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ciaobettina

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RACCONTI

raccontino scritto qualche anno fa e ora rispolverato...
foto di Elilsabetta Neri

...e tutti a naso in sù scrutavano il cielo...

… aspettando chissà quale evento. Correva l’anno 2012, e da almeno cinque anni avevano iniziato a parlarne. Dapprima  ne avevano fatto cenno solo i programmi televisivi che si occupavano di misteri e di fatti irrazionali ma poi il mistero si era progressivamente trasformato in una certezza, e ora non si riusciva più a parlare d’altro. L’avevano previsto soggetti con poteri paranormali, l’avevano avvertito altri che, a causa di qualche incidente, avevano acquisito un particolare sesto senso. Ma nessuno sapeva di cosa si trattasse: l’unica cosa di cui si era certi era che sarebbe stata una rivoluzione di dimensioni cosmiche; forse è per questo che, da un sondaggio, risultava che l’80% delle persone erano convinte che creature extraterrestri sarebbero presto approdate sulla terra. E così, i più intraprendenti e coraggiosi si prepararono a dialogare con loro, mentre correva voce che il governo degli Stati Uniti si stesse attrezzando per affrontare con armi efficaci l’arrivo degli invasori.

Ma fu così che il 2012 arrivò, passarono i giorni, e non si verificò alcun evento straordinario. O meglio: qualcosa di eccezionale avvenne, ma fu qualcosa di lento e progressivo, come un’onda che a poco a poco travolgeva le coscienze, inondandole. Una rivoluzione che, come un’acqua nuova che sgorgava dal profondo dell’anima di ogni persona, veniva a galla con una spinta irrefrenabile, e che poi si propagava all’esterno.
Come nodi di un’enorme rete migliaia e migliaia di bloggers comunicavano tra loro, sentendosi parte di un unico organismo, e i loro messaggi esprimevano amore gratuito verso gli altri, amore per la vita e per l’umanità intera. Ognuno si sentiva cuore pulsante nel mondo, parte dell’ambiente naturale, e in esso si sentiva perfettamente fuso ed integrato.”

Così Nonna Stella, nickname “sciadiluce”, raccontava spesso alla sua nipotina come l’umanità nel 2012 approdò ad una nuova e rivoluzionaria consapevolezza.

 Elisabetta Neri

 
 
 
 
 
 
 

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RITORNO DA CAPRI
scattata il 7 giugno 2008

inserita il 6 ottobre 2008
nell'ultmo box del blog:
PEZZIDILIQUIRIZIA

AR MARE CO' NONNO E NONNA
pubblicate su questo blog
il2 luglio 2008, post n°
immagini 128

inserite nei post
n° 236 e 237 del blog:
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GLICINI E ORTENSIE
pubblicato all'inizio di questo blog

inserito nel sito
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"VERSO L'IGNOTO"
pubblicato su questo blog nel
post n°358 del 27 Gennaio 2012,

inserito nel blog:
POETANDO SPENNELLANDO
il 20 aprile '12

 
 
 
 
 
 
 

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I colori dell'architettura, parte 3 - IL MATTONE ROSATO NELLE MARCHE

Post n°397 pubblicato il 25 Gennaio 2015 da ciaobettina


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I COLORI DELL'ARCHITETTURA, PARTE 2: il color miele della pietra leccese

Post n°396 pubblicato il 20 Gennaio 2015 da ciaobettina

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La luce del Natale

Post n°395 pubblicato il 26 Dicembre 2014 da ciaobettina

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Beauty and the Past

immagine tratta dal web

 
 
 

La Natività nei codici miniati

Post n°394 pubblicato il 23 Dicembre 2014 da ciaobettina

su: Beauty and the Past

BUONA LETTURA E...
AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI!!!!!

(immagine ttratta dal web)

 
 
 

OCCHIO AI PASTELLI!!!!

Post n°392 pubblicato il 19 Ottobre 2014 da ciaobettina

 
 
 

Beauty and the Past

Post n°391 pubblicato il 27 Settembre 2014 da ciaobettina

 

CLICCA SULL'IMMAGINE.......................................................................

