Oggi è uno di quei giorni strani, è uno di quei giorni in cui pensieri, ricordi e riflessioni si affollano nella mia anima. Stanno di fronte a me come una processione di giorni passati, e mi mostrano i fantasmi di notti da tempo trascorse. Poi si disperdono come il vento disperde le nuvole vaganti al tramonto.Si smorzano e si affievoliscono negli angoli della mia stanza, come il canto dei ruscelli in lontane vallate deserte. E' un giorno in cui tornano gli spiriti che hanno plasmato il mio spirito, affrettandosi verso di me da tutti gli angoli della terra, giostrandomi intorno come canzoni intrecciate di tristi ricordi... poi si ritirano in buon ordine e si nascondono dietro le cose visibili. Sono come uccelli che si posano su un'aia abbandonata, e non trovandovi grano, battono un poco le ali prima di volare via, altrove. E' uno di quei giorni in cui il senso della mia vita passata si presenta di fronte a me come uno specchio offuscato: lo osservo a lungo, ma non vi vedo nulla, se non i pallidi volti degli anni, simili ai volti dei morti, e i tratti rugosi delle speranze, dei sogni e delle passioni, come i lineamenti di un vecchio... allora chiudo gli occhi e di nuovo guardo in quello specchio: non vedo nulla oltre il mio viso... e guardo il mio viso e vi scorgo la tristezza. La osservo e la trovo muta. Ma se potesse parlare, sarebbe più dolce della gioia......Molto ho amato in questi anni, e molto di ciò che ho amato è odioso alla gente, e molto di ciò che ho odiato è per lei degno di stima. Ciò che ho amato non smetto di amarlo, e ciò che amo adesso amerò fino alla fine dei miei giorni. Poiché l'amore è tutto ciò che posso avere e nessuno me lo ruberà. A volte ho amato la morte e l'ho invocata con teneri nomi, e l'ho corteggiata in segreto per le vie. Anche la vita ho amato, perchè la vita e la morte sono una cosa sola, per me nella bellezza e pari nel diletto, e uguali artefici nella crescita del mio desiderio. In parti uguali hanno diviso il mio amore e il mio affetto.Ho amato la libertà e il mio cuore è cresciuto insieme alla conoscenza della schiavitù degli uomini all'inganno e alla menzogna, ed è maturato poi, quando ho capito che essi sono sottomessi a idoli creati da secoli bui, innalzati alla follia e levigati dal tocco di labbra adoranti... e ho avuto pietà per loro, poiché sono ciechi e baciano le labbra insanguinanti di una belva senza vederla, e succhiano il veleno delle vipere senza sentirlo, e scavano le proprie tombe con le loro stesse unghie... e non lo sanno.Ho amato la libertà perché ho scoperto che è una bambina che la solitudine ha reso debole e malaticcia fino a farne un fantasma che si insinua tra le case, che vaga per le strade e chiama i passanti, ma questi non la sentono e non si curano di lei.Ho amato la felicità, come tutti gli uomini. Mi sono svegliato ogni mattina e l' ho cercata proprio come loro.... ma non l'ho trovata lungo la strada, n'è ho visto le sue impronte sulla sabbia di fronte ai loro grandi palazzi. Ma quando l'ho cercata nella solitudine ho sentito il mio spirito sussurrarmi all’orecchio: " la felicità è un bambino generato e dato alla luce nelle profondità del cuore, non viene esso dal di fuori." Ho amato tanta gente. Le persone ai miei occhi sono di tre specie. Una maledice la vita, una la benedice, l'altra la osserva. Ho amato la prima per la sua disperazione, la seconda per la sua tolleranza, la terza per la sua comprensione. Così ho passato la mia vita. In questo modo se ne sono andati i miei giorni e le mie notti, di fretta, le une sugli altri; sono caduti dalla mia vita come foglie da un albero sul sentiero dei venti autunnali. E oggi indugio nel ricordo come un viandante stanco giunto a metà del suo cammino, guardo a una parte e dall'altra, e non vedo nulla sotto il sole, nel passato della mia vita, su cui possa puntare il dito e dire: " questo mi appartiene ". Ne' posso trovare nelle stagioni dei miei anni alcun raccolto, se non piccoli fogli