Ricevo da Maria Carla Biavati, dell'Associazione Berretti Bianchi (www.berrettibianchi.org) un aggiornamento sulle attivita' dei volontari nonviolenti in Palestina che continuano la missione di Vittorio Arrigoni. Ne pubblico un estratto.."Partira’ per Gaza l’11 di maggio il Convoglio Restiamo Umani. Dovremmo passare via Egitto (rafah)e una volta entrati incontrare il gruppo di volontari internazionali che sulla barca chiamata da Vittorio Arrigoni “Oliva”dal 20 di Aprile fa’ monitoraggio sulle violazioni dei diritti di pesca delle barche di pescatori della Striscia cercando di proteggerli dagli spari e cercando anche di permettere loro di continuare a sopravvivere dignitosamente con il loro lavoro. Se sapete leggere l’inglese, visitate il loro sito:www.cpsgaza.orgSulla conferenza di Bili’in c’e’ da segnalare le gravi situazioni in cui versa oggi la lotta popolare nonviolenta dei villaggi. La conferenza era stata organizzata, con molti contenuti, soprattutto per rilanciare un appello alla riconciliazione tra fazioni e partiti Palestinesi in vista delle prossime elezioni.Ma con l’uccisione di Juliano Mer Kamis a Jenin e di Vittorio Arrigoni a Gaza la scelta di inserire momenti di commemorazione (peraltro molto sentiti da tutti gli organizzatori ed i partecipanti) ha un po’ disordinato l’agenda del convegno ed il tutto e’ risultato un po’ confuso tra interventi politici, momenti di approfondimento e strategie future, vissute insieme a momenti di cordoglio e commozione.L’unica cosa chiara che e’ emersa e’ stata la disperata speranza dei comitati di giovani (15 Marzo) e del coordinamento dei villaggi di interrogare i propri politici circa un reale futuro per la Palestina e l’appello a lavorare seriamente per superare le divisioni ed arrivare con delle proposte concrete ed almeno con una strategia unitaria al prossimo voto per eleggere i nuovi rappresentanti politici.Ma la piu’ grossa difficolta’ che le lotte popolari stanno attraversando e’ quello di svilupparsi realmente in tutta la Palestina con il metodo delle proteste nonviolente come strumento unico e condiviso nella lotta contro l’occupazione. I giovani dei comitati di aiuto, che da tutto il mondo vanno a condividere le condizioni estreme dei villaggi Beduini ed insieme a Palestinesi volontari hanno in costruzione una scuola fatta dalle loro mani con mattoni di paglia e fango (intitolata a Vittorio) sono attivi con la loro estrema sobrieta’ ed il grande impegno nell’educare i bambini e nel difendere le popolazioni dallo strapotere dei Settlers in tutti i terrritori occupati e il loro durissimo lavoro e’ assolutamente da sostenere ed illustrare qui in Italia."Per ulteriori approfondimenti, segnalo il sito dei Corpi Civili di Pace http://www.reteccp.org/ccpboard.html
AGGIORNAMENTO SULLA PALESTINA
Ricevo da Maria Carla Biavati, dell'Associazione Berretti Bianchi (www.berrettibianchi.org) un aggiornamento sulle attivita' dei volontari nonviolenti in Palestina che continuano la missione di Vittorio Arrigoni. Ne pubblico un estratto.."Partira’ per Gaza l’11 di maggio il Convoglio Restiamo Umani. Dovremmo passare via Egitto (rafah)e una volta entrati incontrare il gruppo di volontari internazionali che sulla barca chiamata da Vittorio Arrigoni “Oliva”dal 20 di Aprile fa’ monitoraggio sulle violazioni dei diritti di pesca delle barche di pescatori della Striscia cercando di proteggerli dagli spari e cercando anche di permettere loro di continuare a sopravvivere dignitosamente con il loro lavoro. Se sapete leggere l’inglese, visitate il loro sito:www.cpsgaza.orgSulla conferenza di Bili’in c’e’ da segnalare le gravi situazioni in cui versa oggi la lotta popolare nonviolenta dei villaggi. La conferenza era stata organizzata, con molti contenuti, soprattutto per rilanciare un appello alla riconciliazione tra fazioni e partiti Palestinesi in vista delle prossime elezioni.Ma con l’uccisione di Juliano Mer Kamis a Jenin e di Vittorio Arrigoni a Gaza la scelta di inserire momenti di commemorazione (peraltro molto sentiti da tutti gli organizzatori ed i partecipanti) ha un po’ disordinato l’agenda del convegno ed il tutto e’ risultato un po’ confuso tra interventi politici, momenti di approfondimento e strategie future, vissute insieme a momenti di cordoglio e commozione.L’unica cosa chiara che e’ emersa e’ stata la disperata speranza dei comitati di giovani (15 Marzo) e del coordinamento dei villaggi di interrogare i propri politici circa un reale futuro per la Palestina e l’appello a lavorare seriamente per superare le divisioni ed arrivare con delle proposte concrete ed almeno con una strategia unitaria al prossimo voto per eleggere i nuovi rappresentanti politici.Ma la piu’ grossa difficolta’ che le lotte popolari stanno attraversando e’ quello di svilupparsi realmente in tutta la Palestina con il metodo delle proteste nonviolente come strumento unico e condiviso nella lotta contro l’occupazione. I giovani dei comitati di aiuto, che da tutto il mondo vanno a condividere le condizioni estreme dei villaggi Beduini ed insieme a Palestinesi volontari hanno in costruzione una scuola fatta dalle loro mani con mattoni di paglia e fango (intitolata a Vittorio) sono attivi con la loro estrema sobrieta’ ed il grande impegno nell’educare i bambini e nel difendere le popolazioni dallo strapotere dei Settlers in tutti i terrritori occupati e il loro durissimo lavoro e’ assolutamente da sostenere ed illustrare qui in Italia."Per ulteriori approfondimenti, segnalo il sito dei Corpi Civili di Pace http://www.reteccp.org/ccpboard.html