 
 
 

arte da vivere: architettura, musica e... atmosfere misteriose

Immedesimarsi in atmosfere appartenenti al passato può arricchire la vita di ciascuno di noi, consentendoci di apprendere con un approccio diverso da quello tradizionale gli eventi che appartengono alla storia; ormai le rievocazioni storiche che permettono di rivivere avvenimenti o situazioni del passato sono sempre più frequenti, in particolare quelle che riguardano il Medio Evo. Nella mia città la Sagra del Carroccio commemora la Battaglia di Legnano, mentre in vacanza ho visitato Roncitelli, nelle Marche, in una suggestiva serata totalmente dedicata a questo periodo storico. Durante la manifestazione La Chiave di Cichino, tutte le luci elettriche erano spente ed ogni parte del borgo era illuminata esclusivamente dal fuoco delle torce; in antiche botteghe venivano svolti i più comuni mestieri dell'epoca.
IL Medio Evo è un periodo storico che nel nostro immaginario appare velato di mistero; e da una decina di anni a questa parte il "misterioso" e l'"inspiegabile" ci attraggono particolarmente, come dimostra il successo di alcune trasmissioni televisive che trattano questo argomento.
Quando frequentavo il liceo un professore ci diceva che la Storia dell'Arte è caratterizzata da un incessante alternanza di "classico" e "romantico", intendendo per "classico" ogni stile basato sulla centralità dell'uomo e sulla razionalità, e definendo "romantica" ogni espressione artistica basata sull'irrazionale, sulla fuga nel ricordo e nella fantasia. Il Medio Evo, secondo questa interpretazione, è sicuramente un periodo romantico; ma anche l'era che stiamo vivendo lo è pienamente... e a vivere nell'immaginario ci conduce anche la tecnologia, con la possibilità di navigare in un "mare virtuale". Perciò il Medio Evo ci assomiglia, per questo lo sentiamo vicino... e pensare che fino a sessanta-settant'anni fa l'arte e l'architettura degli ingiustamente definiti "secoli bui" non veniva adeguatamente trattata nei testi di Storia dell'Arte.  A casa dei miei genitori ho sfogliato il testo su cui mio papà studiava al liceo: la "Storia dell'Arte italiana, ad uso dei licei e delle persone colte" di Mottini, che non approfondiva il periodo in questione. 

Fortunatamente oggi l'arte e la cultura del passato non sono più appannaggio esclusivo di un'élite, come forse avveniva negli anni Quaranta (epoca alla quale risale il libro sopra citato): la possibilità di godere della bellezza dell'arte non è preclusa a nessuno. Inoltre anche il concetto di opera d'arte e la sua fruizione sono mutati: tempo fa, seguendo qualche puntata di "Passepartout", ero rimasta affascinata dalla capacità del conduttore, Philippe Daverio, di spiegare con un linguaggio raffinato ma comprensibile a tutti l'arte vista come un unico gioiello dalle mille sfaccettature, comprendente pittura, scultura, architettura, musica, paesaggio, costume, moda, curiostà, ecc...
Personalmente mi sono sentita sempre attratta dagli stili anti-classici, quindi dall'arte medievale, barocca e romantica, perchè maggiormente vicini alla mia natura; ho sempre guardato con molta ammirazione l'arte dell'Alto Medio evo e quella romanica; anni fa (ormai parecchi!) mi è anche capitato di scrivere e di illustrare un articolo su questo stile architettonico;

Illustrazione di Elisabetta Neri

ma, oltre all'arte, anche molti altri aspetti della vita quotidiana mi hanno sempre incuriosita, come ad esempio acconciature e costumi.

Illustrazione di Elisabetta Neri

Nelle chiese romaniche, alla scultura era affidato il compito di abbellire ed arricchire ogni superficie; trovo davvero splendidi i motivi vegetali che, come fossero merletti, avvolgono capitelli, archi e cornici, e gli animali stilizzati, talvolta ispirati alle miniature dei bestiari medievali.

