Salvatoremio figlio |

Cavalcare una moto e divorare chilometri era la sua passione. Una delle tante di un medico colto,eclettico, sensibile. Non era un centauro spericolato Salvatore Nicolais, 47enne radiologo di Calitri, titolare di un apprezzato studio di radiologia. Salvatore si era laureato giovanissimo con il massimo dei voti. Era stato per anni a Roma, poi era tornato a Calitri per continuare a mandare avanti lo studio.
E' stato un grande tra i grandi, ma la sfortuna è stata più grande di lui...
Fabio Galli

"Salvatore Nicolais un uomo per bene e stimato da tutti in paese una tragedia, quella che ha posto fine alla sua esistenza, che ha sconvolto tutta la comunità calitrana"
Sono le parole pronunciate dal Sindaco di Calitri
VITO MARCHITTO

Natale 2005
Cinque giorni (dedicato a Salvatore)
All'avvicinarsi delle feste invernali, una "minaccia" incombeva su parte della popolazione calitrana ed...europea: il CD di Natale. Da qualche anno Salvatore era solito regalare agli amici una sua compilation di canzoni, più o meno note, che riflettecano il suo stato d'animo o la sua inquietudine. Tra le tanti passioni coltivate, amava le canzoni easy-listening, i film americani brillanti e le poesie di Emily Dickinson. In più era un battutista formidabile. Non aveva un criterio ben definito per creare le sue compilation: spesso spiazzava l'ascoltatore con delle scelte stravaganti, che tuttavia dimostravano una geniale originalità. Mi consultava ed io mi presentavo volentieri a rintracciare qualche brano da inserire, dal momento che i nostri incontri erano vivacizzati dalla citazione di aforismi, da scambi di battute, spesso sarcastiche, nonchè dal ricordo di tanti momenti condivisi. Quest'anno Salvatore avrebbe realizzato il settimo CD. Ho sentito pertanto l'esigenza di dare seguito a quella che è diventata la "nostra" consuetudine natalizia, scegliendo alcune cover da affiancare a brani scartati negli anni scorsi, tra i quali non poteva mancare quello che da il titolo alla raccolta. Ne avevamo parlato l'estate scorsa e quella conversazione mi è tornata in mente il 20 settembre. Questi ricordi e la raccolta sono dedicati a Salvatore, condivisi con chi lo ha conosciuto e non lo dimenticherà.
Emilio Creddo
Salvatore Nicolais, medico stimato, si era avvicinato da pochi anni al mondo delle due ruote. Grande appassionato della moto Guzzi, aveva fondato il club Aquile e Rose e proprio lo sviscerato amore per la moto Guzzi gli è stato fatale. Infatti mentre con gli amici guzzisti era in viaggio per Mandello del Lario dove avrebbe partecipato alle giornate Mondiali Guzzi 2005, è rimasto coinvolto senza nessuna colpa in un tragico incidente.
Resteranno per sempre con noi il suo sorriso e la sua voglia di vivere...
Ciao Salvatore
Gli amici del club

il 15 settembre è tragicamente scomparso Salvatore Nicolais all'età di appena 47 anni per una sorte avversa che aveva coinvolto molti anni fa anche suo padre, anchch'egli valente radiologo. Salvatore nato a calitri (av) il 22/07/58 ha vissuto una vita breve, ma intensa. La sua brillante intelligenzae il suo interesse per la medicina e le scienze matematiche gli hanno consentito di conseguire con il massimo dei voti, presso l'Università Cattolica di Roma, una laurea in Medicina e Chirurgia e per tre specializzazioni in Radiologia Diagnostica, Radioterapia ed Oncologia. il suo cruccio fu quello di non potersi laureare in scienze matematiche, ma già gli argomenti della sua tesi di laurea e di specializzazione in radiologia dimostrano la suapropensione ad affrontare e comprendere immediatamente argomenti che avessero a che fare con i numeri. Io ho avuto l'onore di collaborare, durante la sua formazione sia all'Università che alla Scuola di Specializzazione, con un professionista geniale e nello stesso tempo semplice come tutti i grandi. E' stato sempre un generoso in tutti i sensi, grande entusiasta con tante passioni come quella perle morto e le automobili, delle quali parlava volentieri con i suoi tanti sinceri amici. Prima di lasciarci stavadedicandosi alla stesura di un testo radiologico in collaborazione con un docente finlandese. Ha avuto riconoscimenti prestigiosi, dei quali non parlava per grande modestia, come il titolo di Cavaliere dell'Ordine Bizantino del Santo Sepolcro e quello di "Accademico ordinario" Radiologo brillante, sempre aperto ad interessarsi con competenza alle nuove metodiche, che hanno caratterizzato lo sviluppo della nostra branca negli ultimi trenta anni, come l'ecografia, la tomografia compiuterizzata e la risonanza magnetica. Abbiamo ora purtroppo solo un'immagine dei begli anni trascorsi insieme e tutti gli amici lo ricordano ponendolo come esempio e stimolo a migliorare, studiare ed aggiornarsi continuamente.
P. Falappa