macchiati di gocce d' inchiostro. In questi fogli sparsi ho sepolto e sotterrato i miei sentimenti, i miei pensieri e i miei sogni, come fa il contadino nella terra con i semi.....ma il contadino esce sui campi e sparge i suoi semi nella terra, torna a casa la sera pieno di speranza aspettando la stagione del raccolto. Non è così per me!!! poiché i semi che io ho gettato sono quelli del mio cuore, e non c'è né attesa né speranza.E ora che sono giunto a questa tappa del mio viaggio, e vedo il passato dietro un bruma di sospiri e di dolore, e il futuro dietro il velo del passato, me ne sto a guardare l'esistenza dalla mia finestra. Vedo i volti della gente, e sento le loro voci levarsi. Odo i loro passi, e sento il tocco delle loro anime, le onde dei loro desideri e il battito dei loro cuori. Vedo i bambini giocare, saltano, corrono e ridono allegramente. E i ragazzi vedo, camminare con passo sicuro, la testa alta come leggessero la poesia della giovinezza scritta ai margini delle nuvole allineate con i raggi del sole. E le ragazze che camminano ondeggiando simili a teneri rami, e sorridono come fiori mentre guardano i giovani da sotto le palpebre vibranti di amore e di desiderio. Vedo i vecchi camminare lentamente con la schiena piegata, chini sui bastoni, gli occhi verso il basso come cercassero tra le crepe della terra pietre preziose da loro perdute.Me ne sto così alla finestra, e guardo, e medito su queste immagini e ombre nel loro cammino silenzioso per le strade della città......allora guardo ciò che è oltre la città, e vedo le contrade selvagge nella loro maestosa, terribile bellezza e nel loro silenzio ricco di voci, e le colline declinanti e le ripide valli. Gli alberi diritti. l'erba che ondeggia dolcemente e i fiori profumati, i fiumi che mormorano e gli uccelli che cantano... guardo ciò che è oltre le contrade selvagge e vedo il mare e le stupende meraviglie dei suoi abissi, i suoi segreti e i suoi tesori sommersi... e guardo ciò che è oltre il mare, e vedo il firmamento sconfinato, con i suoi mondi sospesi nello spazio, e le stelle splendenti e i soli e le lune. I pianeti e le stelle fisse vedo, e le forze dell'attrazione e della repulsione, eternamente in lotta ed eternamente riconciliate, create a generare quella volontà senza tempo e senza confini. Sottomesse a quella legge dell'universo il cui principio non ha principio e la cui fine non ha fine. Guardo dalla mia finestra e medito su queste cose, e dimentico i miei anni, le epoche che li hanno preceduti e i secoli che li seguiranno e il mio essere e la mia esistenza, il visibile e l'invisibile, sono manifesti ai miei occhi come il fantasma del respiro di un bambino che trema negli abissi eterni dello spazio, sulle sue vette perenni e nei suoi confini senza confine...e sento l'esistenza di questo fantasma " lo spirito" questa essenza, questo Io che chiamo " Io " . Sento i suoi moti e il suo clamore.... Ora leva le ali al cielo e tende le mani in tutte le direzioni, tremando. Ora grida nel suo silenzio con voce che sorge dai suoi recessi più sacri e dice " Pace o vita, pace o risveglio, Pace o visione. Salve o giorno la cui luce vince le tenebre della terra, salve o notte le cui tenebre rivelano la luce del firmamento. Salve alla primavera, che rinnova alla giovinezza della terra, alla estate che proclama lo splendore del sole, all'autunno che rende i frutti del lavoro e ricompensa la fatica, all'inverno che restaura con le sue tempeste il potere della natura. Salve agli anni, che rivelano ciò che gli anni hanno nascosto ai secoli, che hanno riparato ai torti dei secoli. Pace o tempo, che ci porti verso la perfezione, e pace a te o spirito che ci guidi: tu sei il regno della vita, tu sei nascosto ai nostri cuori dietro il velo del sole. Pace e salve a te, cuore, poiché rifletti mentre sei ancora sopraffatto dal pianto. Ed infine, salve e pace a voi labbra, poiché in verità parlate di pace mentre ancora assaporate l'amarezza......
