e secchi. In generale, anche d’inverno non bisogna abbassare la guardia nella lotta alle zanzare poiché sia le uova sia le zanzare in forma adulta possono entrare in ‘diapausa’, uno stato di ibernazione che le rende inattive fino al loro risveglio nel periodo più caldo».
Le zanzare riescono quindi a restare in vita anche nel periodo più freddo, annidandosi in luoghi come garage, cantine e spazi esterni con un microclima adatto alla loro sopravvivenza.


 
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L'ULTIMO TRUCCHETTO DEI CLANDESTINI:SPACCIARSI PER CICLISTI IN GITA DI BENEFICENZA

Post n°3739 pubblicato il 11 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

L'ultima fantasiosa trovata dei migranti per raggiungere l'Italia lungo la rotta Balcanica è spacciarsi per ciclisti in viaggio nel nome di una buona causa, con tanto di maglietta benefica recuperata chissà come dalle diocesi lombarde. Quattro ciclisti sospetti sono stati intercettati dalla polizia a nord-ovest di Osijek nella parte orientale della Croazia. Un afghano e 3 iraniani che inforcando delle mountain bike erano riusciti a passare il confine della Serbia e si spacciavano per ciclisti impegnati in un tragitto a scopo benefico. Per dimostrare la buona fede indossavano tutti la stessa maglietta  con il logo ed i colori di Bellastoria, un progetto delle diocesi lombarde che prevede campi estivi e laboratori. I poliziotti croati non si sono fatti intenerire e dopo averli fermati li hanno facilmente identificati come immigrati illegali che volevano raggiungere l'Italia in bicicletta.


 
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DOPO LA CHEMIO,IL FISCO LE CHIEDE DI MOTIVARE L'ACQUISTO DI UNA PARRUCCA

Post n°3738 pubblicato il 09 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Dopo alcune visite mediche, ha dovuto fronteggiare a testa alta una forma di tumore al seno molto aggressivo. Così senza pensarci due volte, la giornalista e scrittrice Sara Recordati(foto) ha deciso di investire i suoi risparmi e farsi operare in una struttura privata. La chemio è stata dolorosa ma per fortuna la donna ha potuto tirare un sospiro di sollievo, dato che è riuscita a sconfigggere la malattia. Ovviamente la chemio ha portato con sè diverse problematiche, ma tutto è bene quel che finisce bene. Ma la vicenda ha un colpo di scena. Come è stato riportato da Il Corriere, la donna si è vista recapitare un accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate. La lettera, chiede di dimostrare di aver versato quei 12 mila e 500 euro all'ospedale in cui è stata operata e, cosa sconcertante, dimostrare l'acquisto di una parrucca di 300 euro. Le hanno chiesto il certificato CEE  della parrucca e una richiesta medica che giustifichi il fatto che ne avesse bisogno come supporto in una condizione di grave disagio psicologico. La donna è rimasta senza parole, non aveva mai pensato di dover affrontare di nuovo quel periodo della sua vita. Lo Stato si era insospettito delle alte spese mediche e voleva andare a fondo. La giornalista è rimasta molto indignata e non riesce a capire il perchè ha ricevuto una richiesta del genere da parte dell'Agenzia,ed ha la sensazione di esssere stata presa in giro, e avverte la cattiva fede nel sospettare che una donna voglia truffare il Fisco per qualche decina di euro e sopratutto per una semplice parrucca per coprire la testa pelata,ed aggiunge:"Non si possono colpire le persone senza considerare che sono, appunto,persone".


 
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ORNELLA VANONI FUMA CANNE,MA LE SERVE UNA BADANTE CHE SAPPIA ROLLARE

Post n°3737 pubblicato il 06 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

O la si ama, o la si odia, anche quando va oltre i confini. Ornella Vanoni vola ancora più in alto e, durante la puntata di “In arte”, il programma di Rai3 condotto da Pino Strabioli, si lascia andare. Verso lo psichedelico. «Prima di andare a  dormire mi faccio una canna. Per anni non riuscivo a farlo (dormire) poi un giorno me ne hanno fatta fumare una e sono riuscita ad addormentarmi. MI sono detta: vuoi vedere che è la mia medicina? Anche il mio psichiatra è d'accordo: "A un altro non lo direi ma a lei.... Ormai sono 55 anni che te le fai". Ora devo trovare delle badanti che sappiano rollare...»


