Ogni volta che sento quelle parole...ogni volta.Capisco quanto, oramai mi sento distante dal mio paese.Il senso di esilio più volte provato dai poeti, ora mi pare chiaro, distinto e fortel'eco della mente.Più invecchio e penso che nessuna causa valga la morte. Nessuno educa alla morte...La cultura occidentale porta a chiudere la dama in una scatola pensando, così di scacciarla o di eluderla. Dove vivo i morti camminano per la strada, non trovano pace e riposo perché non sono mai stati vivi. Hanno consumato la loro esistenza rincorrendo miti e vivendo di espedienti...si picchiano al supermercato della follia e abbandonano i fratelli animali per una futile vacanza, I morti che vedo non conoscono il senso di fratellanza che dovrebbe accomunarli. Usano il sesso come arma e strumento di ricatto e ne fanno abuso perché abituati a consumare tutto senza conservare nulla...Il ricordo fa male e distrae dalla corsa....I morti che vedo si chiamano italiani e viene spontaneo scriverlo così...Gli zombies stanno davanti ad un televisore a fare il tifo, perché sono cadaveri vivaci.C.T.Fotografia di C.T. (maggio)