femminile plurale

cap. 59 - Pretty woman -


Risolta la querelle tra Stefania e Roberto, ci dedichiamo a Cannella. Decidiamo di combinare l’incontro tra lei e Raoul al Beguinthebeguine venerdì sera – due giorni prima del matrimonio di Gloria. La scusa è di quelle banali ma tiene: megaraduno per festeggiare l’approssimarsi delle feste natalizie. Io e le Coccinelle siamo nervose come se l’incontro fosse nostro perchè ci teniamo a vedere Cannella sistemata e soprattutto con uno sguardo meno Occhi bianchi sul pianeta Terra. Passiamo un pomeriggio febbrile a farle provare tutti i nostri vestiti nel tentativo di trovarne uno che le cada bene sulle poche ossa che le sono rimaste sotto la pelle. Alla fine scegliamo di calarla dentro una bizzarra gonna verde oliva di tessuto plastificato e di coprirle quelle che un tempo erano tette e ora sono due melinde raggrinzite, con un top marrone scuro. Sandali marrone di camoscio e pochette di Gucci perfezionano l’insieme. Per ristrutturarla ci vogliono due ore, vagonate di crema Multi régénérant Clarins, secchiate di Diorskin fluide mescolato ad alcune badilate di Dior luminizer, cazzuolate di Terra bella, palettate di Chanel Ombre Unique e una sola pennellata di Rouge Passion Clarins sulle labbra. Il risultato è che continua ad avere l’aspetto di una strafatta di fritto misto di droghe scelte ma almeno è scura come se fosse appena arrivata dai Caraibi.  Non è male. Noi non abbiamo tempo per un restauro accurato e ci buttiamo addosso quello che capita tanto non dobbiamo fare colpo su nessuno. Ahimè. Arrivano Gloria e Marcello e anche Roberto e Stefania che porta una bottiglia di champagne legata con un lungo nastro rosso e un tubo di minibacetti per me per farmi intendere che ha chiuso le ostilità. Ci esaminiamo reciprocamente e cautamente ottimisti, saliamo sulle macchine.“Supponi che ti piaccia,” dico a Sua Mestizia, “vedi di ricordarti che è romano e perciò con lui non ti devi comportare secondo i canoni di quaggiù”Svariate paia di sguardi a punto interrogativo mi trafiggono.“Oh, bè, siete, come dire?, un filino incalzanti”“Voi, invece?” chiede Francesca con voce lamelliforme.“Tendiamo a lasciare le briglie sciolte”“Tipo?”“Non stiamo lì ogni minuto a telefonare per quantizzare il loro amore e non li subissiamo di…hai mangiato? e cosa hai mangiato? e ora che fai? e cosa guardi alla tivù? che finisce che per rispondere quello si perde il gol della squadra del cuore e per dispetto ti tradisce” “Se non gli stai addosso ti tradisce lo stesso”“Ma almeno risparmi sul telefono” “Tanto non mi piacerà”, profetizza Cannella assente.     Quando arriviamo, Raoul ci sta aspettando al bar. Si alza in tutto il suo metro e novanta, sorride con tutti i suoi centotrentasei denti fiammeggianti, non fa niente per mettere in mostra la grande muraglia di spalle né la trasparenza smeraldina degli occhi cadmio chiaro perché non ce n’è bisogno. E’ talmente bello nel completo grigio scuro dal taglio perfetto e ha delle scarpe coi lacci così classiche ma così classiche che per un attimo, uno solo, tradisco Fassino e il mio SIGNOR STUPENDO col pensiero.Cannella ha una reazione che ricorda molto da vicino i pupazzi a molla: deng! ed eccola dritta come un fuso. Riacquista in un batter di ciglia i dieci centimetri che aveva perso nel periodo dell’ingobbimento da abbandono, dentro la scatola cranica le si accende un abat-jour che le illumina il volto tipo zucca di Halloween e contemporaneamente gli occhi le si riempiono di una cascata di stelle.Il bonazzo con certificazione D.O.C. la guarda rapito. Inviamo una prece all’indirizzo di Coco Chanel, Christian Dior e il signor Clarins (ammesso che ne sia mai esistito uno) che ci hanno permesso di renderla presentabile e poi atterriamo con una mazzata Stefania che vuole varare i colombi con la