DUE GIORNI DOPO24 agosto 2016
Sono triste. Sì, oggi sono ancora più triste.Altre scosse tra quelle montagne e le lacrime non hanno fine. Lettere scritte su lapide: Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto.
Per Madre Terra anche il terremoto è parte della famiglia. Il suo nome è Poseidone, dall'epiteto significativo di "scuotitore di terra".Uno dei suoi figli più potenti, irrefrenabile e che fa paura. Fa paura perché non si annuncia, capita. La solidità, la sicurezza, qualsiasi dominio va in frantumi, si sgretola, si sbriciola, si polverizza; il senso si fa non senso, la strada si fa voragine, non resta che il buio. Poseidone, per chi non prende adeguate precauzioni è sicario, distrugge e uccide senza distinzioni. Così come l'uomo è sicario nei confronti di Madre Natura. Il confronto non è paritario,alla fine è l'uomo a soccombere. Natura ci genera, ci mantiene in vita, ci distrugge. Natura avviene, agisce, ci precede. Un libro con tantissime pagine ancora da sfogliare e interpretare. Non si adegua a schemi mentali, tanto meno a sovrastrutture morali: non è né benigna, né matrigna, si muove, vibra, convive. Voltaire: "Gli uomini discutono, la natura agisce".Le ragioni che la governano sono insite nella sua legge e non sempre corrispondono alle nostre. Inutile imprecare.Per ora, rimangono le lacrime.