POET'S HEART

L'ALBATRO di Charles Baudelaire


  
L'ALBATRO di Charles Baudelaire Spesso, per divertirsi, i marinaiPrendono degli albatri, grandi uccelli di mareche seguono, compagni indolenti di viaggio,le navi in volo sugli abissi amari.L’hanno appena posato sulla toldae già il re dell’azzurro, goffo e vergognoso,pietosamente accanto a sé strascinacome fossero remi le ali grandi e bianche.Com'è fiacco e sinistro il viaggiatore alato!E comico e brutto, lui prima così bello!Chi gli mette una pipa sotto il becco,chi zoppicando, fa il verso allo storpio che volava!Il poeta è come lui, principe dei nembiChe sta con l’uragano e ride degli arcieri;fra le grida di scherno esule in terra,con le sue ali da gigante non riesce a camminare.(C. Baudelaire, I fiori del male e altre poesie, traduzione di G. Raboni, Einaudi, Torino 1987).
Una delle poesie che più amiamo è questa lirica di Baudelaire -poeta francese del diciannovesimo secolo-  facente parte della raccolta      "I fiori del male". In essa, seguendo i dettami del simbolismo decadente, egli paragona il poeta all'albatro.  Afferma che l'uccello regna nel cielo azzurro con le sue grandi ali, ma nel momento in cui scende in terra sono proprio queste ad impedirgli       di camminare e a renderlo goffo. 
Così come capita al poeta che viene schernito  per la sua grandezza quando si cala nella realtà, tra la gente comune. La sua sensibilità e la sua profondità d'animo sono le ali che gli permettono di volare, ma la società, dominata dalla legge dell'interesse, della produttività,del senso pratico e anche spesso corrotta e falsamente moralista vede l'artista come il diverso, improduttivo e come tale da ridicolizzare e tenere a distanza.
Ciò che ci piace, però, è che il poeta è consapevole della sua diversità e rivendica con orgoglio il suo prestigio. Pensiamo che si possa estendere il discorso a tante situazioni della realtà quotidiana in cui capita di sentirsi incompresi: è questo caso il caso in cui  Baudelaire ci sprona a pensare all'albatro  e a non aver paura.  Crescere è la più grande avventura  dell'uomo e non finisce mai. Con il tempo ci si stabilizza nella statura e nella figura, ma interiormente, per tutta la vita avremo prove da superare.
Dopo ciascuna, però, saremo un po' più grandi e più forti...