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Post N° 398


Stima della Siipac, società italiana di intervento sulle patologie compulsiveMa gli esperti sono critici: "Basta con la sessuologia basata sulle opinioni"Un milione e mezzo di italianiè affetto da "sesso-dipendenza"di MIRKO PEDDISROMA - Sono oltre un milione e mezzo gli italiani in età adulta a essere affetti da dipendenza da sesso. La stima è della Siipac, la società italiana di intervento sulle patologie compulsive, che definisce i sesso-dipendenti "persone che a causa di questo comportamento hanno grossi problemi, al pari di chi soffre di dipendenza da alcol". Ma gli esperti non sono d'accordo: si tratta di dati non misurabili, commentano. Colpiti soprattutto gli uomini. Ad essere colpiti da questa patologia, secondo la Siipac, sono indifferentemente uomini e donne. Cambiano, e non di poco, le percentuali: 70-80% per gli uomini contro il 20-30% per le donne. A livello nazionale la percentuale varia tra l'1 e il 3% della popolazione adulta, un dato che, tradotto in numeri, restituirebbe cifre interessanti: quasi un milione e mezzo di persone ossessionate in Italia dal sesso. Le fasi della dipendenza. La Società, che si occupa anche di gioco d'azzardo, shopping compulsivo e dipendenza da telefonino, osserva che in campo sessuale la dipendenza si sviluppa in tre fasi progressive. Si comincia col masturbarsi in modo ossessivo, passando al sesso per telefono fino al feticismo. Nella seconda fase si susseguono le telefonate oscene a persone sconosciute, l'esibizionismo, il voyeurismo fino alle molestie sessuali sul luogo di lavoro. Terza fase: sesso con minorenni, sesso con adulti sotto effetto di droghe o colpiti da handicap. Infine, sesso con pazienti o dipendenti. La disintossicazione. Già sperimentate le metodologie di "disintossicazione": la terapia prevede l'assoluta astinenza dal sesso per almeno 90 giorni e poi un lungo e approfondito lavoro di analisi assieme ai terapeuti. L'esperto: "Sono notizie inattendibili". Duro il commento di Emmanuele A. Jannini, coordinatore del corso di laurea in sessuologia dell'Università dell'Aquila, unico nel suo genere in Italia. "Questo tipo di informazioni non è suffragato da pubblicazioni scientifiche. Basta con la sessuologia basata sulle opinioni, se non c'è una seria ricerca scientifica, non c'è nemmeno la credibilità", dice Jannini. "Quantificare in maniera corretta i sesso-dipendenti è praticamente impossibile, perché ancora non sono stati definiti con chiarezza i contorni della patologia. Si tratta, ad oggi, di parametri non misurabili". Di fronte alle cifre proposte dalla Siipac, Jannelli entra nel dettaglio: "Prendiamo ad esempio la presunta differenza tra uomini e donne affetti da questa patologia; il 70-80% di uomini contro il 20-30% delle donne non è altro che la grottesca trasposizione del dato, questo scientificamente accertato, che per gli uomini la componente visiva è preponderante nella sessualità". "Questo tipo di notizie - conclude il sessuologo - non fa altro che danneggiare chi cerca di svolgere la professione in modo serio".