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Post N° 262


Epidemia di cessazioni di attività in Padania e in ItaliaCRISI, KO QUASI 337MILA IMPRESE IN 9 MESILa Cgia: soffrono soprattutto i negozi di vicinato schiacchiati dagli ipermercati. Diremo addio a 100mila posti di lavoro nel commercioVenexia - “La crisi si sta abbattendo sul mondo delle imprese. Settore più colpito è il piccolo commercio.” L'allarme arriva da Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre: l'associazione di categoria ha infatti analizzato l’andamento delle iscrizioni e delle cessazioni registrate presso le Camere di Commercio padane e italiane nel periodo gennaio-settembre 2008. E il risultato è preoccupante. “Nei primi 9 mesi di quest’anno hanno chiuso 336.846 aziende. Il saldo, dato dalla differenza tra iscritte e cessate, è stato pari a –13.184. Nei primi 9 mesi del 2007, quest’ultimo indicatore, era abbondantemente positivo e pari a + 10.007. Nel 2006 il saldo era, addirittura, pari a + 46.875. Un peggioramento della situazione che è il frutto della preoccupante crisi economica che sta colpendo il Paese”. PREZZO PIU’ ALTO. A pagare il prezzo più alto, per il momento, sono le regioni italiane. Sul totale delle imprese presenti in Sicilia, in Puglia e in Calabria il saldo negativo è stato rispettivamente di 4.229, di 4.158 e di 1.174. Nel 2007 in queste regioni il saldo era stato abbondantemente positivo (Sicilia + 1.754, Puglia + 1.217, Calabria + 1.057). NUBI NERE. Poco confortanti anche in Padania i dati del saldo tra le iscrizioni e le cessazioni delle attività: Emilia e Romagna -1.197, Friuli Venezia Giulia -2.688, Liguria -44, Piemonte 1.138, Trentino Alto Adige -17, Valle d’Aosta -202, Veneto -2.186. Anche sull’orizzonte della nostra nazione, insomma, si addensano nubi nere. TIENE L’ARTIGIANATO. Per quanto riguarda i settori tiene l’artigianato (saldo pari a + 2.162 aziende), ma la situazione peggiora drammaticamente quando analizziamo il commercio. A fronte di poco più 95.000 chiusure segnalate nei primi 9 mesi del 2008 (erano 94.500 circa nel 2007) un vigoroso calo si è registrato nelle nuove iscrizioni. Se nel 2006 e nel 2007 le attività commerciali che avevano aperto erano circa 69.500 quest’anno sono scese a poco più di 64.300. Pertanto il saldo è sceso a –30.672 contro il –24.972 del 2007 e il 13.781 del 2006.SALDO NEGATIVO. Da registrare che in tutte le regioni, sia padane che italiane, nei primi nove mesi di quest’anno il saldo delle imprese commerciali risulta essere negativo. “E a soffrire – prosegue Bortolussi – sono soprattutto i negozi di vicinato schiacciati dalla concorrenza dei grandi centri commerciali e dalla poca propensione ai consumi delle famiglie. Stimiamo – conclude Bortolussi - in circa 100.000 i posti di lavoro che quest’anno si perderanno nel settore commerciale.” Il Padano.com