 
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LA BELLA VITA DELLO STUPRATORE NIGERIANO

Post n°3736 pubblicato il 04 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Seduto su una Porsche, vestiti alla moda e collane d'oro: è quello che mostra il profilo Facebook di Peter Chiebuka, il 26enne nigeriano arrestato a Padova per sequestro di persona, violenza sessuale e rapina ai danni di una 22enne della Repubblica Ceca.

Un profilo social, come rivela il Gazzettino, che riporta un'immagine del giovane molto lontana dalla realtà: Peter Chiebuka, richiedente asilo, fa parte di un programma di accoglienza con pocket money, vitto e alloggio forniti dalla cooperativa Edeco. Un vita completamente diversa da quella che viene raccontata su Facebook. Le foto lo ritraggono mentre fa la bella vita con auto di lusso, vestiti firmati, bottiglie e gioielli. Forse un modo per attirare l'attenzione e catturare l'interesse delle ragazze. E nella trappola del giovane è caduta anche la 22enne ceca che credeva di aver trovato l'uomo della sua vita.

Lui le avevo chiesto di sposarlo e lei lo aveva subito raggiunto a Tribano, nella Bassa Padovana. Ma da quando ha incontrato Peter (conosciuto un mese prima sui social), per lei è iniziato un vero e proprio incubo. Il 26enne nigeriano l'ha rinchiusa in casa, picchiata e violentata senza pietà per 10 giorni. Un orrore che ha sconvolto anche il responsabile del centro di accoglienza di Edeco, Lorenzo Boscato. L'uomo, sentito dal quotidiano, ha spiegato che la situazione nella palazzina dei 15 richiedenti asilo "non aveva mai destato preoccupazione". "Non avevamo nessun sospetto sulle violenze ai danni della giovane, perché in quel caso saremmo stati noi a segnalare e denunciare i fatti alle autorità", ha spiegato Boscato. "Tutti i giovani che fanno parte del gruppo sono molto tranquilli e prendono parte alle attività informative proposte - ha continuato il responsabile -. Possiamo dire che ad oggi questo nucleo di richiedenti asilo ha sicuramente un elevato grado di integrazione".

 

Eppure quel giovane nigeriano è stato arrestato per sequestro di persona, violenza sessuale e rapina ai danni della giovane della Repubblica Ceca. È stata la stessa vittima a dare l'allarme e poi denunciare il 26enne ai militari che l'hanno trovata sotto choc nell'appartamento.

Da Edeco invece nessuna spiegazione per quanto riguarda il controllo della struttura in cui sono ospitati i richiedenti asilo. Ora gli investigatori sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto: pare che i coinquilini di Peter non si siano resi conto della presenza della giovane nella stanza dell'amico. Tutte le testimonianze dovranno quindi essere accertate per fare piena luce. Resta però sempre il fatto che la 22enne è stata picchiata e violentata per 10 giorni, senza che nessuno se ne accorgesse.


 
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PERDONARE O NO UNA FIGLIA ASSASSINA?

Post n°3735 pubblicato il 02 Dicembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Si può perdonare una figlia che, per oscuri motivi, ha massacrato con 97 coltellate due innocenti, tra cui un bambino? La risposta sembra facile: è impossibile.



Eppure, l’amore di un padre è più forte di tutto. Anche del disprezzo che umanamente si può verso quella ragazza, oggi una donna sposata, che la sera del 21 febbraio del 2001 insieme al suo fidanzato dell’epoca nella villetta di Novi Ligure ha compiuto un crimine spietato ed agghiacciante, reso ancor più orrendo dal fatto che le vittime erano la mamma e suo fratello di appena 11 anni.

Il papà “buono e misericordioso” è l'ingegner Francesco De Nardo, genitore di Erika. Lui, nonostante tutto, è stato sempre al fianco della figlia. Anche quando la verità, terribile e drammatica, era venuta a galla. In paese, però non tutti sembrano apprezzare il comportamento tenuto dall’uomo, spinto dall’amore e da una sorta di senso del dovere nel continuare a vegliare su quella figlia che si è resa responsabile di un qualcosa di così folle che è anche difficile anche da raccontare.

