Mafia, Rondini: il Nord non sarà un mandamento dei Corleonesi
“Il caso del figlio di Totò Riina, che chiede di poter essere trasferito a Cernusco sul Naviglio in virtù dell’applicazione dell’istituto del soggiorno obbligato, dimostra ancora una volta che quando la Lega Nord chiedeva la modifica o l’abrogazione di queste norme aveva ragione”. Lo ha dichiarato l’on. Marco Rondini, della Lega Nord, che durante il question time ha messo in evidenza l’episodio di Giuseppe Salvatore Riina, ultimo figlio del boss che, sebbene sottoposto alla sorveglianza speciale con soggiorno obbligato, vuole lasciare Corleone e trasferirsi a Cernusco sul Naviglio, cittadina alle porte di Milano, dove sostiene di aver trovato un posto di lavoro. “Il soggiorno obbligato - spiega Rondini - negli anni ’60-70 ha permesso, nonostante i buoni propositi del legislatore, il trasferimento di elementi pericolosi in quelle realtà che non conoscevano il fenomeno mafioso. Questi individui garantivano alla criminalità organizzata di compiere un salto di qualità. Non è diffondendo le cellule malate in tutto l’organismo composto dalle nostre comunità regionali - prosegue il parlamentare leghista -, che si può fermare il cancro rappresentato dal fenomeno della mafia. Chiediamo dunque al Governo di porre mano urgentemente alla modifica della disciplina del soggiorno obbligato e ci attiveremo sul territorio affinché i cittadini siano ben informati rispetto a ciò che accade. Cernusco sul Naviglio - conclude l’on.Rondini - non diventerà mai un mandamento dei corleonesi”.