CUORE ROSSONERO

GILA, NOOOOOOOOOOO...


Lo scorso 22 marzo il procuratore di Gila ha dichiarato:  "Al momento non abbiamo certezze per quanto concerne il futuro di Alberto Gilardino, per correttezza non vogliamo fare classifiche di preferenza fra Milan, Juve e Fiorentina, quando sarà il momento faremo le necessarie valutazioni. La fiducia da parte del Milan c'è, ma in certi momenti se ce ne fosse di più non guasterebbe".  Che cosa avrà voluto dire? Intendo, in quali momenti il Milan non ha ribadito una fiducia adeguata al giocatore?  Forse è per l’arrivo di Ronaldo? Da quando c’è il brasiliano in campionato ha sempre avuto la priorità, ma i 2 hanno anche avuto modo di giocare insieme contro il Chievo e mi sembra che si siano intesi abbastanza bene.  Sente aria di “bocciatura”? È dalla gara contro il Chievo che Gila non parte più da titolare: prima il ritorno con il Celtic (Ancelotti gli ha preferito Inzaghi, ma nella gara all’andata Gila aveva sprecato veramente tante occasioni), poi nel derby e contro l’Atalanta è entrato solo negli ultimi minuti.  Sono le voci di calciomercato a disturbarlo? Sapere che il prossimo anno potrebbe trovarsi davanti gente come Ronaldinho, o Robinho o Eto può mettergli sicuramente un po’ d’ansia addosso, ma Gila deve rendersi conto che se vuole giocare a certi livelli deve mettere in preventivo di avere a che fare con un certo tipo di concorrenza, perché altrimenti succede come quest’anno dove sì ha il posto più o meno sicuro, ma la rosa è troppo “povera” per poter essere competitivi sia in campionato che in Champions.  In passato giocatori come Massaro, Simone o Ganz  tanto per citarli alcuni sono comunque riusciti a trovare i loro spazi e a fare cose importanti nonostante i mostri sacri che il Milan poteva vantare in attacco: un po’ di frustrazione c’è da metterla in conto, ma se il Milan riesce ogni anno a lottare fino alla fine per ogni traguardo lo spazio c’è per tutti.   Io in Gila ho sempre creduto e ci voglio continuare a credere perché per me ha i numeri e le capacità per far bene al Milan: lo scorso anno alla sua prima stagione rossonera pur tra alti e bassi  ha segnato 17 gol, e se quest’anno è ancora fermo a quota 8 la colpa non è solo sua, ma come gli altri attaccanti sta pagando la mancanza di gioco di tutta la squadra. L’unica cosa è che deve diventare “forte” anche nella personalità, altrimenti non potrà mai reggere le tensioni che accompagnano la carriera di un campione di una grande squadra. Purtroppo neanche il Mister finora lo ha aiutato a dovere, perché lo ha sempre protetto e giustificato di fronte alle critiche, lo ha aspettato quando non trovava il gol, ma non lo ha mai spronato a far di più, non ha mai preteso che facesse di più. Se rimarrà saranno i compagni-concorrenti a farglielo capire…