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TuttacolpadellaLuna

"...quando si avvicina troppo alla terra, fa impazzire tutti". William Shakespeare

 

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Equivoci napoletani

Post n°18 pubblicato il 27 Giugno 2017 da Paintedonmyheart


Questo che segue è un episodio realmente accaduto , un po' di tempo fa, in una classe quinta di una scuola elementare di un quartiere molto degradato del centro di Napoli.


Quell’anno, tra le varie discipline, insegnavo storia ed ero arrivata a spiegare alla mia classe la rivoluzione francese. In aula regnava un silenzio insolito per quegli alunni, abituati com’erano a considerare la scuola come una parentesi forzata delle loro vite di strada. Quel giorno invece, erano tutti stranamente attenti, ma devo ammettere che sempre la storia di un popolo che lotta in nome della “Liberté, Egalité, Fraternité”  desta nei ragazzini interesse e partecipazione e, forse, a maggior ragione ne destava nei miei, cresciuti in un quartiere dove quei  principi probabilmente non erano e non sarebbero mai appartenuti ad alcuno.
 Un alunno in particolare, considerato il "più bravo della classe", mi guardava incredulo con occhi sgranati e bocca semiaperta...

Finita la lezione, nel metterci in fila per uscire, questo ragazzino mi si avvicinò titubante e, scuotendo la testa, con aria pensierosa e sconcertata mi disse:

- Mae', certo che tutto quel casino...

- Non si dice casino…- lo ripresi con tono rassegnato.

- Sì sì…vabbè! Tutta quella roba là è successa perché a uno… gli è venuto in mente di prendersi una pillola!! 

Lo guardai perplessa. Gli sorrisi e gli chiesi, questa volta io incredula, come mai gli fosse venuta in mente un’assurdità del genere! Ed intanto tornavo con la mente alle cose da me dette (non si sa mai).

Lui sempre più convinto: 

- Mae’!! TU lo hai detto! Mica me lo sono sognato! 

Io...?! Non credevo alle mie orecchie…perché è vero che quando spiegavo in quella classe era molto facile che, nel cercare di tenere a bada l’uno o l’altro (più che lezioni erano lotte per la sopravvivenza) potessi distrarmi e forse dire qualche sciocchezza, ma una così madornale come avrebbe potuto uscirmi?

Avrei voluto cercare di approfondire la cosa e convincerlo che doveva aver capito male, che io non potevo aver detto una cosa del genere, ma la campana suonò e lui sgusciò via senza darmi il tempo di rispondere.

Il giorno dopo, rientrai in classe. Il mio alunno anche. Lo guardai. Era evidente che ci stesse ancora pensando: l’espressione del viso, con gli angoli della bocca in giù,  parlava da sola. Mi avvicinai per salutarlo e nuovamente lui, senza rispondere neanche al mio saluto, scuotendo sempre la testa, mi ribadì lo stesso pensiero del giorno prima, ancora più certo di quel che diceva per l’averne parlato a casa senza che NESSUNO dei componenti della sua famiglia avesse saputo trovare una spiegazione diversa al  fatto che l’assumere una pillola fosse stata una miccia capace di far scoppiare addirittura una rivoluzione.

Non sapevo più che pensare...  Eh sì che sono anche napoletana ed un piccolo sospettuccio mi sarebbe dovuto venire, ma niente! Non riuscivo a trovare alcun nesso logico tra la realtà dei fatti e quella strana interpretazione del mio alunno.

Allora, mantenendo la sicurezza della “brava insegnante”, lo rassicurai dicendogli che c’era stato sicuramente un equivoco, per cui ripresi l’argomento per chiarirlo.

A un certo punto, nel corso della spiegazione, i suoi occhi si illuminarono ed un sorriso abbagliante gli si stampò sul viso, per la soddisfazione di avere avuto finalmente la conferma di essere stato LUI ad aver capito bene!

Si alzò in piedi esultando e gridando:

- Ovvì mae' che avev' ragion' io!

Ero arrivata a parlare della...“presa della BASTIGLIA”!

Ed assicuro che avevo anche ben chiarito di che cosa si trattasse, eppure questa era la frase “incriminata”.
Quella che ha permesso di far credere per un giorno a un ragazzino napoletano  di 11 anni, ed a tutta la sua famiglia, che la miccia che fece scoppiare addirittura una rivoluzione fosse stata la “presa” di una...

          PASTIGLIA...