Amarezza....
Oggi è uno di quei giorni strani, è uno di quei giorni in cui pensieri, ricordi e riflessioni si affollano nella mia anima. Stanno di fronte a me come una processione di giorni passati, e mi mostrano i fantasmi di notti da tempo trascorse. Poi si disperdono come il vento disperde le nuvole vaganti al tramonto.Si smorzano e si affievoliscono negli angoli della mia stanza, come il canto dei ruscelli in lontane vallate deserte. E' un giorno in cui tornano gli spiriti che hanno plasmato il mio spirito, affrettandosi verso di me da tutti gli angoli della terra, giostrandomi intorno come canzoni intrecciate di tristi ricordi... poi si ritirano in buon ordine e si nascondono dietro le cose visibili. Sono come uccelli che si posano su un'aia abbandonata, e non trovandovi grano, battono un poco le ali prima di volare via, altrove. E' uno di quei giorni in cui il senso della mia vita passata si presenta di fronte a me come uno specchio offuscato: lo osservo a lungo, ma non vi vedo nulla, se non i pallidi volti degli anni, simili ai volti dei morti, e i tratti rugosi delle speranze, dei sogni e delle passioni, come i lineamenti di un vecchio... allora chiudo gli occhi e di nuovo guardo in quello specchio: non vedo nulla oltre il mio viso... e guardo il mio viso e vi scorgo la tristezza. La osservo e la trovo muta. Ma se potesse parlare, sarebbe più dolce della gioia......Molto ho amato in questi anni, e molto di ciò che ho amato è odioso alla gente, e molto di ciò che ho odiato è per lei degno di stima. Ciò che ho amato non smetto di amarlo, e ciò che amo adesso amerò fino alla fine dei miei giorni. Poiché l'amore è tutto ciò che posso avere e nessuno me lo ruberà. A volte ho amato la morte e l'ho invocata con teneri nomi, e l'ho corteggiata in segreto per le vie. Anche la vita ho amato, perchè la vita e la morte sono una cosa sola, per me nella bellezza e pari nel diletto, e uguali artefici nella crescita del mio desiderio. In parti uguali hanno diviso il mio amore e il mio affetto.Ho amato la libertà e il mio cuore è cresciuto insieme alla conoscenza della schiavitù degli uomini all'inganno e alla menzogna, ed è maturato poi, quando ho capito che essi sono sottomessi a idoli creati da secoli bui, innalzati alla follia e levigati dal tocco di labbra adoranti... e ho avuto pietà per loro, poiché sono ciechi e baciano le labbra insanguinanti di una belva senza vederla, e succhiano il veleno delle vipere senza sentirlo, e scavano le proprie tombe con le loro stesse unghie... e non lo sanno.Ho amato la libertà perché ho scoperto che è una bambina che la solitudine ha reso debole e malaticcia fino a farne un fantasma che si insinua tra le case, che vaga per le strade e chiama i passanti, ma questi non la sentono e non si curano di lei.Ho amato la felicità, come tutti gli uomini. Mi sono svegliato ogni mattina e l' ho cercata proprio come loro.... ma non l'ho trovata lungo la strada, n'è ho visto le sue impronte sulla sabbia di fronte ai loro grandi palazzi. Ma quando l'ho cercata nella solitudine ho sentito il mio spirito sussurrarmi all’orecchio: " la felicità è un bambino generato e dato alla luce nelle profondità del cuore, non viene esso dal di fuori." Ho amato tanta gente. Le persone ai miei occhi sono di tre specie. Una maledice la vita, una la benedice, l'altra la osserva. Ho amato la prima per la sua disperazione, la seconda per la sua tolleranza, la terza per la sua comprensione. Così ho passato la mia vita. In questo modo se ne sono andati i miei giorni e le mie notti, di fretta, le une sugli altri; sono caduti dalla mia vita come foglie da un albero sul sentiero dei venti autunnali. E oggi indugio nel ricordo come un viandante stanco giunto a metà del suo cammino, guardo a una parte e dall'altra, e non vedo nulla sotto il sole, nel passato della mia vita, su cui possa puntare il dito e dire: " questo mi appartiene ". Ne' posso trovare nelle stagioni dei miei anni alcun raccolto, se non piccoli