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Post n°120 pubblicato il 21 Settembre 2009 da cucinavistamare
 

 

IL RISO: LEGGENDE E CURIOSITA'

La Storia del  risotto alla Milanese
La leggenda colloca la nascita del “riso alla milanese” in una data precisa: l’ 8 settembre 1574. Per quel giorno il mastro vetraio belga Valerio di Fiandra aveva fissato le nozze di sua figlia. La festa della nascita di Maria era anche la festa della Cattedrale dedicata a Maria Nascente. Quella data,evidentemente, aveva un valore speciale per lui che lavorava alle vetrate del Duomo, in particolare quelle con gli episodi della vita di Sant’Elena. Durante il pranzo di nozze comparve un piatto di riso colorato con lo zafferano, materiale che la squadra di vetrai belgi al seguito di mastro Valerio era solita aggiungere a molti colori per creare particolari effetti cromatici.Il riso così preparato, forse per scherzo, piacque a tutti, sia per il sapore che per il colore, in un’epoca in cui si attribuiva all’oro, o in sua mancanza alle sostanze gialle, un’importanza anche farmacologica, ragione per la quale,talvolta, la polvere d’oro veniva aggiunta ai cibi e, più spesso, si utilizzavano i tuorli delle uova, tecniche di panatura, lo zafferano, che davano alle pietanze un caldo colore giallo. Subito questo nuovo modo di preparare il riso si diffuse in tutta la città…Le fonti storiche legano strettamente la coltura del riso in Italia a Milano e ci dicono che nel ‘300 il riso in Italia veniva coltivato estensivamente solo nel napoletano, ivi introdotto dai paesi dei saraceni dagli spagnoli o, forse, dai crociati o dai mercanti veneziani. Da qui grazie agli stretti rapporti che legavano gli Aragonesi ai Visconti ed agli Sforza, la sua coltivazione si affermò nella porzione di pianura padana appartenente allo Stato Milanese ed in particolare nel vercellese. Precedentemente, in epoca greca e romana, il riso (coltivato per uso alimentare in Cina almeno dal 2800 a.C.), era conosciuto in Occidente solo come pianta aromatica e medicinale. Ne parlano Teofrasto e Strabone, il medico Galeno lo consiglia nella dieta dei gladiatori e Plinio il Vecchio lo descrive nella sua ” storia naturale”.Tuttavia, per tutto l’alto medioevo,in Europa il riso continua a essere considerato una pianta medicinale o un ingrediente per dolci,importato dall’oriente. Molto costoso, era sostanzialmente assimilato ad una spezia.

Il lancio del riso sul corteo  Nunziale
Nasce da un vecchio rito greco per propiziare la fertilità e di augurio alla prosperità. Secondo un’antica leggenda cinese il Genio Buono,durante una grave carestia,si impietosì nel vedere i contadini soffrire e sacrificò tutti i suoi denti, disperdendoli in una palude. L’acqua trasformò i denti in semi da cui germogliarono poco dopo migliaia di piantine di riso. Dove c’è riso c’è abbondanza e lanciarlo sugli sposi è simbolo di prosperità e amore. In Indonesia, invece, il lancio del riso serviva a trattenere l’anima dello sposo che altrimenti, subito dopo il rito, sarebbe fuggita via senza mai fare ritorno.

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