femminile plurale

cap. 71 - Papà diventa nonno -


Al mio rientro è nato il bambino di Aurora. Mi sono emozionata fino alle lacrime. Era una settimana che dormivo con un paio di jeans e una maglietta a portata di mano sul letto per essere pronta a correre in ospedale per assisterla ed era dalla prima volta che ho visto Il padre della sposa che aspettavo una situazione del genere e invece Aurora non ha fatto in tempo a chiamare nessuno perché è andata per un monitoraggio e la sua ginecologa l’ha spedita più veloce della luce in sala operatoria per un cesareo. Lei ha fatto in tempo a fare i classici due respiri ed è piombata nel buio dell’incoscienza. E dire che avevamo programmato tutto nei dettagli: lei che aveva le doglie e mi telefonava e subito dopo telefonava a LUI che per motivi oscuri a tutte e due è stato fin dall’inizio estremamente sollecito nei confronti di questa gravidanza e partecipe al punto da farsi promettere da Aurora sei tazzine da collezione in caso di fiocco azzurro e dodici in caso di fiocco rosa (non ha previsto il parto gemellare sennò chissà cosa avrebbe chiesto, forse un servizio di Limoges per ventiquattro) perché LUI riesce sempre con eleganza a ribaltare lo stato delle cose, a metterla in modo da far sì che sia l’universo a dovergli rendere omaggio se ogni mattina sorge il sole. Insomma dopo tutti i progetti, dopo che in preda ad ebbrezza da esubero di cornettini algida avevamo addirittura pensato di proporgli di dormire a casa mia l’ultima settimana in modo da essere più vicini all’ospedale (e più simili al film con Spencer Tracy ), in sala operatoria non c’eravamo né io né LUI. Ma io, almeno, sono arrivata che ancora il piccoletto odorava di placenta mentre di LUI nemmeno l’ombra. Quando Aurora si è svegliata dall’anestesia ha farfugliato qualcosa a proposito delle tazzine e io mi sono incazzata perché insomma a parte LUI che la menava tanto, tutto l’ospedale è andato a renderle omaggio: medici, infermieri, ausiliari, impiegati, pure il centralinista, nel giro di mezz’ora eravamo tutti a fare la ola in ostetricia tipo curva sud il giorno del derby. L’ho minacciata di toglierle il saluto se gliele regala.