fogli macchiati di gocce d' inchiostro. In questi fogli sparsi ho sepolto e sotterrato i miei sentimenti, i miei pensieri e i miei sogni, come fa il contadino nella terra con i semi.....ma il contadino esce sui campi e sparge i suoi semi nella terra, torna a casa la sera pieno di speranza aspettando la stagione del raccolto. Non è così per me!!! poiché i semi che io ho gettato sono quelli del mio cuore, e non c'è né attesa né speranza.E ora che sono giunto a questa tappa del mio viaggio, e vedo il passato dietro un bruma di sospiri e di dolore, e il futuro dietro il velo del passato, me ne sto a guardare l'esistenza dalla mia finestra. Vedo i volti della gente, e sento le loro voci levarsi. Odo i loro passi, e sento il tocco delle loro anime, le onde dei loro desideri e il battito dei loro cuori. Vedo i bambini giocare, saltano, corrono e ridono allegramente. E i ragazzi vedo, camminare con passo sicuro, la testa alta come leggessero la poesia della giovinezza scritta ai margini delle nuvole allineate con i raggi del sole. E le ragazze che camminano ondeggiando simili a teneri rami, e sorridono come fiori mentre guardano i giovani da sotto le palpebre vibranti di amore e di desiderio. Vedo i vecchi camminare lentamente con la schiena piegata, chini sui bastoni, gli occhi verso il basso come cercassero tra le crepe della terra pietre preziose da loro perdute.Me ne sto così alla finestra, e guardo, e medito su queste immagini e ombre nel loro cammino silenzioso per le strade della città......allora guardo ciò che è oltre la città, e vedo le contrade selvagge nella loro maestosa, terribile bellezza e nel loro silenzio ricco di voci, e le colline declinanti e le ripide valli. Gli alberi diritti. l'erba che ondeggia dolcemente e i fiori profumati, i fiumi che mormorano e gli uccelli che cantano... guardo ciò che è oltre le contrade selvagge e vedo il mare e le stupende meraviglie dei suoi abissi, i suoi segreti e i suoi tesori sommersi... e guardo ciò che è oltre il mare, e vedo il firmamento sconfinato, con i suoi mondi sospesi nello spazio, e le stelle splendenti e i soli e le lune. I pianeti e le stelle fisse vedo, e le forze dell'attrazione e della repulsione, eternamente in lotta ed eternamente riconciliate, create a generare quella volontà senza tempo e senza confini. Sottomesse a quella legge dell'universo il cui principio non ha principio e la cui fine non ha fine. Guardo dalla mia finestra e medito su queste cose, e dimentico i miei anni, le epoche che li hanno preceduti e i secoli che li seguiranno e il mio essere e la mia esistenza, il visibile e l'invisibile, sono manifesti ai miei occhi come il fantasma del respiro di un bambino che trema negli abissi eterni dello spazio, sulle sue vette perenni e nei suoi confini senza confine...e sento l'esistenza di questo fantasma " lo spirito" questa essenza, questo Io che chiamo " Io " . Sento i suoi moti e il suo clamore.... Ora leva le ali al cielo e tende le mani in tutte le direzioni, tremando. Ora grida nel suo silenzio con voce che sorge dai suoi recessi più sacri e dice " Pace o vita, pace o risveglio, Pace o visione. Salve o giorno la cui luce vince le tenebre della terra, salve o notte le cui tenebre rivelano la luce del firmamento. Salve alla primavera, che rinnova alla giovinezza della terra, alla estate che proclama lo splendore del sole, all'autunno che rende i frutti del lavoro e ricompensa la fatica, all'inverno che restaura con le sue tempeste il potere della natura. Salve agli anni, che rivelano ciò che gli anni hanno nascosto ai secoli, che hanno riparato ai torti dei secoli. Pace o tempo, che ci porti verso la perfezione, e pace a te o spirito che ci guidi: tu sei il regno della vita, tu sei nascosto ai nostri cuori dietro il velo del sole. Pace e salve a te, cuore, poiché rifletti mentre sei ancora sopraffatto dal pianto. Ed infine, salve e pace a voi labbra, poiché in verità parlate di pace mentre ancora assaporate l'amarezza......