La scomparsa di un giovane medico
Di fronte alla morte tragica ed improvvisa di Salvatore Nicolais sento il bisogno di confessare il mio dolore per una perdita terribile e ingiusta, il rimpianto per una persona buona e speciale, la mia debolezza come uomo e come padre difronte a ciò che il destino può toglerci in qualunque momento, il rammarico per non averlo cercato tutte quelle volte che ne avevo sentito il bisogno per confrontarmi sui casi clinici o solo per parlargli. Avevamo stima professionale e rispetto profondo l'uno dell'altro, anche se il più delle volte non riuscivamo a guardarci negli occhi e a parlarci, forse per quella sterilità di parole e quel masochismo che solo noi uomini riusciamo a mettere nei rapporti tra di noi. Sembrava difficile poter fare breccia in quella scorza di fiera riservatezza, mista a tristezza ed orgoglio, anche se ne ero attratto ed il modo in cui lavorava lasciava trasparire una grande bontà d'animo. La professione ci metteva davanti situazioni privilegiate di incontro, ma non ne ho saputo approfittare, e ne ho rimpianto. Sembra che diventare adulti o metter su famiglia faccia diventare egoisti; non si hanno occhi e cuore che per i propri figli e le proprie mogli e si rinuncia al resto, non si cercano più gli amici, non si chiede più dei progetti, si dimenticano i sogni fatti insieme, salvo incontrarsi poi a capo chino quasi vergognandosi della propria avarizia.Io vorrei che questa avarizia non sia la mia ultima parola verso Salvatore e vorrei ricordarlo a me stesso e agli altri amici della nostra stessa generazione. In questi anni Salvatore ha dato risposte e disponibilità in ogni momento con un lavoro professionale ineccepibile, instancabile e pieno di attenzione, coprendo da solo con competenza assoluta quasi tutti i settori della RADIOLOGIA.
Da anni, a pochi passi dalle nostre case, grazie a lui riuscivamo ad avere esami diagnostici curati personalmente, ulterioralmente approfonditi se necessario, quali è ancora oggi difficile ricevere finanche in grossi centri urbani o grandi ospedali attrezzati. Consegnava personalmente i referti e per ognuno aveva un pensiero, spesso qualcosa in più di un consiglio, senza mai mancare di rispetto alle competenze degli altri medici che concorrevano all'assistenza del paziente e stando sempre attento a non lasciarsi troppo andare, come era del resto nel sua carettare shivo e riservato. In realtà mantenere quella minima apparente distanza dava autorevolezza e forza alle cose che diceva; le pacche sulle spalle e le rassicurazioni facili sono stupide e non servono, le sue indicazioni invece erno puntuali, preziose e senza bugie. Esercitare la professione di medico in una grande città e l'aver conosciuto da vicino tante persone coinvolte nell'assistenza sanitaria, mi ha fatto comprendere in questi anni quale tesoro avessimo in paese senza rendercene conto. Sono convinto che Salvatore, per intelligenza e metodo, sia una delle menti migliori che Calitri abbia avuto negli ultimi cinquanta anni. Diversamente dai tanti che sono andati via, egli ha avuto prelaltro il coraggio di restare, mettendosi al servizio della comunità e pagando per questo un prezzo sicuramente alto, fosse solo la rinuncia a traguardi professionali prestigiosi sicuramente alla sua portata, senza contare quel tributo quotidiano alla solitudine quotidiana che ogni medico paga difronte a scelte e persone incontrate, una solitudine che in un piccolo paese come il nostro è sicuramente più grande perchè non ci sono spazi di riservatezza o di compagnia da vivere liberamente. A noi che ora restiamo e ci incontriamo smarriti, senza riuscire nè a chedere, nè a capire, dico che deve esserci un modo per mantenere viva quella forza che dai tempi delle medie e del liceo, ci teneva insieme, anche con Salvatore, a fare sogni e progetti.Non possiamo essere definiti solo dal nostro lavoro o dall'avere o non avere figliolanza, ne accettare che le nostre giornate siano decise solo dai turni di lavoro e dalle cose da fare. Quella amicizia e quella voglia di costruire e stare insieme che avevamo allora, che si ha regalato una giovinezza felice e che ricompaiono come d'incanto non appena ci incontriamo anche a distanza di tempo, sono forti abbastanza per scacciare le solitudini e gli smarrimenti che possono sorprenderci ovunque e in ogni momento come adesso. Dobbiamo aver paura di perderci l'un l'altro, perchè ora che abbiamo girato un pò il mondo è la vita, sappiamo che quei legami sono una casa dove tornare, un posto dove costruire ricordi, e rimpianti, ma anche un posto dove la nostra amicizia può continuare a costruire nonostante le sconfitte e nonostante la morte.
Nino Corazzelli (amico e collega)

