nuvole d'argento sovrastano le nostre teste, minacciose, si sentono tuoni che mai ci potranno scoraggiare, inizia la danza della pioggia, ogni goccia scava una minima parte nella terra a seconda la sua potenza,
noi siamo qui riparati con la giacca sulle teste e pian piano le nostre pelli si mutano diventanto quasi gomma, la pioggia scende sempre più violenta ed il vento suo fatale compagno le da una mano portandola anche nei punti dove mai arriverebbe da sola, facendogli fare curve e giri circensi, io sono oramai zuppo sotto questa piccola pensilina, e allora decido cosa fare, lascio la giacca ed esco all'aperto apro le braccia e guardo ma con gli occhi ben serrati verso il cielo, osservo lo stesso anche se ho gli occhi chiusi, vedo mille gocce cadere violente su di me, vedo il cielo che ha un colore simile alla cenere vedo un fulmine tagliarlo, sento il freddo su di me ma si sta tramutando in piacere non ho più freddo, ora sento solo il bagnato ma freddo no, chiamo la mia amica le dico vieni, vieni anche tu vieni a immergeti dentro, vieni ad acclamare il dio che ci regala l'acqua, fatti vedere anche tu avra clemenza se uscirai, fece un salto e inizio a volteggiare anche lei, i suoi bellissimi capelli d'orati erano attaccati alla sua pelle anch'essa tutta bagnata, era una vera e propia sirena, io presi la sua mano e anche io iniziai a girare facevamo come il gioco che si fa da bambini, si gira in tondo cantando rime e facendo salti, oggi no non si facevano rime, ma solo danze in favore del signore della pioggia, per un attimo un gran fastuono ci fece fermare, ci fece capire chi comandava e quanto fosse potente, e noi deboli, ma subito continuammo a girare e sorridere sino a finire per abbracciarci e baciarci li in mezzo a tanta pioggia, quel bacio durò un eternità io non sentii più nemmeno la pioggia su di me, il suo sapore era bellissimo, il mio cuore intanto scavava nel suo, batteva forte ed io non riuscivo più a capire nulla,
non avevo più contatto terreno ma volteggiavo forse nell'olimpo divino, era la prima mia senzazione di amore, il mio primo bacio, il mio primo amore, il mio primo immenso battere di cuore, la pioggia interruppe, e dal cielo color cenere usciro sempre più raggi color grano, sino a prendere possesso e vedere grossi nubi bianche scappare con mille forme diverse, ora la terra fumava, noi ci guardammo felici, ci toccammo nei capelli come per darci un ordine, ci tenemmo per mano per molto tempo guardando il cielo,
la senzazione provata non e facile da scrivere ma credetemi avevamo toccato con mano il mondo divino, non era possibile che noi fossimo rimasti su questo pianeta, no io penso che siamo stati portati in un posto forse chiamato paradiso ho forse olimpo, ma non era terreno tutto ciò, questa e stata la mia esperienza, e ho capito una cosa fondamentale, che anche il peggiore dei mali se ce amore viene sconfitto da un raggio caldo che ci accarezzerà sino in fondo al cuore.............^-^