Vanno via tardissimo tutti, anche Gloria che in un primo tempo aveva promesso di restare per darmi una mano e invece tutto a un tratto dà a intendere di dover riempire sacchettini di erbe con Marcello. E così l’unica persona che alle due di notte riempie qualcosa sono io: i sacchetti della raccolta differenziata. In uno metto i cartoni delle pizze e i tovaglioli, in un altro le bottiglie di birra vuote e in un altro ancora bicchieri e posate di plastica. Metto nel lavello le posate di legno e le ciotole intagliate a mano con cui hanno mangiato i due ecoforzati e ripenso a una striscia del mago Wiz. Primo araldo: “Sire, il popolo ha sete!”Secondo araldo: “Sire i coccodrilli del fossato hanno fame!”Sire: “Intravedo una soluzione”.“Intravedo una soluzione!” strillo appena Francesca risponde al telefono.“Sto guidando, non posso parlare, se mi fermano mi tolgono i punti. Ti chiamo appena arrivo a casa” dice tutto d’un fiato. E riattacca.Per riempire il tempo faccio la buona azione quotidiana e lavo le stoviglie di Hansel e Gretel. Può darsi che la fatina dei piatti domani mattina mi premierà con una telefonata di LUI, penso proprio mentre squilla il telefono.“A che stavi pensando?”“A LUI”“Oddddiiiiiooooo!!! Per questo mi hai chiamato?”. Quando si incazza a Francesca esce l’accento napoletano. Non se lo spiega neppure lei perché.“Oh, no, certo che no”, rispondo riannodando il filo dei miei pensieri. “Mi è venuto in mente che potremmo far incontrare Cannella e Raoul. Che te ne pare?”Silenzio dall’altra parte del filo. Vedo la nuvoletta della riflessione. Sto sulle spine.“Potrebbe essere un’idea”, concede alla fine e io traggo un profondo sospiro di sollievo: amo avere idee geniali.
cap. 56 - Il cielo è sempre più blu -
Vanno via tardissimo tutti, anche Gloria che in un primo tempo aveva promesso di restare per darmi una mano e invece tutto a un tratto dà a intendere di dover riempire sacchettini di erbe con Marcello. E così l’unica persona che alle due di notte riempie qualcosa sono io: i sacchetti della raccolta differenziata. In uno metto i cartoni delle pizze e i tovaglioli, in un altro le bottiglie di birra vuote e in un altro ancora bicchieri e posate di plastica. Metto nel lavello le posate di legno e le ciotole intagliate a mano con cui hanno mangiato i due ecoforzati e ripenso a una striscia del mago Wiz. Primo araldo: “Sire, il popolo ha sete!”Secondo araldo: “Sire i coccodrilli del fossato hanno fame!”Sire: “Intravedo una soluzione”.“Intravedo una soluzione!” strillo appena Francesca risponde al telefono.“Sto guidando, non posso parlare, se mi fermano mi tolgono i punti. Ti chiamo appena arrivo a casa” dice tutto d’un fiato. E riattacca.Per riempire il tempo faccio la buona azione quotidiana e lavo le stoviglie di Hansel e Gretel. Può darsi che la fatina dei piatti domani mattina mi premierà con una telefonata di LUI, penso proprio mentre squilla il telefono.“A che stavi pensando?”“A LUI”“Oddddiiiiiooooo!!! Per questo mi hai chiamato?”. Quando si incazza a Francesca esce l’accento napoletano. Non se lo spiega neppure lei perché.“Oh, no, certo che no”, rispondo riannodando il filo dei miei pensieri. “Mi è venuto in mente che potremmo far incontrare Cannella e Raoul. Che te ne pare?”Silenzio dall’altra parte del filo. Vedo la nuvoletta della riflessione. Sto sulle spine.“Potrebbe essere un’idea”, concede alla fine e io traggo un profondo sospiro di sollievo: amo avere idee geniali.