Cattedrale di Anagni
particolare di uno dei portali della Cattedrale di Anagni (FR)

Ieri mi è capitato di visitare il Santuario di Saronno, con la cupola affrescata da Gaudenzio Ferrari. Questo edificio non è medievale, ha origini rinascimentali e le navate sono in stile barocco. Ne parlo in questo post perchè, a proposito del connubio tra diversi tipi di espressione artistica, qui la musica si sposa perfettamente con la pittura: infatti gli angeli in essa raffigurati sono intenti a suonare una gran varietà di strumenti musicali: alcuni appartenenti ad epoche remote, come il salterio, altri addirittura inventati. Il salterio è uno degli strumenti antichi utilizzati dai Solisti Ambrosiani, che propongono concerti di musica antica all'interno di edifici storici di grande interesse. In particolare, il Festival Musica Sibrii (Festival di musica antica del Seprio) che parte da questo mese di maggio per concludersi alla fine di settembre, permette al pubblico di immergersi in atmosfere d'altri tempi attraverso l'ascolto della musica antica, talvolta affiancata dalla recitazione, in splendidi contesti architettonici e paesaggistici, offrendo un'"arte da vivere" a tutto tondo.

due location del Festival Musica Sibrii:

foto di Elisabetta Neri

Santa Caterina del Sasso, Leggiuno (VA)
altre foto a questo LINK 

foto di Elisabetta Neri

foto Federico

Santa Maria della Neve, Travedona Monate (VA)
altre foto a questo LINK 

 
 
 

L'arte di piacersi

Post n°389 pubblicato il 27 Aprile 2014 da ciaobettina
 

E' da tempo che volevo scrivere qualcosa su questo argomento, che a qualcuno potrebbe sembrare frivolo e superficiale ma che in realtà non lo è affatto. Lo spunto, l'ispirazione, sono arrivati guardando questo VIDEO, condiviso su facebook da un'amica.
Ho letto diversi libri di Raffaele Morelli, e devo dire che spesso mi hanno aiutata a sentirmi meglio; guardando questo video mi sono trovata in parte d'accordo con ciò che dice, ma io gli avrei dato un altro titolo, perchè quello del sovrappeso è soltanto uno degli esiti che il "non piacersi" può generare. Anche a me, infatti, è capitato di "pensare grasso", ma sono sempre stata fin troppo magra. E se dal "non piacersi" (e non solo fisicamente!) possono nascere le "abbuffate" consolatorie, è sempre dallo stesso malefico seme che si generano i problemi legati all'anoressia; insomma, sono le due facce della stessa medaglia. Ed è dalla stessa radice che nasce la necessità, per alcune persone, di sentirsi sempre perfette, sempre giovani e in perfetta forma, tanto da ricorrere ossessivamente alla chirurgia plastica per poter raggiungere tale scopo. Quante sterili discussioni sul web su chi dice di preferire le magre e chi le rotondette, quanti ridicoli attacchi alle magre da chi pensa di avere qualche chiletto in più. Ma la questione è che chi si accetta e si apprezza è sicuramente più sereno e di riflesso anche più attraente agli occhi degli altri. 
Sicuramente oggi si dà un'importanza eccessiva all'aspetto fisico, e preoccuparcene un po' meno forse ci renderebbe più sereni; in particolare si dà molto peso a come gli altri ci vedono, a quello che il nostro aspetto comunica di noi. Io credo che questo pensiero, oltre che causarci eccessive preoccupazioni,  possa talvolta distrarci da percorsi che sentiamo come davvero nostri; inoltre credo che, dimenticarci un po' di noi e di come appariamo, possa portarci a cambiare la direzione del nostro sguardo, permettendoci sia di immedesimarci meglio nei nostri simili e nelle loro necessità e sia di gustare maggiormente tutto ciò che di bello si trova intorno a noi.
Tornando comunque all'aspetto fisico, penso che noi donne dovremmo imparare ad apprezzarci un po' di più; guardandoci allo specchio non dovremmo chiederci "cosa mi manca per assomigliare a...?" ma: "cosa mi rende diversa e unica dalle altre?" perchè il problema è proprio questo: finchè cerchiamo di assomigliare ad un modello ideale ci sentiamo sempre scontente ed appariamo come persone prive di personalità. Quindi scagliarsi contro un certo ideale di donna secondo me serve a poco, perchè le donne formose si sentiranno sempre insoddisfatte confrontandosi con le indossatrici altissime e magre (e si scaglieranno contro di loro o contro il modello di donna che rappresentano, definendole anoressiche) mentre le magrissime, confrontandosi con donne più piene e sinuose, si sentiranno eternamente inferiori ai loro modelli in fatto di femminilità.  Di conseguenza a mio parere, ogni donna dovrrebbe scegliere un tipo di trucco, un'acconciatura, un vesito che possa mettere in risalto quei particolari che determinano la sua unicità.
E c'è un'ultima considerazione da fare sull'"ideale" di donna che tendiamo a crearci: quella splendida donna che ci guarda di manifesti pubblicitari o dalla pagina di una rivista viene sempre  trasformata dalle magie del fotoritocco, pratica ormai comunemente accettata e diffusa, e ormai alla portata di tutti... perciò quell'essere meraviglioso non esiste! E non è detto che, anche quella donna dall'aspetto fisico perfetto, non si senta comunque insoddisfatta guardandosi allo specchio: magari della sua vita, del suo passato, del suo carattere... e purtroppo non esiste alcun software che possa "ritoccare" queste cose!

