L’amore, come l’acqua, si insinua in ogni recondita fessura della tua anima e attende, in silenzio, che tu apra gli occhi e inizi ad osservarti intorno. L’amore è nell’aria, in ogni cosa che respiri, è nella semplicità di un gesto, in un fiore che si offre alla rugiada, in due labbra che si uniscono ad occhi chiusi. L’amore non ci appartiene, è un fiore che raccogliamo e che dobbiamo curare con estrema attenzione, avendo cura che non si appassisca. Ti gira intorno con paziente insistenza, bussa alle finestre chiuse, a volte si trasforma in un vento impetuoso, spalanca le porte, invade le stanze del tuo cuore, e non ti serve cercare riparo perché solo abbandonandoti a quella tempesta puoi uscirne vivo. L’amore è di tutti, per tutti…quando non lo vedi è nascosto dietro la paura, dietro l’apprensione di non riuscire, di non essere capaci; spesso è vittima della tua stessa voglia d’amare, a volte non lo riconosci nemmeno perché lo hai così tanto immaginato in un certo modo che, quando bussa, lo ritieni un semplice errore. L’amore è sempre uguale…cambiano le situazioni, le persone, i luoghi, ma rimangono le ansie, i tremori, i sorrisi e le timide carezze. L’amore non è soltanto un uomo, una donna…è anche un figlio, una figlia, un tramonto che ti riempi l’anima e la semplicità dell’acqua che scorre riflettendo il cielo…l’amore ti dà coraggio, ti permette di fare cose che non avresti mai pensato di poter compiere…a volte rende folli, ti fa abbandonare tutto e ricominciare da zero. Per quanto si possa credere che, una volta colto quel fiore, buona parte del cammino sia già compiuta, questo è di certo il più grande errore che tu possa compiere. L’amore va coltivato, preservato, fortificato, quasi come se quel fiore lo cogliessi giorno dopo giorno, per sempre; quando questa continua condivisione, questa continua concentrazione e considerazione diventerà quasi un obbligo per uno dei due, allora l’amore inizierà nuovamente a gonfiarsi di vento, e alla prima distrazione, alla prima finestra lasciata aperta, volerà via. Saranno giorni tristi, un continuo chiedersi di chi sia stata la colpa, un insistente recriminare e ferirsi. Proprio in quei giorni potresti decidere di sbarrare le porte, di fare in modo che nessuno spiffero possa più entrare nel tuo cuore; dirti che faresti uno sbaglio sarebbe ingiusto, sarebbe come dirti che non avevi veramente amato. Il tempo passerà ugualmente, i problemi saranno più o meno uguali, forse qualcuno più pesante, altri sensibilmente alleggeriti…passeranno i giorni, i mesi, continuerai a tenere gli occhi bassi oppure li sgranerai in segno di sfida…ma un bel giorno, senza neanche accorgertene, ti ritroverai ancora con un fiore in mano e magari ti stupirai…sarà di un diverso colore, avrà un diverso profumo, eppure lo stringerai a te come se fosse sempre stato tuo. Potranno essere passati mesi, anni…in un giorno qualunque, nell’ora più impensabile, senza tenere conto del luogo, del tempo o dell’età, ti ritroverai quel fiore in mano e ricomincerai a curarlo. Questo è l’eterno mistero che ci rende tutti vivi, tutti uguali…tutti con un fiore in mano.
L' amore...
L’amore, come l’acqua, si insinua in ogni recondita fessura della tua anima e attende, in silenzio, che tu apra gli occhi e inizi ad osservarti intorno. L’amore è nell’aria, in ogni cosa che respiri, è nella semplicità di un gesto, in un fiore che si offre alla rugiada, in due labbra che si uniscono ad occhi chiusi. L’amore non ci appartiene, è un fiore che raccogliamo e che dobbiamo curare con estrema attenzione, avendo cura che non si appassisca. Ti gira intorno con paziente insistenza, bussa alle finestre chiuse, a volte si trasforma in un vento impetuoso, spalanca le porte, invade le stanze del tuo cuore, e non ti serve cercare riparo perché solo abbandonandoti a quella tempesta puoi uscirne vivo. L’amore è di tutti, per tutti…quando non lo vedi è nascosto dietro la paura, dietro l’apprensione di non riuscire, di non essere capaci; spesso è vittima della tua stessa voglia d’amare, a volte non lo riconosci nemmeno perché lo hai così tanto immaginato in un certo modo che, quando bussa, lo ritieni un semplice errore. L’amore è sempre uguale…cambiano le situazioni, le persone, i luoghi, ma rimangono le ansie, i tremori, i sorrisi e le timide carezze. L’amore non è soltanto un uomo, una donna…è anche un figlio, una figlia, un tramonto che ti riempi l’anima e la semplicità dell’acqua che scorre riflettendo il cielo…l’amore ti dà coraggio, ti permette di fare cose che non avresti mai pensato di poter compiere…a volte rende folli, ti fa abbandonare tutto e ricominciare da zero. Per quanto si possa credere che, una volta colto quel fiore, buona parte del cammino sia già compiuta, questo è di certo il più grande errore che tu possa compiere. L’amore va coltivato, preservato, fortificato, quasi come se quel fiore lo cogliessi giorno dopo giorno, per sempre; quando questa continua condivisione, questa continua concentrazione e considerazione diventerà quasi un obbligo per uno dei due, allora l’amore inizierà nuovamente a gonfiarsi di vento, e alla prima distrazione, alla prima finestra lasciata aperta, volerà via. Saranno giorni tristi, un continuo chiedersi di chi sia stata la colpa, un insistente recriminare e ferirsi. Proprio in quei giorni potresti decidere di sbarrare le porte, di fare in modo che nessuno spiffero possa più entrare nel tuo cuore; dirti che faresti uno sbaglio sarebbe ingiusto, sarebbe come dirti che non avevi veramente amato. Il tempo passerà ugualmente, i problemi saranno più o meno uguali, forse qualcuno più pesante, altri sensibilmente alleggeriti…passeranno i giorni, i mesi, continuerai a tenere gli occhi bassi oppure li sgranerai in segno di sfida…ma un bel giorno, senza neanche accorgertene, ti ritroverai ancora con un fiore in mano e magari ti stupirai…sarà di un diverso colore, avrà un diverso profumo, eppure lo stringerai a te come se fosse sempre stato tuo. Potranno essere passati mesi, anni…in un giorno qualunque, nell’ora più impensabile, senza tenere conto del luogo, del tempo o dell’età, ti ritroverai quel fiore in mano e ricomincerai a curarlo. Questo è l’eterno mistero che ci rende tutti vivi, tutti uguali…tutti con un fiore in mano.