Giornata primaverile, come accade spessissimo quaggiù d’inverno. Giardino lussureggiante. Cerimonia religiosa nella piccola cappella del palazzo di famiglia di Marcello. Gloria, semplice ma lussuosa in un saio color avorio impreziosito da un chilometrico velo di pizzo appartenuto alla bisnonna e Marcello elegantissimo in mezzo tight hanno pronunciato un ‘sì’ trepido e commosso mentre noi tutte tiravamo su col naso.Poi, gran festa nel giardino lussureggiante in un’atmosfera arcadica. E tra gli ospiti…LUI, il SIGNOR STUPENDO.Vederlo e collassare è stato tutt’uno. Di colpo i colori sono diventati più forti e i profumi delle invitate molto più pungenti e io ho assunto il tipico atteggiamento da tarantolata che assume ogni donna quando nelle vicinanze c’è quello che le piace. Ho cominciato a parlare a voce alta, a ridere forte anche quando non c’era niente da ridere, a muovermi scompostamente e a saltellare come una gallina con un fecaloma finchè lui attirato dai miei starnazzamenti si è finalmente avvicinato.“Dottoressa, che piacere!”“Sgtrzzstbrozz”“Come mai qua?”“Sgrzzmonio sbrzzmia ggrrzzamica”. “Io sono un vecchio amico dello sposo”Silenzio cimiteriale.“Lei è la donna più elegante che io abbia mai conosciuto”Silenzio cimiteriale.“Mi piacerebbe invitarla a cena ma ho appena traslocato e non ho ancora le sedie…ho il tavolo e non ho le sedie”Un getto di ossigeno mi irrora le sinapsi rimettendo infunzione i pochi neuroni che posseggo. “Cassette di frutta”“?!?”“Sì, cassette di frutta capovolte davanti al caminetto…lei ha un caminetto, no?” chiedo come se il possedere un caminetto fosse conditio sine qua non per una vita sana.“Ssì”, balbetta lui e si smaterializza senza prendere accordi.
cap. 62 - Scene da un matrimonio -
Giornata primaverile, come accade spessissimo quaggiù d’inverno. Giardino lussureggiante. Cerimonia religiosa nella piccola cappella del palazzo di famiglia di Marcello. Gloria, semplice ma lussuosa in un saio color avorio impreziosito da un chilometrico velo di pizzo appartenuto alla bisnonna e Marcello elegantissimo in mezzo tight hanno pronunciato un ‘sì’ trepido e commosso mentre noi tutte tiravamo su col naso.Poi, gran festa nel giardino lussureggiante in un’atmosfera arcadica. E tra gli ospiti…LUI, il SIGNOR STUPENDO.Vederlo e collassare è stato tutt’uno. Di colpo i colori sono diventati più forti e i profumi delle invitate molto più pungenti e io ho assunto il tipico atteggiamento da tarantolata che assume ogni donna quando nelle vicinanze c’è quello che le piace. Ho cominciato a parlare a voce alta, a ridere forte anche quando non c’era niente da ridere, a muovermi scompostamente e a saltellare come una gallina con un fecaloma finchè lui attirato dai miei starnazzamenti si è finalmente avvicinato.“Dottoressa, che piacere!”“Sgtrzzstbrozz”“Come mai qua?”“Sgrzzmonio sbrzzmia ggrrzzamica”. “Io sono un vecchio amico dello sposo”Silenzio cimiteriale.“Lei è la donna più elegante che io abbia mai conosciuto”Silenzio cimiteriale.“Mi piacerebbe invitarla a cena ma ho appena traslocato e non ho ancora le sedie…ho il tavolo e non ho le sedie”Un getto di ossigeno mi irrora le sinapsi rimettendo infunzione i pochi neuroni che posseggo. “Cassette di frutta”“?!?”“Sì, cassette di frutta capovolte davanti al caminetto…lei ha un caminetto, no?” chiedo come se il possedere un caminetto fosse conditio sine qua non per una vita sana.“Ssì”, balbetta lui e si smaterializza senza prendere accordi.