Stavo li,nella tarda mattinata di un autunno prossimo al suo declino,appoggiato ad una ringhiera,affacciato ad uno strapiombo che declina poi verso un mare decisamente incavolato,però l'odore del mediterraneo portato dai suoi dolci venti faceva del mio animo miele da spalmare.Stavo li e non avevo freddo,una semplice camicia appena abbottonata copriva il mio petto che io,fiero,esponevo al sud,come sfidassi chissà quali dei ed intanto mi beavo di una indolente pigrizia,meravigliandomi della furia incendiaria della passata notte,coprivo gli occhi con delle lenti polaroid,nonostante il pochissimo sole avevo fastidio ad alzare lo sguardo,di tanto in tanto mi voltavo,l'unica cosa che notavo era la finestra con la tenda che sventolava,ed un braccio esile,femmineo penzoloni dal bordo del letto,poi ripresi a gustare i venti africani mentre l'odore del caffè che avevo messo su riempiva dirompente le mie narici.Caffè amaro come lo bevo da sempre,un gusto forte ed intenso,come un orgasmo inaspettato,per poi finalmente decidere di uscire,passeggiare,camminare,mentre tutto intorno ancora il mondo dorme,adesso il vento spazza le foglie lungo il viale ed il mesto addormentarsi della natura,che farà da preludio ad un inverno che già e li,non invitato ma trepidante,sembra volermi portare via.Non più luci festanti ma stentoree manifestazioni d'addio,le corte giornate di fine novembre,meravigliosa solitudine che partorisce fantastici pensieri uggiosamente poetici,amo questo vivere,amo i vividi colori autunnali che tendono allo spegnersi prossimo come un arcobaleno che tramonta ed alla fine nessun pentolone ricolmo d'oro ma un semplice venditore di caldarroste....la risacca cancellava il ricordo dell'estate ma il sole brillava ancora dentro,come pira atomica nel gelo siderale dello spazio....
novembre......
Stavo li,nella tarda mattinata di un autunno prossimo al suo declino,appoggiato ad una ringhiera,affacciato ad uno strapiombo che declina poi verso un mare decisamente incavolato,però l'odore del mediterraneo portato dai suoi dolci venti faceva del mio animo miele da spalmare.Stavo li e non avevo freddo,una semplice camicia appena abbottonata copriva il mio petto che io,fiero,esponevo al sud,come sfidassi chissà quali dei ed intanto mi beavo di una indolente pigrizia,meravigliandomi della furia incendiaria della passata notte,coprivo gli occhi con delle lenti polaroid,nonostante il pochissimo sole avevo fastidio ad alzare lo sguardo,di tanto in tanto mi voltavo,l'unica cosa che notavo era la finestra con la tenda che sventolava,ed un braccio esile,femmineo penzoloni dal bordo del letto,poi ripresi a gustare i venti africani mentre l'odore del caffè che avevo messo su riempiva dirompente le mie narici.Caffè amaro come lo bevo da sempre,un gusto forte ed intenso,come un orgasmo inaspettato,per poi finalmente decidere di uscire,passeggiare,camminare,mentre tutto intorno ancora il mondo dorme,adesso il vento spazza le foglie lungo il viale ed il mesto addormentarsi della natura,che farà da preludio ad un inverno che già e li,non invitato ma trepidante,sembra volermi portare via.Non più luci festanti ma stentoree manifestazioni d'addio,le corte giornate di fine novembre,meravigliosa solitudine che partorisce fantastici pensieri uggiosamente poetici,amo questo vivere,amo i vividi colori autunnali che tendono allo spegnersi prossimo come un arcobaleno che tramonta ed alla fine nessun pentolone ricolmo d'oro ma un semplice venditore di caldarroste....la risacca cancellava il ricordo dell'estate ma il sole brillava ancora dentro,come pira atomica nel gelo siderale dello spazio....