:)


© Robert Doisneau

 

 

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Commenti al Post:
EMMEGRACE
EMMEGRACE il 28/06/17 alle 09:38 via WEB
Mi hai fatto sorridere, wow, il dialetto è il sangue che scorre nelle vene. Alcune volte causa "fraintendimenti", volevo vedere il volto "incazzato" di quel ragazzo! :)))))) https://www.youtube.com/watch?v=WkAmsX3wB-4 Tanto per continuare a ridere. Ciao Prof! :)
 
 
Paintedonmyheart
Paintedonmyheart il 28/06/17 alle 23:45 via WEB
E sapessi di quella scuola quanti altri episodi divertenti ci sarebbero da raccontare, che erano all'ordine del giorno!:)) Quel ragazzo vorrei tanto sapere che fine abbia fatto... Molti di loro sembravano già segnati, ma lui era diverso, forse ce l'ha fatta.
Grazie, grace:)
p.s. non sono una prof., sono una maestra:)
 
a.crobata
a.crobata il 28/06/17 alle 09:54 via WEB
Sorrido :) Mi fatto venire in mente i simpatici racconti di "Io speriamo che me la cavo" :) ... mi sono soffermato su un punto: secondo me, con le "Quattro giornate di Napoli" durante la resistenza e la liberazione dai nazi-fascisti, anche i ragazzini di Napoli hanno conosciuto la libertà-fraternità-uguaglianza ...
 
 
Paintedonmyheart
Paintedonmyheart il 28/06/17 alle 23:48 via WEB
Il maestro Marcello D'Orta, per chi insegna soprattutto in certe zone, non ha vissuto niente di così particolare, ma è stato bravo a raccogliere e conservare tutto il materiale, così da farne un libro, perché ti assicuro che in certe scuole la realtà spesso supera la fantasia. Quei ragazzini si appassionavano per ogni storia in cui ci fosse una "lotta", ma per quanto affascinati da quei principi, reputavano scemo chiunque decidesse di sacrificarsi per proteggerli. La lotta per la sopravvivenza in classe era la stessa che sulla loro pelle vivevano fuori. Non potrò mai dimenticare una frase che disse una vecchia collega quando il primo giorno suonò la campanella d'uscita. Una volta fuori tutti, si girò verso di me ed esclamò:" Meno male, va'! È finita la giornata e nessuno si è fatto male!" Non mi ci volle molto a capire cosa intendesse...:)
 
Zero.elevato.a.Zero
Zero.elevato.a.Zero il 28/06/17 alle 12:31 via WEB
In effetti i libri non si affannano a dire che erano reclusi ben 7 galeotti in tutta la fortezza dei quali: 4 falsari che subito fecero sparire le loro tracce, due malati di mente rinchiusi di nuovo il giorno dopo a Charenton ed infine un libertino che fu portato in trionfo, assieme ai due insani, quale eroe popolare.
Si vede che il popolo francese, esasperato dalla nobiltà tiranna, aveva preconizzato i consigli del buon Carosone :)
 
 
Paintedonmyheart
Paintedonmyheart il 28/06/17 alle 23:52 via WEB
Ehh...il potere dei simboli:) Trovarono pure l'arsenale vuoto, ma la presa di quella fortezza rappresentò comunque l'abbattimento del lato più oscuro della monarchia assoluta, della tirannia e dell'ingiustizia, vista la particolarità di quel carcere.
Pensa..."pigliate 'na pastiglia" avrebbe potuto diventare l'inno nazionale!:))
 
neimieipassi
neimieipassi il 28/06/17 alle 23:08 via WEB
Sorrido :) succedono anche a me a volte certi equivoci, quando i miei ragazzi traducono "per sentito dire" :)
 
 
Paintedonmyheart
Paintedonmyheart il 28/06/17 alle 23:55 via WEB
Quello che intendevo dire in un commento precedente: chi insegna o ha a che fare con i ragazzi e il loro mondo, sarebbe pieno di storie da raccontare:) È che non ci si prende la briga di trascriverle per ricordarsele, altrimenti altro che un libro!:))
 
Estelle_k
Estelle_k il 30/06/17 alle 23:21 via WEB
Carinissimo il racconto, mi ha fatto sorridere e ritornare indietro...Addirittura al tempo delle medie inferiori gli equivoci di parole dette dagli insegnanti erano argomento di risate a non finire fra gli alunni...A fine anno facevamo una sorta di raccolta delle frasi più "celebri" dell'anno scolastico da presentare poi come omaggio all'insegnante, così da condividerne le risate...( ovviamente con quello più simpatico e accomodante)...^___^
 
 
Paintedonmyheart
Paintedonmyheart il 01/07/17 alle 08:11 via WEB
Ah ecco, voi vi prendevate gioco di noi poveri insegnanti!:)) Molto carina come idea, confesso che a me piacerebbe, ma i miei alunni ancora non si accorgono delle "particolarità " di alcune frasi che mi escono. La mia collega di sostegno sì, però!:) Ed ogni tanto mi minaccia di scrivere tutto per poi ricattarmi:)))
 
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