 
 
 

Giro del Lago di Varese

Post n°388 pubblicato il 22 Aprile 2014 da ciaobettina
 

foto Elisabetta Neri

Il mio primo giro in bici del Lago di Varese, documentato nel POST 262, risale al luglio 2009.
Purtroppo nella mia zona, nel giorno di Pasquetta, il tempo non ha reso possibile fare lunghi giri in bicicletta; però nella giornata di Pasqua il tempo è stato splendido appena dopo pranzo, e si è rannuvolato solo in tarda serata, ed è stato possibile quindi godersi lo splendido percorso intorno al lago.

Il punto di Partenza è stata la zona di Buguggiate (dove sono state scattate le foto sotto); pedalando tra prati verdissimi, a volte punteggiati da fiori bianchi, rosa, violetti o gialli sono giunta al lido di Schiranna.

foto Elisabetta Neri

foto Elisabetta Neri

Rispetto alla scorsa volta, ho fatto una breve deviazione verso Voltorre, dove si trova un complesso abbaziale sorto nel Medioevo. Rimango sempre affascinata dai massicci muri di pietre e mattoni tipici dell'architettura romanica.

foto Elisabetta Neri

Il muro che compare nella foto sopra appartiene alla chiesa di San Michele, precisamente alla superficie esterna ricurva dell'abside, che risulta addossata all'ingresso del chiostro.
Nella foto sotto è visibile la facciata del piccolo edificio, che non conserva però l'aspetto originario.  

foto Elisabetta Neri

Ma la vera perla del complesso è il chiostro (foto sotto), che però non ho potuto visitare, e che quindi ho potuto fotografare solo attraverso l'inferriata dell'ingresso.

Foto Elisabetta Neri

foto Elisabetta Neri

Un'altro curioso esempio di architettura di questa zona, visto in questo giro e non nel precedente, è quello delle antiche "ghiacciaie" di Cazzago Brabbia, costruite probabilmente nel XVIII secolo per la conservazione del pesce (foto sotto).

foto Elisabetta Neri

cliccando su QUESTO LINK è possibile vedere altre foto scattate lungo il percorso ed avere informazioni in più sui luoghi citati. Nella foto sotto, la cartina mostra la collocazione dei luoghi menzionati in questo post.

mappa

 
 
 

Pasqua

Post n°387 pubblicato il 20 Aprile 2014 da ciaobettina

foto Elisabetta Neri

 
 
 

arcobaleno

Post n°386 pubblicato il 15 Aprile 2014 da ciaobettina
 

foto Elisabeta Neri

Era da tempo che cercavo di fotografare l'arcobaleno che vedevo formarsi attraverso l'acquario, e una mattina, con l'intensa luce che, filtrando dalla finestra, colpiva il vetro obliquamente attraversando la massa d'acqua, la magia si è realizzata. Fin da piccola mi sono chiesta come potesse materializzarsi questo piccolo miracolo e più avanti ho scoperto che, il raggio di luce bianca, attraversando un corpo trasparente, può subire due volte il fenomeno della rifrazione scomponendosi nel magnifico ventaglio di colori dell'arcobaleno.

foto di Elisabetta Neri

Da bambina osservavo i bordi smussati del vetro di uno spesso specchio di mia nonna cercando l'angolazione giusta per captare il magnifico insieme di colori; ma anche i colori dei cd mi hanno sempre affascinata.

foto di Elisabetta Neri

E che dire dell'arcobaleno? Ne ho visti di magnifici, come questo fotografato nelle Marche, sul lungomare di Senigallia... in questo caso sono le goccioline che rimangono in sospensione nell'aria a scomporre la luce del sole nei colori dell'iride.

fotografia di Elisabetta Neri

Ho sempre preferito i colori dell'iride a tutti gli altri, a quelli con l'aggiunta di bianco (come i colori pastello) o con l'aggiunta di nero (come blu scuro, marrone e verde scuro), perchè suggeriscono luce e vitalità, migliorando l'umore. Il loro accostamento nel giusto ordine  esprime armonia, e forse è per questo che da sempre l'arcobaleno è considerato simbolo di pace e di serenità.