bottiglia di Veuve Cliquot. “E’ per questo che l’ho legata con un nastro”, bisbiglia la demente giustificandosi.La serata potrebbe considerarsi conclusa con una vittoria schiacciante se non fosse che sedato il primo subbuglio ci rendiamo conto che Raoul ha portato un amico. Alto poco meno di lui. Biondo. Con gli occhi di un colore che per descriverlo bisogna ricorrere alla scala cromatica nella seconda di copertina dello Zingarelli: blu-azzurro-manganese. Col naso e la bocca del Davide di Michelangelo. “Se è un sogno non mi svegliate, se è una fiction datemi la parte del suo accappatoio” boccheggia in un sussurro Elisabetta prima di indirizzarci uno sguardo significativo che noi intercettiamo e decodifichiamo all’istante: ‘Corriamo a barricarci nella toilette!’. “Tirate fuori i trucchi!”, ci ingiunge mentre io sto già sbottonando il terzo bottone della camicetta da educanda che ho indossato per pigrizia. Per un attimo, rivolgo un pensiero imbarazzato a Fassino, ma ahò, il biondo è troooppo bbbono! Anche Penelope sono certa che almeno una volta un pensierino su Antinoo l’ha fatto. Magari breve.In un attimo trasformiamo il lavabo in un pozzo di san Patrizio di cosmetici con i quali rimediamo al maquillage frettoloso e approssimativo che ci siamo spalmate addosso prima di uscire. Controllato nello specchio, il risultato è abbastanza soddisfacente ma ci rimane dentro comunque il desiderio incontenibile di suicidarci perché come abbigliamento non siamo per niente in tiro. E dire che in tutte le riviste di glamour c’è scritto che bisogna mettersi bene anche per andare a comprare sei uova. Ci avveleniamo con un cocktail di Cif ammoniacal e Bref Marsiglia pavimenti e poi rientriamo in sala epifonemizzando, in un rigurgito di saggezza ipocrita, “La carne è debole”.Raoul e Cannella si stanno documentando reciprocamente.“Sei fidanzata?”“No,” sorride lei con una compostezza a metà tra una sovrana e una monaca missionaria.  Tanto non mi piacerà, le sibilo all’orecchio prendendo posto.“Ma lo sei stata?” insiste lui con un sorriso.“Una volta, tanto tempo fa. Ragazzate”, risponde lei ciucciando una supposta e a me verrebbe spontaneo un mortaccitua che trattengo solo per non peggiorare la mia immagine, già di per sé cataclismica, agli occhi di Biondo che è attanagliato fra me e Elisabetta.“Di che ti occupi?” gli sta chiedendo Betta, spiritata come non mai. E Andrea di che si occupa? vorrei domandarle mentre sorseggio un bicchierino di fiele perchè Betta ha imprigionato la preda tra i vapori di Gardénia Passion al punto che lui non può accorgersi di me. Per la prima volta da che la conosco, sono acutamente incazzata con la mia amica che avrebbe quanto meno dovuto offrirmi una caratura come si fa tra amiche perbene in qualunque parte del mondo quando si conosce uno nuovo che oltretutto è CHIARAMENTE scapolo e quindi non dovrebbe piacerle!Vorrei sgozzarla ma lascio perdere e mi ritraggo dalla tenzone decidendo che il bel tomo è troppo bello per essere anche intelligente. Meglio Fassino. Ariconsolamose co’ l’ajetto come si dice a Roma. Che poi, davvero, se vado ad analizzare attentamente, Biondo non è il mio tipo, non ha caratteristiche da principe azzurro come intendo io tant’é che quando l’ho visto non ho sentito palpiti nel cervello, le meningi sono rimaste belle lisce al loro posto, non si sono increspate nemmeno per un attimo. Insomma, lui con la sua bellezza stimola il mio lato Diana cacciatrice. Tutto qui.  Ok, da oggi il mio sito sarà www.zerbino.it.Biondo risponde alla domanda con un cenno all’indirizzo di Raoul. “Carabiniere anche tu?!?” sbottiamo in coro.“Maresciallo, sì”, ammette lui.“E poi dicono che nella fiction erano tutti troppo belli!” osserva Francesca che per essere una donna sposata mostra ‘na punta di apprezzamento per l’Arma forse eccessiva.