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SETTIMANA SANTA CON I NOVIZI 2020

Post n°60 pubblicato il 24 Novembre 2020 da corosursumcorda

SETTIMANA SANTA?
Confesso: non sapevo cosa fosse un noviziato. Vestizione? Mai conosciuta. Pensavo ad una semplice tappa, una consuetudine, come vestire una divisa. Niente, non sapevo niente di tutto ciò fino a questa settimana, quando ho cominciato ad intuire che qualcosa di grosso stesse succedendo nella nostra casa di esercizi di Caravate.
Tutto è cominciato giovedi, nel pomeriggio, con la trasmissione di Radio Maria, in emergenza, dirottata su Caravate perchè con il COVID alcune chiese hanno deciso di non partecipare alla scaletta programmata. Noi che durante il primo lockdown di trasmissioni ne avevamo fatte ben 30, ci siamo messi a disposizione e ci siamo ritrovati a Caravate, nel nostro Coro, luogo per me pieno di silenzi e rivalutazioni.
Stavolta di diverso c'era la presenza attiva di Davide e dei tre novizi, Marco, Emmanuele e Joao, che si sono messi subito a disposizione del superiore p.Marco Panzeri per rosario e servizio liturgico. La comunità si è riunita per la recita del rosario, la celebrazione eucaristica e il vespro.
Qui abbiamo rodato la “macchina” per la serata successiva, venerdi sera, giorno di rosario e testimonianze dei giovani sempre all'interno della trasmissione di Radio Maria.
E' stato bello rivedere in quei due ragazzi, Marco ed Emmanuele, che avrebbero dovuto raccontarsi davanti a quel microfono che nascondeva milioni di orecchie e di cuori, la stessa emozione, la stessa ansia ma anche la stessa voglia di evangelizzare che avevo provato io otto mesi prima.
Ognuno pensa che le emozioni che ti muovono in quel contesto siano uniche, ma in realtà tutti le viviamo anche se le reazioni sono diverse.
Dopo il rosario, anche noi nel coro ci siamo messi in ascolto della prima testimonianza portata da Emmanuele. Quando uno ti apre il cuore non puoi fare a meno che ascoltare senza permetterti di interrompere o giudicare. Poi è stata la volta di Marco che, nonostante l'ansia del tempo da rispettare che combatteva con la voglia di raccontarsi fino in fondo, si è dimostrato quasi un professionista che neppure la concitazione del momento ha potuto fermare.
Questi momenti sono unici perchè mentre decidi cosa raccontare di te e della tua vita, sei costretto a rivederla per intero e a mettere ordine in ciò che hai vissuto magari senza nemmeno pensarci su troppo. Ecco, questa invece è l'occasione per meditarla, questa vita. Ciascuno la propria, riscoprirla, passo passo.
Mi è dispiaciuto che Joao non ne abbia avuta la possibilità in quel frangente e da quel momento ho deciso che avrei trovato il tempo per lui per farmi raccontare anche la sua vita, visto che ormai il muro della diversa lingua è stato abbattuto da questo giovane portoghese.
Il sabato mattina dopo lodi e colazione tutta la casa ha cominciato a prepararsi per l'evento del pomeriggio: la vestizione. Non sapevo in cosa consistesse però i ragazzi erano ansiosi e in tensione nonostante il tentativo di nascondere le loro emozioni. Io, Elena e Francesca ci siamo trovate a provare i canti già alla mattina perchè causa COVID le prove non sono state possibili. Francesca è stata proprio una Grazia! Non avevamo organisti! E lei in punta di piedi, appartenente al gruppo coppie di Caravate, si è proposta di accompagnare i momenti della messa a cui, con le chitarre, non avremmo dato la giusta solennità. Dopo pranzo i ragazzi si sono ritirati nelle proprie celle in attesa
di quel momento. Intanto è arrivato un pezzetto di coro e qualche fedele.
Tutto era pronto per quello che per me doveva essere una normale messa con qualche canto in più per volere dei novizi. Invece sono stata travolta da quella compita solennità dei padri e fratelli passionisti che avevano chiaro che quello sarebbe stato un nuovo battesimo per tutti, anche per noi presenti.