Erika ha scontato dieci dei sedici anni ai quali è stata condannata in via definitiva nel 2003 dalla Corte di Cassazione, oltre ai mesi di affidamento alla Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi. Ma la vicenda con il dolore e l’orrore che l’hanno accompagnata non può essere sanata, neanche con mille anni di prigione. Molti sono rimasti senza parole nel vedere Erika mentre giocava a pallavolo con gli occhiali da sole in permesso premio dal carcere di Brescia o quando era al volante dell'auto della mamma.

In questi anni, la ragazza in carcere si era diplomata come perito geometra, e poi si era laureata con il massimo dei voti in Lettere e Filosofia. Un modo per rifarsi una vita. Quella che aveva tolto nel modo più spietato possibile alla mamma e a suo fratello. In questo periodo trascorso dietro le sbarre una delle persone più vicine a lei è stato Don Mazzi.

Lo stesso Don Mazzi, che ieri ha compiuto 90 anni, intervistato da Oggi ha svelato nuovi particolari sulla vita di Erika:Si è sposata, ha maturato la giusta consapevolezza sulla tragedia, quella che permette di continuare a vivere. Il padre è stato molto importante in questo percorso”. Il sostegno del padre ha giocato un ruolo fondamentale nella vita dell’assassina, oggi 35enne.


Un genitore che non ha mai rinnegato l’amore per quella figlia che ha compiuto un massacro. Da capire. Così come è da capire la diffidenza della altre persone di Novi Ligure, e forse non solo, che non potranno mai dimenticare quanto Erika ha compiuto in quella fredda sera di febbraio del 2001 nella villetta dove abitava.



 
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LA PROPOSTA DI MATRIMONIO A MONTECITORIO

Post n°3734 pubblicato il 29 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

 

L'amore ha invaso Montecitorio ieri mattina. Mentre in Aula i deputati si apprestavano a discutere gli emendamenti al Dl sisma, l'intervento del leghista Flavio Di Muro ha lasciato tutti spiazzati.

 

Il deputato del Carroccio, infatti, ha chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori, prima dell'inizio della seduta. In realtà, però, il discorso che ha tenuto è stato di tutt'altro argomento. "Intervengo prima dell'inizio della seduta e magari con questo mio intervento, contribuisco a rasserenare il clima", ha premesso iniziando a parlare in Aula. Poi Di Muro ha sottolineato come "noi uomini istituzionali siamo sempre presi tutti i giorni dalla gestione delle emergenze, siamo quotidianamente impegnati in dibattiti politici e quando torniamo nel weekend sul territorio cerchiamo di rispondere alle istanze della gente". Un'attività che lascia ai margini "le persone che ci vogliono bene, quelle che amiamo".

 

 

Poi, il discorso entra nel vivo: "Mi spiace interrompere i lavori di questa seduta - spiega- ma abbiate rispetto per quello che sto per dire, per la mia persona e per la vita di un uomo. Questo per me è un giorno diverso, un giorno speciale". E a questo punto, arriva il colpo di scena e Di Muro smette di rivolgersi alla Camera e guarda in alto: "Presidente, per rispetto non mi rivolgo a lei ma alla tribuna". Poi prende un astuccio, contenente un anello ed esclama: "Elisa, mi vuoi sposare?".

 

 

 

Il deputato Di Muro, contattato da Agi, conferma che Elisa "ha detto sì" e i due innamorati si sposeranno presto, a Ventimiglia. "Avevo preparato tutto- ha raccontato il leghista- mi sono portato l'anello a Roma. Lei è rimasta spiazzata ed emozionata. poi ci siamo incontrati e mi ha detto 'sì, certo'". La decisione, "abbastanza originale", di una proposta di matrimonio in Aula è stata dettata dal fatto che la donna "in questi anni ha seguito con partecipazione il mio impegno politico". Anche oggi, infatti, era alla Camera per seguire i lavori: "L'avevo avvisata che avrei preso la parola per un intervento sull'ordine dei lavori. Già era emozionata perchè non mi aveva mai sentito intervenire dal vivo. Poi la sorpresa", conclude Di Muro.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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LA POP STAR MADONNA BEVE URINA DOPO UN BAGNO NEL GHIACCIO

Post n°3733 pubblicato il 27 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Madonna non è nuova a scandalizzare il pubblico mondiale con curiose trovate. Ma forse stavolta potrebbe aver calcato troppo la mano e molti sperano si tratti soltanto di una provocazione o di una battuta ironica.

