Finalmente ho tirato fuori dal garage l’albero di Natale. Sono così tanti anni che lo preparo che ormai gli si vede lo scheletro di metallo. E’ spelacchiato, smilzo, una vera malinconia ma non ho il coraggio di sostituirlo con uno nuovo. Questo è l’albero che Jacopo ha visto dal suo primo Natale e quando lo guardo vedo ancora le sue manine cicciotte che appendevano le stesse palline (addirittura ne ho alcune di quando ero bambina io) e gli stessi capelli d’angelo che appendo ancora oggi. Non ho mai buttato niente, ho conservato sempre ogni cosa dentro la sua scatolina. Ogni anno questo rito malinconico e perverso. L’albero, il presepe, le decorazioni in casa. A Carpineto decoravo lo scalone tra il secondo e il terzo piano con l’edera e il bosso del giardino e con le nostre pigne dipinte d’argento, invece il piano terra e lo scalone che dalla cucina portava in salone erano tutto un trionfo di rosso e oro. Avevamo un albero di Natale per la sala da pranzo del primo piano e uno per l’atrio. Mettevo un addobbo piccolo in ogni stanza per far sentire al nostro fantasma l’atmosfera natalizia ovunque si trovasse. Sono certa che il maggiore (il fantasma) gradisse queste attenzioni infatti è sempre stato molto affettuoso, protettivo e generoso con noi.In questa casa priva di ricordi il Natale non è magico. Qui non fa freddo, non c’è la neve…vabbè, ho capito ancora una volta farò l’albero multicolore e non uno di quegli alberi a tema – pasta al sale, fiocchi di velluto, arzigogoli in ferro battuto - che vanno tanto di moda.
cap. 65 - Magia di Natale -
Finalmente ho tirato fuori dal garage l’albero di Natale. Sono così tanti anni che lo preparo che ormai gli si vede lo scheletro di metallo. E’ spelacchiato, smilzo, una vera malinconia ma non ho il coraggio di sostituirlo con uno nuovo. Questo è l’albero che Jacopo ha visto dal suo primo Natale e quando lo guardo vedo ancora le sue manine cicciotte che appendevano le stesse palline (addirittura ne ho alcune di quando ero bambina io) e gli stessi capelli d’angelo che appendo ancora oggi. Non ho mai buttato niente, ho conservato sempre ogni cosa dentro la sua scatolina. Ogni anno questo rito malinconico e perverso. L’albero, il presepe, le decorazioni in casa. A Carpineto decoravo lo scalone tra il secondo e il terzo piano con l’edera e il bosso del giardino e con le nostre pigne dipinte d’argento, invece il piano terra e lo scalone che dalla cucina portava in salone erano tutto un trionfo di rosso e oro. Avevamo un albero di Natale per la sala da pranzo del primo piano e uno per l’atrio. Mettevo un addobbo piccolo in ogni stanza per far sentire al nostro fantasma l’atmosfera natalizia ovunque si trovasse. Sono certa che il maggiore (il fantasma) gradisse queste attenzioni infatti è sempre stato molto affettuoso, protettivo e generoso con noi.In questa casa priva di ricordi il Natale non è magico. Qui non fa freddo, non c’è la neve…vabbè, ho capito ancora una volta farò l’albero multicolore e non uno di quegli alberi a tema – pasta al sale, fiocchi di velluto, arzigogoli in ferro battuto - che vanno tanto di moda.