femminile plurale

cap. 60 - La muta di Portici -


Vado a letto cintura nera di malumore. Mi sveglio così nera che gli All Blacks stamattina mi hanno telefonato per copiarmi la nuance. Preparo il caffè e quantifico le ragioni del mio disappunto.Fra dieci giorni è Natale, le strade sono tutte addobbate, le case hanno già l’albero, il presepe e pure le luci sui balconi, domani si sposa una mia vecchia (e sottolineo vecchia) amica, e io?!?: 1)     sono innamorata di uno che non mi caga di striscio; 2)     ieri sera ho dovuto assistere al clamoroso successo di due mie amiche che non sono carine nemmeno la metà di me; 3)     Fassino non ha ancora divorziato; 4)     e non ho nemmeno deciso di che colore farò l’albero.  Se mi guardo allo specchio mi vedo con la stampigliatura Ideal Standard e se rinuncio a guardarmi e mi penso, mi vedo brutta (questo grazie anche ad una tripletta di foto scattate ieri sera con la digitale con quel che ne consegue di occhi da lupo, guance e fronte che sembrano tirate a cera Liù e palpebre imbolsite modello so’ a rota de Chianti). Non ho voglia di fare niente. Ho un tale blocco della creatività che non riesco ad organizzare nemmeno il mio risveglio dagli incubi notturni che nascono per lo più dalla consapevolezza che non sto combinando un cavolo da mesi: il mio cotè calvinista non può tollerare tanta inattività. Ristagno tra ospedale e casa. In ospedale lavoro in automatico senza eroismo. George Clooney nel suo pronto soccorso in un batter di ciglia gli fa di tutto alle persone: emodialisi, trapianto di cuore e di alito, lifting, lenti a contatto colorate, ceretta total body, e io? antispastici, antinfiammatori e nei momenti di massimo impegno: un purgante. Sì, vabbè, l’altro giorno ho trombolisato un infarto, ma i parenti mi volevano comunque linciare, altro che rosa di Piero Maroncelli…lasciamo perdere, va, che è meeeglio. E a casa? Da quando è andata via Gloria la stanza di mummola non ha fatto altro che produrre panni da stirare e ora è così piena che se guardo bene ci trovo pure le camicie rosse dei garibaldini. Al mio attivo in questo periodo ho solo una eccezionale abilità nel Free Cell, nel mio piccolo sono una campionessa. Capirai ci sono giorni così insulsi che mi esercito anche per sette ore di seguito e la notte poi sogno assi di cuori e otto di fiori. Bah, è inutile nascondersi dietro un dito: mi girano le balle perché da un giorno all’altro sono stata catapultata nel cinguettante giardino di Peynet ma a me è capitata la panchina dell’Inter (ribadisco che il tutto è stato scritto nel 2004) n.d.a.) mentre Betta e Cannella siedono insieme ai loro omini con la bombetta in mezzo a un trionfo di passerotti e margheritine.Devo ritrovare la calma. Devo fare assolutamente qualcosa di concreto per ritrovare la pace con me stessa. Potrei cominciare con l’albero e i regali di Natale.Il solo pensiero si abbatte su di me come il maglio spaziale di Goldrake sui nemici. Torno al Free Cell.