​La benedizione dell'abito e della cintura mi ha dato subito l'idea che non fosse quello che avevo previsto. Poi la vestizione che mi ha fatto ricordare il battesimo degli adulti di secoli fa, quando per intero ci si immergeva nel battistero e si riemergeva come a simboleggiare una nuova nascita. E questi tre ragazzi l'hanno fatto immergendosi nell'abito che Lucia aveva imbastito per loro...e dopo un attimo di oscurità dentro quel tessuto alla ricerca della luce, eccoli riemergere, uno per uno, completamente avvolti da quell'abito privo ancora del cuore con la croce ma che già richiama il lutto e la Passione di Cristo. La cintura che simboleggia carità e giustizia. Sono loro che ci permettono di vivere quel lutto con occhi nuovi e ce lo tengono vicino al corpo per non permettergli
di farsi sviare.....Ma non era ancora finita....
E' arrivato un altro momento molto intimo e comunitario insieme. Il momento delle scelte. Accettare di portare su di sé il crocifisso e la corona di spine, rinnegando se stesso e sottomettendosi ad ogni creatura per amore di Dio....
In quel momento ho capito che cosa significasse quel momento che avevo sottovalutato perchè sconosciuto. E' proprio vero che la vera evangelizzazione comincia con il conoscere...conoscere questi novizi, la loro storia, conoscere la congregazione, la comunità, la centralità del carisma passionista.......tutto questo è avvenuto in questi giorni, in questi anni, anche per noi laici passionisti. Sarebbe bello anche per noi laici passionisti avere questa parentesi nel cammino, questa tappa, che ci richiama al perchè delle nostre scelta quotidiane. Una scelta che va rinnovata singolarmente ma anche in una famiglia, una comunità....
Tutta la famiglia passionsta di Caravate si è stretta intorno a questi ragazzi che stavano
testimoniando in quel momento il loro sentirsi parte della Passione di Cristo. C'eravamo tutti: Iuxta Crucem Discepoli Missionari, il gruppo giovani famiglie, qualche rappresentante anche del gruppo lectio divina, i padri e i fratelli....tutti insieme come una vera famiglia.
E come una vera famiglia dopo questo momento coinvolgente e commovente, tutti intorno al tavolo a sfogare le nostre emozioni vissute davanti alle castagne arrostite e un po' di bibite, con entusiasmo e anche un po' di emozione da sbollire da parte dei tre novizi, cosa che dimostrava che sapevano di aver vissuto uno dei momenti fondamentali del loro cammino.
Ma non era ancora terminato!!! 
La domenica abbiamo celebrato insieme la Pasqua del Signore, festa di Cristo Re ma anche giorno di apertura del Giubileo Passionista per i 300 anni di fondazione della congregazione dei Passionisti. Emozione dietro emozione.
E non è mancato domenica mattina il momento per Joao di raccontarsi, a noi pochi intimi che stiamo imparando a suonare la chitarra; un racconto sereno, in un italiano più sicuro di molti nostri connazionali, con una semplicità disarmante ma una sicurezza da chi sa che ogni parola che esce dalla bocca è importante per sé e per l'altro che ascolta e riesce a far crescere entrambi.
Per me è stata come rivivere una settimana “autentica”, come diciamo noi ambrosiani, una settimana Santa, iniziata col Giovedì comunitario, un venerdi in cui ci siamo messi a nudo davanti a quel microfono, siamo rinati nella vestizione e abbiamo celebrato la nostra Pasqua con l'inizio del Giubileo.
Voglio ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a questi giorni intensi e che lasceranno una impronta indelebile in tutti, soprattutto per i visi di questi ragazzi che stiamo vedendo crescere giorno dopo giorno e che portano tanta speranza, come il nostro Generale con il Giubileo intende comunicarci!
Grazie Marco, grazie Emmanuele e grazie a Joao, che stanno imparando a sopportarci
quotidianamente e ci danno la possibilità di vedere i segni vivi del Suo Amore.
Con affetto e molta stima,
Sandra

 
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