Da "Lip Scuola"REFERENDUM SOCIALI Sabato 9 e domenica 10 aprile in numerose piazze d’Italia si comincia a firmare!Per una stagione di referendum socialiDue anni di governo Renzi hanno minato alla radice il ruolo della scuola pubblica, privatizzato i beni comuni e i servizi pubblici, aggredito l’ambiente a partire dalle trivellazioni, stroncato l’avanzamento del riciclaggio dei rifiuti per favorire le lobbies degli inceneritori.Vogliamo invertire questa tendenza, rilanciando conflitto e mobilitazione diffusi contro quelle scelte e avanzando controproposte.Da qui nasce la nostra idea di lanciare un’alleanza sociale dei movimenti: scuola pubblica, acqua, campagna contro la devastazione ambientale e comitato contro il piano nazionale inceneritori.Lo strumento referendario ci permetterà di abrogare gli elementi più pericolosi della legge 107 sulla scuola, la legislazione che consente le trivellazioni in mare e in terraferma e quanto prevede lo Sblocca Italia rispetto ad un piano strategico per nuovi inceneritori, mentre una grande raccolta di firme per una petizione popolare vuole contrastare la ripresa dei processi di privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.Solo facendo emergere una discussione di merito su ciascuno di questi temi e proponendo un modello alternativo delle idee di società e di democrazia; solo dando modo ai cittadini di riprendere la parola e ristabilendo il principio della partecipazione diretta e della riappropriazione della sovranità popolare sarà possibile invertire la rotta, coniugando l’interesse generale con una dimensione più sostenibile della vita di ciascuno di noi.SCUOLAAbrogazione di norme sul potere discrezionale del dirigente scolastico di scegliere e confermare i docenti.Scopo del quesito è cancellare il potere del dirigente scolastico di scegliere in modo discrezionale i docenti della propria scuola e di confermarli o mandarli via dopo un triennio.In caso di abrogazione non ci saranno più gli Albi Territoriali e gli Uffici scolastici regionali ritorneranno ad assegnare gli incarichi agli insegnanti, con criteri oggettivi e predeterminati e senza il ricatto della scadenza. Questo eliminerà il rischio sia di gestione clientelare delle assunzioni sia di limitazione della libertà di insegnamento, perché toglierà al dirigente scolastico la possibilità di condizionare i docentiVotare SÌ al quesito, perciò, significa voler garantire il pluralismo delle idee e delle metodologie didattiche, fondamentale per il modello di Scuola Pubblica previsto dalla Costituzione, e la democrazia negli organi collegiali della scuola.Abrogazione di norme sul potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti da premiare economicamente e sul comitato di valutazione.Scopo del quesito è cancellare il potere del dirigente scolastico di scegliere in modo discrezionale i docenti della scuola a cui dare un premio salariale per il presunto “merito”.In caso di abrogazione il Comitato di valutazione ritornerà ad essere un organo composto solo da docenti e dal dirigente, non individuerà più alcun “criterio per la valorizzazione” ed esprimerà il proprio parere solo sul periodo di prova dei neo- assunti. Lo stanziamento del fondo di 200 milioni annui diventerà salario accessorio per la valorizzazione di tutto il personale docente, compreso quello precario, e sarà inserito nella contrattazione integrativa nazionale.Votare SÌ al quesito, perciò, significa anche in questo caso voler garantire il pluralismo delle idee e delle metodologie didattiche, fondamentale per il modello di Scuola Pubblica previsto dalla Costituzione, riaffermando l’importanza della la collaborazione democratica negli organi collegiali della scuola, contro l’instaurazione di meccanismi di competizione individuale.Abrogazione di norme sull’obbligo di almeno 400-200 ore di alternanza scuola-lavoroScopo del quesito è cancellare l’obbligo per le scuole di fare almeno 400/200 ore di alternanza scuola-lavoro.In caso di abrogazione, ciascuna scuola deciderà il monte ore da dedicare all’alternanza scuola-lavoro, in modo coerente con gli obiettivi del proprio Piano dell’Offerta Formativa.Votare SÌ al quesito, perciò, significa evitare un’inaccettabile riduzione delle ore di insegnamento, per un’attività che assai spesso diventa richiesta di lavoro gratuito in cui agli studenti è imposta una prestazione dequalificata, considerata anche l’assenza di criteri capaci di garantire una formazione efficace e coerente con il lavoro in classe e l’indirizzo di studi.Abrogazione di norme sui finanziamenti privati a singole scuole pubbliche o privateScopo del quesito è cancellare la possibilità di effettuare donazioni a singole scuole.In caso di abrogazione ogni donazione confluirà in un fondo destinato al sistema nazionale di istruzione, da ripartire tra le scuole secondo criteri oggettivi.Votare SÌ al quesito significa perciò evitare finanziamenti privatistici alle scuole pubbliche, che genererebbero competizione tra le scuole e disuguaglianze dettate dalla presenza o meno di aziende o investitori nel contesto in cui sono inseriti i singoli istituti, con la conseguente creazione di scuole di serie A e di serie B. Si eviterebbe, inoltre, il potenziamento economico delle scuole private, che potrebbero far risultare come donazione una parte delle spese di iscrizione, con benefici fiscali i cui costi ricadrebbero sulla collettività.
