Eva Solitamente evitava di parlare a lui. Tra di loro poche parole e lo spazio che era loro concesso era riservato interamente a quel rituale. Arrivava di notte e se ne andava di primo mattino l'uomo, lo stesso forse con cui avrebbe condiviso la sua vita, fino a che la stessa non si fosse adoperata per separarli.Eva lo guardava ma faticava a trovare il coraggio di dire anche solo poche frasi che esulassero dalla quotidiana convenienza.Eva lo guardava quella sera, sdraiata accanto a lui immobile, nauseata non da lui, dalla vita stessa. Lui a sua volta la fissava negli occhi senza dire una parola; senza domandare acqua da bere, senza reclamare da mangiare...E:"Tu mi odi, detesti i miei occhi grandi...non ami il mio seno,la mia pelle morbida tu la trovi velenosa. rappresento una minaccia per te, perché è tanto tempo che non faccio l'amore e potrebbe essere pericoloso, hai paura che non ti faccia più andare via. Ho paura che tu sia diventato indispensabile. Resta, non andare...resta qui accanto a me."(Tutto questo non l'ho detto veramente...l'ho pensato credo)A: "Ruffiana."E: "No, opportunista".Corva Therion (oggi)Fotografie di C.T.(ogni riferimento è puramente casuale)