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Chi sono io per te? - chiese Clotiride al mondo


Certi discorsi stasera mi hanno portata a riflettere. Incredibile, direbbe qualcuno ma quel qualcuno è dotato di scadente senso dell’umorismo ( e così mi sento al riparo dalla faciloneria spicciola, la stessa che a me viene spesso troppo naturale). Penso al mio modo di vivere l’incontro con gli altri e parlerei volentieri di tali meccanismi generalizzandoli se non avessi così tanta voglia e bisogno di mettermi a nudo, di parlare proprio dei miei per comprenderli e, semmai, paragonarli a quelli di chi vorrà dirmi la sua in proposito. Io sono una donna di 32 anni con diverse esperienze alle spalle e molte, spero, ancora tutte da vivere ma soprattutto sono una donna d' innata incapacità di sintesi. Alcune dinamiche mi appartengono molto e le riconosco quando le metto in atto già dalle prime mosse o percezioni; altre mi incuriosiscono perché risultano del tutto inaspettate. Di fronte ad un bell’uomo che cerca di sedurmi , ad esempio, io mi immagino provocatrice o anche solo accogliente; spesso ultimamente, invece, sfuggo. Eppure sono la stessa donna che si lascia accarezzare le mani da uno che appena conosce apprezzandone e incoraggiandone tutto il potenziale erotico. Quando una persona mi sta antipatica, magari sul lavoro e dunque devo mantenere la soglia minima di socializzazione, non riesco a sforzarmi oltre la buona educazione di base e, se quel qualcuno osa manifestare apprezzamento o, addirittura, farmi dei complimenti, non riesco a plasmare il mio volto e sento di non poter far altro che assumere un’espressione scettica, sarcastica e un filo cattiva. Eppure sono la stessa che se trova simpatica una persona  conosciuta via blog può arrivare a passarci quindici giorni a Creta. Mi viene da pensare che se incontro qualcuno che, come me, ha provato la tecnica della vetrofusione dovrei entusiasmarmi e discuterne invece una volta è finita con me che cercavo di allontanarmi dal discorso dicendo che ne sapevo ben poco e che non intendevo portare avanti quell’attività. Peccato che fossi pronta, proprio in quel periodo, a comprare un forno in società con un amico e percorrere circa 40 km ogni volta che avessi avuto voglia o bisogno di utilizzarlo. Ecco! Il punto è che, chiaramente, ognuno si comporta anche in relazione a chi ha di fronte ma  non è strano che il tipo delle mani pensi a me come a una molla del sesso, qualcuno sul lavoro come un’acida un filo cattiva, l’amico come una fanatica della vetrofusione e il bonazzo come se fossi una frigida altezzosa?E’ nell’ alchimia di queste percezioni che ci si incontra davvero? Se qualcuno sul lavoro mi percepisse come l’affamata di vetrofusione  si relazionerebbe in modo che io possa mostrare la parte meno intollerante di me e saremmo così piacevolmente scossi dall’incontro? ( quanti verbi ho sbagliato? se ho raggiunto la maggioranza di quadrati sono un tipo serio ma spavaldo, di palline estroverso ma dinamico, triangolini riservata ma intonata). Se il bonazzo sapesse delle mie molle erotiche la smetterebbe di volermi tenere la testa mentre vomito e io riuscirei a farmi prendere? Chiaro il senso di questo post ad alte temperature? ( Se non lo è, mi dispiace ma ora sto meglio)Antibiotico: presoTachipirina: presaPetto di pollo: ancora dentro di meSarò mica omozigoto?