REFERENDUM SOCIALI
Da "Lip Scuola"REFERENDUM SOCIALI Sabato 9 e domenica 10 aprile in numerose piazze d’Italia si comincia a firmare!Per una stagione di referendum socialiDue anni di governo Renzi hanno minato alla radice il ruolo della scuola pubblica, privatizzato i beni comuni e i servizi pubblici, aggredito l’ambiente a partire dalle trivellazioni, stroncato l’avanzamento del riciclaggio dei rifiuti per favorire le lobbies degli inceneritori.Vogliamo invertire questa tendenza, rilanciando conflitto e mobilitazione diffusi contro quelle scelte e avanzando controproposte.Da qui nasce la nostra idea di lanciare un’alleanza sociale dei movimenti: scuola pubblica, acqua, campagna contro la devastazione ambientale e comitato contro il piano nazionale inceneritori.Lo strumento referendario ci permetterà di abrogare gli elementi più pericolosi della legge 107 sulla scuola, la legislazione che consente le trivellazioni in mare e in terraferma e quanto prevede lo Sblocca Italia rispetto ad un piano strategico per nuovi inceneritori, mentre una grande raccolta di firme per una petizione popolare vuole contrastare la ripresa dei processi di privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.Solo facendo emergere una discussione di merito su ciascuno di questi temi e proponendo un modello alternativo delle idee di società e di democrazia; solo dando modo ai cittadini di riprendere la parola e ristabilendo il principio della partecipazione diretta e della riappropriazione della sovranità popolare sarà possibile invertire la rotta, coniugando l’interesse generale con una dimensione più sostenibile della vita di ciascuno di noi.SCUOLAAbrogazione di norme sul potere discrezionale del dirigente scolastico di scegliere e confermare i docenti.Scopo del quesito è cancellare il potere del dirigente scolastico di scegliere in modo discrezionale i docenti della propria scuola e di confermarli o mandarli via dopo un triennio.In caso di abrogazione non ci saranno più gli Albi Territoriali e gli Uffici scolastici regionali ritorneranno ad assegnare gli incarichi agli insegnanti, con criteri oggettivi e predeterminati e senza il ricatto della scadenza. Questo eliminerà il rischio sia di gestione clientelare delle assunzioni sia di limitazione della libertà di insegnamento, perché toglierà al dirigente scolastico la possibilità di condizionare i docentiVotare SÌ al quesito, perciò, significa voler garantire il pluralismo delle idee e delle metodologie didattiche, fondamentale per il modello di Scuola Pubblica previsto dalla Costituzione, e la democrazia negli organi collegiali della scuola.Abrogazione di norme sul potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti da premiare economicamente e sul comitato di valutazione.Scopo del quesito è cancellare il potere del dirigente scolastico di scegliere in modo discrezionale i docenti della scuola a cui dare un premio salariale per il presunto “merito”.In caso di abrogazione il Comitato di valutazione ritornerà ad essere un organo composto solo da docenti e dal dirigente, non individuerà più alcun “criterio per la valorizzazione” ed esprimerà il proprio parere solo sul periodo di prova dei neo- assunti. Lo stanziamento del fondo di 200 milioni annui diventerà salario accessorio per la valorizzazione di tutto il personale docente, compreso quello precario, e sarà inserito nella contrattazione integrativa nazionale.Votare SÌ al quesito, perciò, significa anche in questo caso voler garantire il pluralismo delle idee e delle metodologie didattiche, fondamentale per il modello di Scuola Pubblica previsto dalla Costituzione, riaffermando l’importanza della la collaborazione democratica negli organi collegiali della scuola, contro l’instaurazione di meccanismi di competizione individuale.Abrogazione di norme sull’obbligo di almeno 400-200 ore di alternanza scuola-lavoroScopo del quesito è cancellare l’obbligo per le scuole di fare almeno 400/200 ore di alternanza scuola-lavoro.In caso di abrogazione, ciascuna scuola deciderà il monte ore da dedicare all’alternanza scuola-lavoro, in modo coerente con gli obiettivi del proprio Piano dell’Offerta Formativa.Votare SÌ al quesito, perciò, significa evitare un’inaccettabile riduzione delle ore di insegnamento, per un’attività che assai spesso diventa richiesta di lavoro gratuito in cui agli studenti è imposta una prestazione dequalificata, considerata anche l’assenza di criteri capaci di garantire una formazione efficace e coerente con il lavoro in classe e l’indirizzo di studi.Abrogazione di norme sui finanziamenti privati a singole scuole pubbliche o privateScopo del quesito è cancellare la possibilità di effettuare donazioni a singole scuole.In caso di abrogazione ogni donazione confluirà in un fondo destinato al sistema nazionale di istruzione, da ripartire tra le scuole secondo criteri oggettivi.Votare SÌ al quesito significa perciò evitare finanziamenti privatistici alle scuole pubbliche, che genererebbero competizione tra le scuole e disuguaglianze dettate dalla presenza o meno di aziende o investitori nel contesto in cui sono inseriti i singoli istituti, con la conseguente creazione di scuole di serie A e di serie B. Si eviterebbe, inoltre, il potenziamento economico delle scuole private, che potrebbero far risultare come donazione una parte delle spese di iscrizione, con benefici fiscali i cui costi ricadrebbero sulla collettività.