I colori dell'iride sono tutti presenti in natura; ecco una carrellata di fiori che li rappresenta in tutta la loro vivacità.

foto Elisabetta Neri

foto di Elisabetta Neri

foto di Francesco

foto di Federico

foto di Francesco

 
 
 

...

Post n°385 pubblicato il 23 Marzo 2014 da ciaobettina

foto Elisabetta Neri

Mi hanno sempre affascinato i colori che illuminano la notte;
e anche nel grigiore di una giornata di pioggia,
le luci, sbriciolate in una miriade di goccioline,
si trasformano in galassie misteriose...

foto Elisabetta Neri

....o in abbaglianti arcobaleni. 
Sulle strade bagnate i riflessi colorati,
come pennellate ad acquerello,
colorano l'asfalto lucido.

foto Elisabetta Neri

 
 
 

primavera

Post n°384 pubblicato il 21 Marzo 2014 da ciaobettina
 

foto Elisabetta Neri

Cosa scrivere che non sia banale sulla primavera? Eppure l'aria di questi giorni non mi lascia indifferente e non ho resistito alla tentazione di scattare qualche foto.  
Nei dintorni di casa mia, il primo fiore che spunta timido e dapprima quasi inosservato è la violetta; ma non puoi non accorgerti della sua presenza, perchè il suo profumo è intenso e tenero... fin da quando ero piccola mi ricorda quello dei neonati. E' il primo regalo di primavera, e in pochi giorni invade spontanea i prati ed ogni angolino di verde nei cortili.

foto Elisabetta Neri

Quando arrivano le prime giornate limpide è tutto un susseguirsi di fioriture: nella sinfonia di colori primaverile  è il giallo luminoso della forsizia ad aprire le danze, che si staglia sull'azzurro intenso del cielo nelle giornate limpide.

foto Elisabetta Neri

Tra le prime fioriture, le magnolie aggiungono alla ricca tavolozza dei colori primaverili tutte le sfumature del bianco e del rosa.

foto di Elisabetta Neri

foto Elisabetta Neri

foto Elisabetta Neri

Sulle siepi di photinie spuntano nuove foglie rosse che spiccano nel verde del fogliame 

foto Elisabetta Neri

foto scattata da Federico

anche le lucertole si sono svegliate e cercano di assorbire tutto il calore che questo primo tenero sole può loro regalare. Stanno immobili sui muri, come incalliti amanti della tintarella distesi sulla spiaggia, fino a quando...

foto scattata da Federico

... con uno scatto fulmineo si rifugiano nella crepa di un muro sotto lo sguardo attento di un micio.

foto Elisabetta Neri

Sul mio bacone i gerani, scampati al gelo dell'inverno e non ancora fioriti, si sono vestiti di foglie verdi.
Dalla finestra della cucina, nel primo pomeriggio, la luce filtra tra gli aghi di pino, e quando una brezza leggera agita i rami degli alberi, le ombre dondolano lentamente sul muro; questo alternarsi di luce ed ombra fa sì che questo punto della casa sia il mio preferito; ed è proprio qui che amo sedermi per leggere. Questo gioco di luci mi ricorda il quadro di Renoir "Ballo al mulin de la Galette", dove le ombre maculate comunicano l'atmosfera gioiosa e rilassata di una giornata di sole. Ecco, quello che mi piace della primavera è l'aria tiepida che ti accarezza e che ti fa sentire tranquillo leggero come una piuma.

Buona primavera a tutti!

 
 
 

arte che diventa spazzatura o spazzatura che diventa arte?

