Gran brutta storia… Tutto comincia mercoledì 30 maggio quando i giornali (uno in particolare) riportano la notizia che in giornata era in programma un colloquio chiarificatore tra Bonetto, il procuratore di Gilardino, e la società in relazione al futuro del giocatore in rossonero qualora arrivasse al Milan una punta di livello internazionale. Si dice anche che Gilardino si sia offerto alla Juve, ma nelle ore successive la pista perde credibilità perché la dirigenza bianconera sembra più vicina a rinnovare il contratto a Trezeguet. Il colloquio tra la dirigenza e Bonetto sembra si concluda con un nulla di fatto, anche perché si aspettano gli sviluppi della campagna acquisti che ancora è in fase di decollo. Passano 2 giorni e sulla Gazzetta di ieri appare un’indiscrezione clamorosa: Gilardino si sarebbe offerto anche all’Inter con il Milan deciso ad avere Adriano come contropartita. In giornata arriva tramite il sito ufficiale rossonero la secca smentita del procuratore di Gila, che nega che il suo assistito si sia mai messo in contatto con il club nerazzurro. Tutto apposto allora? Macchè… stamattina sempre sulla Gazzetta (sarei curiosa di sapere quanto ci sta guadagnando il giornale con tutta questa storia…) ecco un nuovo capitolo del caso Gilardino: stavolta è un intervista fatta al giocatore, perciò non si tratta più di voci e indiscrezioni ma di parole uscite direttamente dalla sua bocca. Rispetto a quanto emerso finora Gilardino corregge il tiro, o perlomeno lo puntualizza: innanzitutto nega che si sia mai offerto ad un’altra società, men che meno all’Inter, così come nega che alla società rossonera siano giunte richieste da parte di altri club; poi fa capire che lui non cerca il posto sicuro in campo, che non è la concorrenza in sé che lo spaventa: “Io non ho paura della concorrenza. Al Milan me la sono sempre giocata con grandi campioni senza problemi: Shevchenko, Inzaghi, Vieri, Ronaldo. Se la concorrenza è leale, se scende in campo sempre chi sta meglio io non ho problemi”. È quest’ultima frase che lascia perplessi: cosa avrà voluto dire? