Con la nascita di internet si è creato il fenomeno del virtuale, parola pressocchè sconosciuta anni fa ed ora di uso comune. La nascita delle chat e dei sistemi messanger ha permesso un contatto globale nel totale o, quasi, anonimato. Si è dato spazio alla necessità di socializzare, di poter confrontarsi e di poter essere o non essere se stessi, completamente svincolati dalle condizioni e dal condizionamento sociale. Per alcuni e' un piacevole passatempo, altri un modo di confrontarsi, altri ancora per stringere nuove amicizie. Il fascino è poter essere realmente se stessi o come vorremmo senza dover sottostare al giudizio di chi ci circonda nella vita di ogni giorno, ecco dunque apparire lati insospettabili del nostro carattere, identità fittizie come in un gioco che avvolge e prende. Alcuni riescono a rimanere se stessi, essere coerenti, avere il coraggio di apparire nella loro quotidianità ciò che sono quì, altri...preferiscono usare il virtuale come una valvola di sfogo. In questo caso spesso danno voce alle loro fantasie lasciando che la loro mente corra, si diletti per poi, appagata, possa in tutta sicurezza, con un semplice interruttore chiudere e tornare alla vita di ogni giorno. Non sempre però il tutto si esaurisce dinanzi ad uno schermo e può nascere la voglia della conoscenza, del vedersi, capire chi è, come interagisce quella stessa persona che abbiamo conosciuto tanto intimamente qui sopra e si passa al "de visu", appuntamenti, incontri, una continua incognita in cui l'impatto tra il virtuale ed il reale può essere un attrito profondo o trovare conferma in chi si è conosciuto. Discorso generico, valido per tutti coloro che rimangono "impigliati" nella RETE ma volendo farne uno di ..."settore", credo che una buona percentuale passi prima o poi al contatto fisico con rischi non indifferenti. E' incredibile il senso di fiducia che si può instaurare attraverso questo mezzo, come è incredibile come in persone insospettabili si agitino pensieri e desideri incoffessabili. In tanti anni ho raccolto confidenze, sprazzi di vita celate, doppie vite, un incredibile mondo sotterraneo della mente, un mondo affascinante, diverso, fatto di lati oscuri del proprio Essere, di sensi di malessere o di appagamento nel non vivere o nel vivere certe realtà. Sono stato sempre un promotore della sperimentazione, del voler capire senza fermarmi alla fantasia, anzi, usarla come spunto senza però rimanerne intrappolato. Trovo che oltre un certo limite la stessa possa diventare morbosa, ripiegarsi su se stessa quando non si confronta con il reale. Stà a noi discernere senza perdere il contatto con la vita le nostre possibilità, metterci dunque in gioco, sempre, in piena coscienza.
Dal virtuale al reale
Con la nascita di internet si è creato il fenomeno del virtuale, parola pressocchè sconosciuta anni fa ed ora di uso comune. La nascita delle chat e dei sistemi messanger ha permesso un contatto globale nel totale o, quasi, anonimato. Si è dato spazio alla necessità di socializzare, di poter confrontarsi e di poter essere o non essere se stessi, completamente svincolati dalle condizioni e dal condizionamento sociale. Per alcuni e' un piacevole passatempo, altri un modo di confrontarsi, altri ancora per stringere nuove amicizie. Il fascino è poter essere realmente se stessi o come vorremmo senza dover sottostare al giudizio di chi ci circonda nella vita di ogni giorno, ecco dunque apparire lati insospettabili del nostro carattere, identità fittizie come in un gioco che avvolge e prende. Alcuni riescono a rimanere se stessi, essere coerenti, avere il coraggio di apparire nella loro quotidianità ciò che sono quì, altri...preferiscono usare il virtuale come una valvola di sfogo. In questo caso spesso danno voce alle loro fantasie lasciando che la loro mente corra, si diletti per poi, appagata, possa in tutta sicurezza, con un semplice interruttore chiudere e tornare alla vita di ogni giorno. Non sempre però il tutto si esaurisce dinanzi ad uno schermo e può nascere la voglia della conoscenza, del vedersi, capire chi è, come interagisce quella stessa persona che abbiamo conosciuto tanto intimamente qui sopra e si passa al "de visu", appuntamenti, incontri, una continua incognita in cui l'impatto tra il virtuale ed il reale può essere un attrito profondo o trovare conferma in chi si è conosciuto. Discorso generico, valido per tutti coloro che rimangono "impigliati" nella RETE ma volendo farne uno di ..."settore", credo che una buona percentuale passi prima o poi al contatto fisico con rischi non indifferenti. E' incredibile il senso di fiducia che si può instaurare attraverso questo mezzo, come è incredibile come in persone insospettabili si agitino pensieri e desideri incoffessabili. In tanti anni ho raccolto confidenze, sprazzi di vita celate, doppie vite, un incredibile mondo sotterraneo della mente, un mondo affascinante, diverso, fatto di lati oscuri del proprio Essere, di sensi di malessere o di appagamento nel non vivere o nel vivere certe realtà. Sono stato sempre un promotore della sperimentazione, del voler capire senza fermarmi alla fantasia, anzi, usarla come spunto senza però rimanerne intrappolato. Trovo che oltre un certo limite la stessa possa diventare morbosa, ripiegarsi su se stessa quando non si confronta con il reale. Stà a noi discernere senza perdere il contatto con la vita le nostre possibilità, metterci dunque in gioco, sempre, in piena coscienza.