Vacanze bye-bye, come mantenere energia e pensieri positividi I. E. Avanzini, A. Croce, A. RemenghiniEstate agli sgoccioli. Come togliersi di dosso la malinconia del rientro? Con i giocattoli, come le bambine: un pennello magico, il fard oro colato, la crema che fa lievitare il seno, il mascara con le setole a ventaglio...Ormai ci siamo. Le giornate si stanno accorciando e la nostra pelle se n'è accorta subito: la brezza marina è più fresca, soprattutto dopo una certa ora, quando la sabbia sembra polvere d'oro. Ma non eravamo appena arrivate? Per una strana legge del tempo, invece, le vacanze sono agli sgoccioli. Coraggio, per affrontare questo piccolo trauma, ci vuole un po' di psicologia spicciola applicata. Come? Con lo shopping, antidoto alla malinconia così potente da richiamare continuamente l'attenzione degli studiosi. Importante è non mandare in tilt il bancomat, perché se lo shopping diventa il proprio Prozac-on-demand si tende a spendere cifre più alte del previsto, come sottolinea la ricercatrice Cynthia Cryder, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in una recente indagine. «Le piccole delusioni a volte si combattono regalandosi qualcosa di speciale, come un acquisto non pianificato, che ci fa svagare dai pensieri negativi», conferma il dottor Alessandro Miani, esperto di strategie di comunicazione e autore, insieme a Gianfranco Virardi, del libro “Il marketing dei 5 sensi” (in uscita a settembre, Fausto Lupetti Editore).Joshua Freedman, neuroscienziato della University of California, si è invece spinto oltre il concetto di puro possesso scoprendo che, in realtà, i centri del cervello legati al piacere di una ricompensa si attivano non appena ci rendiamo conto che l'oggetto desiderato è alla nostra portata: «Sì, posso comprarlo», et voilà, una cascata di energia positiva invade i nostri circuiti cerebrali. E dato che anche un piccolo acquisto diventa un talismano antidepressivo, la profumeria è il luogo ideale per questo tipo di gratificazione. Oggetti del desiderio accessibili e seducenti: le donne si regalano rossetti e profumi, ma secondo un rapporto Unipro (Associazione italiana delle imprese cosmetiche) sono attirate anche dall'innovazione tecno-logica, tanto che nel 2007 il settore trattamenti antiage è cresciuto del 37%. Il make up, comunque, fa sempre la parte del leone. «Impossibile resistere alle variegate palette multicolori, in secondo luogo si viene conquistati dalla piacevolezza tattile, visiva e funzionale trasmessa da prodotto e confezione. La marca invece non solo è garanzia di qualità, ma crea l'illusione di entrare in un mondo magico ed elitario», continua Miani. «Si sta acquistando un sogno, un sogno di bellezza e di appartenenza». Non a caso alcune aziende scelgono packaging molto attraenti, alcuni sembrano veri e propri gioielli: bracciali, ciondoli, collier che nascondono gloss, ombretti, illuminatori.Seduzione a prima vista, certo, ma anche naso, tatto e olfatto possono essere ammaliati altrettanto efficacemente, come rivela Miani: «Oggi si parla di marketing dei sensi: si fonda sull'importanza del fattore emotivo nella decisione del consumatore, e poiché le sensazioni soggettive e irrazionali che influenzano lo shopping dipendono dagli stimoli sensoriali ricevuti in quel momento, si cercherà di trasmettere input sempre più mirati.In certi casi poi la moderna comunicazione si esprime con capacità espressive polisensoriali davvero sorprendenti. Per esempio, l'anno scorso un'azienda di materie plastiche ha inventato un flacone capace di “ricordare” la fragranza del contenuto. Così, per annusare il profumo all'interno è sufficiente prendere in mano il pack senza bisogno di aprirlo. Ma c'è chi, ancora, si affida a sensazioni più vere, come spiega Isabelle Gex, senior vicepresident global marketing Parfums Givenchy: «Mi piace far testare i nostri prodotti più particolari in ufficio dove lavorano molte donne. Quest'anno tra le tante novità ci sono un orologio da taschino che contiene un fard illuminatore e una crema antietà nera, profumata e setosissima al tatto, ma totalmente incolore sulla pelle. Bene, le nostre ragazze li guardavano sorridendo. Sarà perché la nostra audacia creativa ci ha sempre premiato, ma sono sicura che avranno successo»