Lettera ad un essere di luce
Carissimo Salvatore,
è con immenso piacere che scrivo queste righe che sembrano assurde perchè non ti conosco. In verità ti sto conoscendo molto bene da quando la tua mamma me ne parla con un amore più che materno, divino. Così mi sono affezzionata a lei per mezzo di quell'amore traboccante, angelico; mi sono affezzionata a te perchè il suo dolore mi ha inchiodata il cuore ed ora con il cuore scrivo poichè ho inchiostro che sgorga direttamente da esso. Sai, non mi è difficile poichè sei forte di tutta quella immensità di vite passate a nuova vita e che si fanno spesso compagnia e presenza nei pensieri, nei sogni ed anche nella realtà perchè: se i pensieri sono il veicolo, la guida delle nostre azioni e quindi sembra tutto invisibile, anche il fatto che comunico con te, (ma poi) in effetti, realizzo sentimenti che traduco per iscritto.Resterà solo lo scritto, ma si leggerà ciò che provo, ciò che penso (azioni buone) La pena di tua madre, il dolore pari al suo amore, tutto questo misto di sensazioni dolorose la fa vivere male. Darebbe la vita (come gia ti chiede) pur di ricevere un compenso, un pò di pace interiore anchessa invisibile come tutto il mondo che ti circonda. Hai formato un mondo invisibile, hai creato l'aldilà intorno a lei qui in vita e spero tanto di incontrarti interiormente nel mio mondo spirituale affidatomi fin dalla nascita materiale da una Forza Celeste che muove ogni mia azione in compagnia di Coloro che tu conosci bene: i tuoi amici ANGELI.
Ti aspetto
"Un' amica di Mamma"
L'infinito

Varcai la soglia dell'infinito immerso in una luce splendente,
Ora anch'io sono luce, le mie impronte sono finalmente definite,
ho capito ciò che ho lasciato lo vedo ancora e vedo voi, i vostri animi,
i vostri occhi, gli occhi di mia madre, spenti dal dolore, vedo i vostri
pensieri
Un buco nero si è aperto su una luce accecante, il mio passo che rallenta
ed andando avanti ho rivisto la mia vita, i miei passi che non hanno più
la stessa forma:
altre impronte altri suoni. Passeggio ineludibile dal finito all'infinito, dal
temporaneo all'eterno.
L'aria era avvolta da fruscii, bagliori inspiegabili, soffusi bisbiglii, moti
dell'aria si andavano pian piano ad addensare, creando sagome che
lentamente sia andavano a personificare.
E lo spirito, affrancatosi dal corpo che lo teneva ancora alla
terra, esplode nell'eternità senza dissolversi, ma acquistando una sua precisa
ed inconfondibile identità eterna, con le sue vibrazioni, con l'intensità della
luce, dell'energia tutta propria, tutta individuale.
Il profumo la luce, la serenità: ogni riflesso è il mio ma sulla luce in cui
cammino l'unica
ombra rimane il dolore di chi mi ha amato!
"Salvatore"

AREA PERSONALE
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Post n°3 pubblicato il 18 Novembre 2012 da melinda.nicolais
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Post n°1 pubblicato il 11 Maggio 2012 da melinda.nicolais
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