Post n°383 pubblicato il 22 Febbraio 2014 da ciaobettina
 


 

Qualche giorno fa ho sentito al telegiornale la notizia dell'addetta alle pulizie che a Bari ha scambiato per spazzatura alcune cosiddette "opere d'arte" del valore di migliaia di euro. Ma questa signora, non so com'è, mi ha fatto subito simpatia, forse perchè in un certo senso rappresenta la stragrande maggioranza della gente. E, dato che avevo appena finito di leggere il libro "100 cose che non sai sulla tua mente", di Suendra Verma, Mi sono venute in mente le 5 distorsioni cognitive di cui si parla nel testo, teorizzate da Michael Shermer. 
In pratica si afferma che, quando ci creiamo una convinzione, la conserviamo e la rinforziamo ponendo in atto alcune distorsioni cognitive, che modificano le nostre regole per permetterci di adattarci alla nuova credenza. Eccone elencate quattro:

  • diamo troppa importanza all' opinione di un'autorità
  • ci ancoriamo troppo ad un'unica informazione 
  • cerchiamo prove a sostegno delle nostre convinzioni, ignorando quelle contrarie
  • attribuiamo grande valore alle convinzioni del gruppo 

Se queste "distorsioni" di un comportamento che invece sarebbe per noi più naturale ci impediscono e ci hanno impedito in passato di aprire gli occhi di fronte alle innovazioni scientifiche, a maggior ragione possono indurci ad avere un comportamento non troppo razionale di fronte a qualcosa di soggettivo come la valutazione di un'opera d'arte, che non può essere analizzata sulla base di parametri fissi e scientificamente dimostrabili. Perciò a mio parere, quando alcune persone legate al mondo dell'arte si trovano dinnanzi ad un'opera  che l'innato buonsenso dell'uomo non riesce a riconoscere come tale, si trovano costrette (più o meno inconsciamente) a:

  • far riferimento al parere di un'autorità del settore
  • ancorarsi alle sue affermazioni
  • ignorare il dissenso dei più di fronte al riconoscimento del valore artistico di una cosiddetta "opera"
  • attribuire valore alle convinzioni del ristretto gruppo di "eletti" capaci di apprezzare il "singolare" prodotto "artistico".

Come ho già avuto modo di esprimere nel post "arte astratta... secondo me", il perseverare in questa "distorsione", a mio parere conduce dritti dritti a considerare un capolavoro anche questo...


Due estati fa, io e le mie sorelle, abbiamo visto il palazzo della Secessione di Vienna. Dopo aver ammirato  il bellissimo esterno dell'edificio e lo splendido Fregio di Beethoven di Klimt, abbiamo visitato una mostra di cosiddette "installazioni", presente in quel momento all'interno del palazzo.
Prendevano parte a queste "installazioni" svariati elementi, che parevano accostati in un modo del tutto casuale e assolutamente lontano da ogni criterio estetico; in particolare su una c'era addirittura una gabbia tutta sporca con dentro con un canarino vero (faceva parte pure lui a sua insaputa dell'"opera d'arte", porello...), e la scatola del suo mangime; su un'altra poggiava un comunissimo bicchiere di plastica "spiaccicato". Il bicchiere faceva forse parte delll'installazione? O forse un visitatore maleducato lo aveva appoggiato lì? Il dubbio ci tormenta ancora oggi.

Il fatto è che c'è arte che può diventare spazzatura (anche perchè forse in effetti lo è già) e spazzatura che diventa arte, e quest'ultima ha invece, secondo me, un alto valore. Un'opera che nasce da materiali "di scarto" porta infatti con sè alcuni messaggi importanti:

  • si pone come alternativa ad una diffusa mentalità dell'"usa e getta"
  • fa sì che un materiale di scarto, altrimenti non apprezzato, possa vivere una seconda vita e nobilitarsi trasformandosi in qualcosa di bello 
  • l'oggetto prodotto, non essendo costituito da una materia prima preziosa, deve il suo valore interamente all'abilità, al gusto e alla creatività di chi lo ha ideato e realizzato, perciò l'azione dell'uomo in questo caso diviene di fondamentale importanza.

Questo utilizzo di tutto ciò che viene comunemente considerato di scarso valore mi fa pensare a ciò che avveniva nel Medioevo: materiali comuni come la pietra, il legno o il mattone venivano plasmati da artisti e da abili artigiani per trasformarsi in quei gioielli architettonici e scultorei che sono tante chiese romaniche.
Ed è per questo che amo curiosare in tutti quei siti che propongono straordinarie creazioni nate dalla valorizzazione di materiali di uso comune o addirittura di scarto. Quella sì che è arte, anche se non viene celebrata nei musei. 

