La pazza oggi è tornata a casa in anticipo accompagnata dai carabinieri. I suoi gracidii hanno inquinato la perfezione del Concerto di Colonia costringendomi a spegnere lo stereo e a rimandare chissà a quando l’ascolto di Keith Jarrett perché quando c’è lei bisogna ascoltare solo il bolero di Ravel (“E’ musica che ti carica positivamente”).“Che succede?” chiedo a nessuno in particolare.“Succede che la signora ha tentato di bloccare il lavoro…”“Perché PIOVE!!!” urla lei. “Non si può costringere un essere umano a lavorare sotto la pioggia”.Inutile tentare col ragionamento perché se lei decide che le arance vanno raccolte al chiuso e in ambiente riscaldato bisogna lasciarla perdere.“Il padrone”, geme dopo che i carabinieri sono andati via. “Mi ha licenziata”Mi spunta un sorriso sulle labbra. “Vuol dire che torni a Roma solo con mezza esperienza arricchente”. Calco un po’ sul torni a Roma giusto per indicarle la retta via.“Nemmeno per sogno. Cambio ditta. Del resto avevo già deciso di cambiare, ho…conosciuto…un…musicista…in…erboristeria che mi ha consigliato di sperimentare la raccolta delle olive. Lui la fa ogni anno”.I puntini di sospensione accompagnati da quel modo particolare che ha lei di ruotare gli occhi in su tipo Woopy Goldberg in Ghost, mi fanno intendere che il musicista dev’essere della razza sua. Mentre comincio a sentire con la mente la colonna sonora di Nashville, m’o mmaggino, la sintesi sublime del più puro stile anni settanta: capelli bianchi, lisci, pochi e lunghi legati dietro, occhi chiari, barba incolta, jeans scoloriti, Tshirt blu con sopra camicia a quadri, camperos del paleolitico inferiore e motom. Giuro che se me lo porta a casa li riduco a icona tutti e due.
cap. ventinove - Novecento -
La pazza oggi è tornata a casa in anticipo accompagnata dai carabinieri. I suoi gracidii hanno inquinato la perfezione del Concerto di Colonia costringendomi a spegnere lo stereo e a rimandare chissà a quando l’ascolto di Keith Jarrett perché quando c’è lei bisogna ascoltare solo il bolero di Ravel (“E’ musica che ti carica positivamente”).“Che succede?” chiedo a nessuno in particolare.“Succede che la signora ha tentato di bloccare il lavoro…”“Perché PIOVE!!!” urla lei. “Non si può costringere un essere umano a lavorare sotto la pioggia”.Inutile tentare col ragionamento perché se lei decide che le arance vanno raccolte al chiuso e in ambiente riscaldato bisogna lasciarla perdere.“Il padrone”, geme dopo che i carabinieri sono andati via. “Mi ha licenziata”Mi spunta un sorriso sulle labbra. “Vuol dire che torni a Roma solo con mezza esperienza arricchente”. Calco un po’ sul torni a Roma giusto per indicarle la retta via.“Nemmeno per sogno. Cambio ditta. Del resto avevo già deciso di cambiare, ho…conosciuto…un…musicista…in…erboristeria che mi ha consigliato di sperimentare la raccolta delle olive. Lui la fa ogni anno”.I puntini di sospensione accompagnati da quel modo particolare che ha lei di ruotare gli occhi in su tipo Woopy Goldberg in Ghost, mi fanno intendere che il musicista dev’essere della razza sua. Mentre comincio a sentire con la mente la colonna sonora di Nashville, m’o mmaggino, la sintesi sublime del più puro stile anni settanta: capelli bianchi, lisci, pochi e lunghi legati dietro, occhi chiari, barba incolta, jeans scoloriti, Tshirt blu con sopra camicia a quadri, camperos del paleolitico inferiore e motom. Giuro che se me lo porta a casa li riduco a icona tutti e due.