 

La regina del pop ha pubblicato un video per illustrare la sua routine post-concerto. Sono le 3 di notte e vediamo la donna, 61 anni, insieme al suo coreografo Ahlamalik Williams, 24 anni. Prima i due si allenano fingendo alcune mosse di pugilato. L'adrenalina dello show deve essere ancora alta e Madonna salta continuamente senza lasciar trasparire segni di stanchezza. Successivamente l'artista si immerge in una vasca piena di ghiaccio. Nella didascalia ci informa che questa terapia prevede che la "ice bath" (il bagno col ghiaccio) segni sul termometro 41 gradi Fahrenheit, corrispondenti a 5 gradi Celsius.

 

Madonna si immerge titubante e tremante nella vasca e poi, per scaricare la tensione, continua a scherzare col coreografo e al momento dell'uscita dal ghiaccio le gambe della cantante appaiono fortemente arrossate. Per quanto questa terapia possa sembrare bizzarra, in realtà la crioterapia è una pratica collaudata da molti sportivi: il ghiaccio aiuta a ridurre gli infortuni e dona elasticità alla pelle. Questo trattamento è ormai usuale anche per molte star che spesso, sui social, lo documentano mostrando la loro entrata in appositi macchinari.

 

La vera sorpresa, però, arriva in coda al video. Dopo essere uscita dal ghiaccio, Madonna si riscalda coprendosi con un candido accappatoio e subito dopo la vediamo sorseggiare una bevanda di colore giallo. L'impressione è che si tratti di tè caldo, ma la scandalosa cantante non si smentisce e spiazza tutti con una rivelazione: "Fa molto bene bere l'urina dopo un bagno nel ghiaccio". Una nuova provocazione o semplice ironia?

 

 

 

 

 

 

 
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GLI OLTRE 10 MILIONI INCASSATI DALL'UMBERTO I PER IL REPARTO ADULTI DI FIBROSI CISTICA MA MAI REALIZZATO

Post n°3732 pubblicato il 25 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

I soldi sono arrivati, puntuali, per oltre 20 anni, ma il padiglione sanitario non è mai stato realizzato. E ora, dopo l’inchiesta de ilfattoquotidiano.it risalente al febbraio scorso – cui ha fatto seguito un esposto di Fratelli d’Italia – sulla vicenda indagano la Procura di Roma e la Guardia di Finanza. I magistrati romani hanno aperto un fascicolo sul caso del reparto per adulti malati di fibrosi cistica mai realizzato al Policlinico Umberto I della Capitale, dove dal 1994 al 2016 sono confluiti ogni anno – attraverso la Regione Lazio – prima un miliardo di lire e poi 490mila euro, soldi stanziati dal Governo italiano a ogni legge di bilancio, come previsto dalla legge 548 del 1993. Il totale dei contributi ammonta a circa 10 milioni di euro, fondi che però non sono stati utilizzati per migliorare l’attuale centro regionale per la fibrosi cistica dell’Umberto I, che conta appena 10 posti ricavati da una sezione del padiglione di pediatria, esattamente come si presentava al termine dell’ultima ristrutturazione, risalente al 1999.

Già alla fine degli anni ’90, infatti, i progressi della ricerca avevano regalato ai malati di fibrosi cistica – una malattia rara che porta infezioni polmonari e intestinali – un’aspettativa di vita ben superiore alla maggiore età, stabilizzatasi sui 40 anni, con alcuni casi di 60-70 anni. Ovvio che ciò aumento la richiesta di cure ospedaliere frequenti. Attualmente, il Lazio conta circa 600 malati (il 10% su base nazionale) di cui oltre la metà ha superato i 18 anni. A loro disposizione, ad oggi, esiste solo un reparto da 25 posti nell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma e, appunto, il reparto pediatrico dell’Umberto I da 10 posti.

