Docenti Inidonei e +

Docenti idonei ad altri compiti


DOCENTI IDONEI AD ALTRI COMPITI. Resoconto più dettagliato (realizzato dai colleghi romani) relativo all'incontro tra una delegazione di colleghi Docenti idonei ad altri compiti, il Ministro Fedeli, il vice capo di gabinetto Pennisi. L'incontro di martedi 21 marzo con il ministro Fedeli e il vicecapo di gabinetto Pennisi e una delegazione di idonei ad altri compiti aderenti al Cesp si è svolto in un clima disteso per circa 45 minuti. Mazzacane, Alberti, Casacca e Agostini, oltre a consegnare tutto il materiale ultimo con l'emendamento preparato da inoltrare in Parlamento, hanno esposto con dovizia di particolari l'iter giuridico dal 2002 ad oggi riguardante gli insegnanti inidonei messo in campo dai diversi governi e lo stato attuale delle cose, con la scadenza del 31 agosto 2016 abbondantemente superata e lo spauracchio della mobilità intercompartimentale ancora presente. Il ministro, ma soprattutto il vice capo di gabinetto, ha mostrato di conoscere la materia e soprattutto i numeri che riguardano la categoria, numeri assai diminuiti rispetto a quelli censiti nel 2011: 1300/1500 rispetto ai 3000/3500 di partenza. Nel conto risultavano anche gli insegnanti che volontariamente hanno optato per il passaggio nei ruoli ata. In sostanza gli insegnanti inidonei ancora in attività nei posti loro assegnati con regolare contratto col Dirigente Scolastico sono tra i 600 e gli 800. La delegazione ha illustrato al ministro il lungo percorso di lotta effettuato dagli insegnanti inidonei, inseriti nelle norme di revisione degli organici dalla legge Tremonti-Brunetta prima e poi dalla spending-review del governo Monti, per contrastare la dubbia efficacia di tali provvedimenti e soprattutto tutti gli incontri politici e con politici, tutte le conferenze organizzate e partecipate, tutti i sit-in e le manifestazioni, anche molto forti, come il presidio stabile davanti a palazzo Madama, sede del Senato durato 13 giorni, portati a compimento grazie al sostegno del Cesp e di uno dei pochi sindacati interessati alla categoria come i Cobas scuola. La sola ed unica risposta, ma decisamente interessante, è che nessuna amministrazione dello Stato e Locale, tanto meno il Miur, ha interesse a dare seguito alle istanze della legge 128/13 che stabiliva la mobilità degli inidonei al termine di agosto 2016 per ovvi motivi di impossibilità e di interesse. Quindi, a detta del ministro e del suo informatissimo vice capo di gabinetto, per il momento e per molto altro tempo ancora nessuno degli inidonei in servizio ad oggi potrà essere rimosso dal suo posto di lavoro. Inoltre, se si dovessero manifestare delle forme di ostracismo o vessazione da parte di lavoratori interni all'amministrazione della scuola di riferimento nei confronti degli insegnanti inidonei, il ministro dovrà essere tempestivamente informato per i provvedimenti del caso. In conclusione, nessun atto formale può essere formulato dal ministro e dal suo dicastero, e la sua posizione è decisamente neutra e non ostile nei confronti della categoria degli inidonei. Gli atti importanti sono a carico della politica e quindi i prossimi passi saranno nella direzione di riproporre alla commissione competente l'emendamento preparato insieme al Cesp che vede sostanzialmente equiparati gli insegnanti inidonei a quelli potenziatori immessi in ruolo, con la differenza, a vantaggio degli insegnanti inidonei, che essi il ruolo già lo posseggono. In sostanza la posizione della categoria rimane solida ma deve essere consolidata con atti politici del governo che legiferino con puntualità sulla materia in via definitiva. Questo è il prossimo impegno che vedrà gli inidonei ancora attivi, nonostante la stanchezza, l'invecchiamento, l'aggravarsi delle patologie, per scrivere la parola fine a questa lunga lotta per la difesa del legittimo posto di lavoro. I colleghi aggiungono che si è parlato anche dell’ orario di lavoro, moltiplicato rispetto alle nostre reali capacità, e spesso insostenibile. Ma anche questa, è stato detto, è materia "politica".