PASSI...

CONOSCENZA


Se vi è una cosa che amo fare è osservare, ho sempre considerato la Conoscenza fonte del Potere.Il Potere non inteso in senso negativo di coercizione verso gli altri individui ma come riscontrodell’ambiente che mi circonda e nel quale mi muovo, avulso da ogni negatività del suo significato.Il Sapere, in ogni campo, permette il controllo della situazione, il discernimento delle cose perpoterle vedere in quella che è una ottica che più si avvicina ad una oggettività, parola dal senso  parziale se applicata all’uomo e che è meglio relegare alle leggi fisiche. Osservare, riflettere, ipotizzare il modo dei “se”  con il loro intersecarsi delle varianti, delle line futuristiche. Spesso aiutano i raffronti, le esperienza passate e quando anche non vi è certezza vi è: probabilità. E’ come dipanare una matassa, spazzare via una nuvola e tutto ti appare chiaro, le persone le vedi nitide,   non offuscate e se di certo non hai certezza ti avvicini molto alla realtà. In questo spesso gioca  quello che noi definiamo istinto, quel qualcosa indecifrabile che ci porta  o ci allontana da qualcuno e “crediamo” di non sapere perché. Lo stesso istinto, o ciò che noi definiamo nel comune parlare, è un qualcosa di atavico retaggio e nello stesso tempo la sintesi di analisi veloci ed incosce  che attuiamo. Al solito divago, questi pensieri non hanno a conoscere decenza e sono così sconvenienti. In fondo nascono da una riflessione, la velocità con cui slave e Master si interscambiano su alcuni siti, passaggi veloci da fast food che ti portano a considerare quanta reale Appartenenza vi sia. Per fortuna, vi sono anche duraturi rapporti che rincuorano le speranze ma, quante molecole impazzite che corrono, si cozzano, si proclamano e poi si lasciano per ripercorrere a folle velocità le loro  strade. Perplessità di chi non giudica ma osserva e riflette, che tiene per se le sue opinioni e segue la sua strada preferendo chi la pensa come lui.