 
 
 

aMICI

Post n°382 pubblicato il 07 Febbraio 2014 da ciaobettina
 

foto Elisabetta Neri

perchè amare gli animali

Qualche giorno fa, su facebook, mi sono imbattuta in questo ritaglio di giornale. Non sono riuscita a verificare se quelle di questo tafiletto pescato in rete siano effettivamente parole di Madre Teresa, ma comunque mi trovo d'accordo con ciò che vi è scritto.
La protagonista di queste foto è Flora, la mia gatta.
Dei gatti si dice di solito che siano opportunisti e menefreghisti, ma questa visione negativa del loro atteggiamento non corrisponde per niente alla mia esperienza con questi simpatici felini. Quando torno a casa, infatti, trovo la gatta ad aspettarmi davanti alla porta, e se la prendo in braccio incomincia a far le fusa e  ad accudirmi leccando con molta cura il colletto di pelo del mio giubbotto, forse perchè, nella sua testolina di gatta, pensa che si tratti del mio pelo. E che dire di quando, d'estate, si affanna a cacciare le lucertole per portarmele, quasi come se si preoccupasse di "nutrirmi"? Certo, vien da dire "che schifo!!!" E sono anche fortunata, perchè so anche di gatti che portano topi "in dono" al loro padrone. Comunque tutti questi gesti mostrano un'attenzione verso il proprio amico "umano" che spesso noi persone non dimostriamo nei confronti del nostro prossimo. A volte mi si dice: "ti è affezionata perchè le dai da mangiare". E se anche fosse? Noi mostriamo sempre gratitudine per un pasto offerto? La cosa che mi fa riflettere è che si è è portati a vedere come sentimenti di cura, di gratitudine, di attenzione al prossimo siano caratteristici di noi umani, capaci di pensare e di mostrare consapevolmente amore ed affetto. E invece gli animali ci dimostrano, nella loro spontaneità e nella loro incapacità di fare ragionamenti complessi, che questi sono sentimenti appartengono ad ogni creatura vivente molto di più dell'odio, dell'opportunismo, dell'invidia e di tanti altri atteggiamenti negativi.

foto Elisabetta Neri

E c'è altro da imparare dai nostri animaletti domestici. Per esempio, una cosa che mi piace dei gatti è che non è necessario rinchiuderli in casa per averli accanto; sono esseri liberi, che però tornano sempre dalle persone alle quali sono affezionati. E il miglior modo per instaurare un buon rapporto con loro consiste proprio nel lasciare loro la massima libertà. Possono stare via per giorni, raggiungendo anche luoghi molto lontani, ma il loro senso dell'orientamento e l'affetto per il loro padrone li riconducono sempre a casa. Questo tipo di legame libero dovrebbe insegnarci qualcosa sul rapporto genitore-figlio, uomo-donna e sull'amicizia: non ti costringo a stare vicino a me, mi auguro che tu possa starmi vicino perchè ti fa piacere. Mio figlio non è il "mio" bambino che non faccio crescere perchè questo comporterebbe un distacco da me, la mia compagna o il mio compagno di vita non sono una "mia" proprietà, l'amico o l'amica sono liberi di vivere la loro vita senza che io la condizioni.

foto Elisabetta Neri

Per concludere, qualche pensiero meno profondo: i gatti sono bellissimi da osservare, perchè riescono ad essere eleganti e buffissimi nello stesso tempo.  

foto Elisabetta Neri

Avete presente gli occhioni di un micio che punta il suo gioco preferito?

foto Elisabetta Neri

O i gatti che, giocando, si nascondono lasciando in bella vista la coda e il sederone, convinti di essere perfettamente invisibili?

foto Elisabetta Neri

 

 

disegno di Elisabetta Neri

A volte mi diverto a provocare la mia gatta per vederla così, con la gobba e le orecchie all'indietro; ma lei sa che giochiamo, perchè appena afferra la mia mano, dopo aver sferrato un morsettino, subito si pente e inizia a leccarmi. E anche quando è così, quando "fa la gattiva", è capace di fare le fusa.