Di qui la necessità di separare i bambini dagli adulti, come prevede espressamente la legge del 1993. Per realizzare il nuovo reparto basterebbero 500mila euro – l’importo stanziato dal governo in un solo anno – tanto che nel 2016 la Lifc, Lega Italiana Fibrosi Cistica, aveva messo lei stessa la cifra a disposizione del Policlinico, pur di veder sorgere il nuovo padiglione: il progetto venne anche presentato in pompa magna da Nicola Zingaretti e Alessio D’Amato (rispettivamente governatore e assessore alla Sanità del Lazio), ma la prima pietra non è mai stata messa. Un’attesa resa vana, nel marzo scorso, dalle parole dell’attuale direttore generale del Policlinico, Vincenzo Panella, che intervistato da Ilfattoquotidiano.it, ha dichiarato che “quel reparto non serve e non verrà realizzato”.

E tutti i soldi versati finora nelle casse del Policlinico, che fine hanno fatto? È proprio quello su cui stanno lavorando gli inquirenti. Nei giorni scorsi, a quanto si apprende, la Guardia di Finanza ha ascoltato, come persona informata sui fatti, l’attuale direttore sanitario dell’Umberto I, Ferdinando Romano, in carica dal 2015. I finanzieri hanno acquisito i bilanci recenti dell’ospedale, risalenti agli ultimi 7 anni, e si sono riservati di entrare in possesso anche di quelli precedenti. Soprattutto, bisognerà capire se i fondi governativi sono stati effettivamente impegnati nella loro destinazione puntuale o se sono stati dirottati altrove, dunque in violazione della legge. A un question time presentato in Consiglio regionale a marzo dall’esponente di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo – che ha poi firmato l’esposto inoltrato in Procura cui ha allegato la nostra inchiesta – l’assessore D’Amato aveva risposto che “i fondi non sono vincolati alla realizzazione del nuovo reparto ma alla gestione dello stesso”, anche se – come detto – la stessa legge prevede la netta separazione fra adulti e bambini.


 
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IL PRIVILEGIO DEL CANE DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA ELISABETTA TRENTA

Post n°3730 pubblicato il 21 Novembre 2019 da dolcesettembre.1
 

Non smette di montare il caso Elisabetta Trenta. L'ex ministro della Difesa dell'allora governo gialloverde viveva in un appartamento nel centro di Roma – nel quartiere San Giovanni – che aveva ottenuto come "alloggio di servizio", tenendoselo stretto anche dopo il suo addio al Dicastero di via Venti Settembre.


Ora il caso si arricchisce di un nuovo protagonista, oltre al marito dell'ex ministra del Movimento 5 Stelle (che è ufficiale nell’esercito italiano), che nelle ultime ore ha presentato ufficialmente la richiesta di rinuncia all'appartamento. Il nuovo soggetto che prende parte al "giallo" è Pippo, il cagnolino della famiglia Trenta.

Già, perché secondo una rivelazione de Il Messaggero, lo schnauzer nano dell'ex titolare della Difesa veniva prelevato a domicilio con l'auto di servizio dei militari e accompagnato al dicastero.

Gli inquilini della casa della discordia in quel di San Giovanni, insomma, erano tre. Il cane da quanto scrive il quotidiano capitolino fu regalato alla Trenta da un ufficiale dell'esercito italiano tempo fa. Da quel giorno, la ministra pentastellata – che con il suo partito ha avuto più di un problema per questo imbarazzante episodio della casa – lo portava spesso e volentieri con sé, anche al Ministero.

"Qualche militare lo andava a prendere con l'auto di servizio nella casa di via Amba Aradam e lo scortava fino al dicastero", scrive appunto il Messaggero, allegando al pezzo anche una foto del simpatico Pippo in un ufficio del Ministero della Difesa. Insomma, un bel privilegio anche per l'animale domestico, dopo quelli goduti dalla sua padrona.


 
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Donna

Mentre urli alla tua donna

sappi che c'è un uomo

che dedidera parlarle all'orecchio.

Mentre la umili,

insulti,sminuisci,

sappi che c'è un uomo

che la corteggia

e le ricorda

che è una gran donna.

Mentre la violenti,

sappi che c'è un uomo

che desidera

fare l'amore con lei.

Mentre la fai piangere,

sappi che c'è un uomo

che le ruba sorrisi.

VIVA LE DONNE

MERAVIGLIE DELL'UNIVERSO!!   

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