Sì, le fusa, questa vibrazione rilassante che ti fa dimenticare qualsiasi arrabbiatura.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 


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INFINITAMENTE PICCOLO...E INFINITAMENTE GRANDE

nelle mie foto mi piace porre l'attenzione sull'infinitamente piccolo, posare il mio sguardo sul particolare di un fiore, di un insetto, per scoprire colori vivi, metallizzati o iridescenti, o le strane "facce degli insetti" che sembrano volti di esseri venuti da un altro pianeta...
...un mondo di particolari invisibili ad occhio nudo.
...nessuna voce se non quella dell'onda che si infrange sui ciottoli... niente delimita lo spazio aperto, il mobile specchio d'acqua si estende raggiungendo distanze inimmaginabili... verso l'orizzonte, dove una linea turchese lambisce l'azzurro intenso del cielo...
mi piace catturare nelle mie foto l'idea d'infinito...

 
 
 
 
 
 
 


TROMPE L'OEIL, CHE PASSIONE!
ecco alcuni  miei lavori realizzati su pareti (esterne e interne), su soffitti  o su tavola:
 
clicca sulle immagini per ingrandirle






 

Nel 2004 ho partecipato al Festival del Trompe l'Oeil a Lodi. 
Per vedere tutte le opere in concorso, clicca QUI


nelle foto sotto:
il lavoro realizzato durante il
Trompe l'oeil Festival

 

 
 
 
 
 
 
 

ILLUSTRAZIONI
e
DECORAZIONI

decorazione di ciaobettina
Una decorazione che mi ha dato grande soddisfazione... lo splendido viso di Audrey Hepburn dipinto sulle grosse ante di una cabina armadio. Per saperne di più cerca il
post 272, tag "trompe l'oeil e decorazione"

oppure clicca QUI

dipinto di ciaobettina
Annunciazione di Beato Angelico
(post n. 312 del 1 ottobre
reinterpretata in dimensioni maxi;
per visualizzare le immagini delle varie fasi del lavoro e i diversi particolari del dipinto 
clicca su questo link:
http://www.facebook.com/album.php?aid=2038687&id=1576781235&l=ed9f7ab794

prima di passare alle misure extra-large dei trompe l'oeil, ho realizzato illustrazioni per studi di grafica ed agenzie pubblicitarie. Per il pagliaccio qui sopra ho utilizzato la più semplice delle tecniche: il pennarello.
Qui sotto invece ecco dei coloratissimi pesci
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
usati come illustrazione per un manifesto pubblicitario e per un pieghevole; sono realizzati con colori ecoline.
Più in basso, due figure femminili disegnate all'inizio degli anni '90.


 
 
 
 
 
 
 

COLLABORAZIONI

clicca sulle immagini per ingrandirle


Sopra, alcuni miei lavori realizzati in ambienti ristrutturati o arredati dall'arch. GABRIELLA RIMOLDI di Cislago;

Sotto, i miei disegni realizzati per visualizzare alcuni progetti dello
STUDIO MONACI di Legnano.

 

 
 
 
 
 
 
 

IO...COME MI VEDO E COME MI VEDONO!


questa sono io a sedici anni... secca e dentona.
(disegno di Ugo D'Orazio)

disegno di ciaobettina

"autocaricatura" del 1995


 
il mio occhio ad aerografo in un dipinto di
E. Colombo

caricatura

una caricatura che mi è stata fatta "al volo" durante un matrimonio



 la mia ombra

disegno di Franci

vista con occhi di bimbo


all'opera!

nel 1994, durante la realizzazione
del mio primo trompe l'oeil; sotto, il dipinto pubblicato su
"99 idee casa" (post n.1)

il primo
 

il primo 

nel 2003, durante la realizzazione di una meridiana a Gorla Minore
(post n.47)

foto

nel 2003, durante la decorazione di un'edicola presso Saronno
(in fondo al blog, l'articolo ingrandito)
(post n.54)

foto di ciaobettina

nel 2007, durante la realizzazione di un trompe l'oeil per interni
(post n.57)

foto ciaobettina
 

inverno 2010

foto ciaobettina

Luglio 2010
davanti alla mia
Annunciazione

decorazione di ciaobettina

Settembre 2011,
con i miei pioppi

dipinto di Elisabetta Neri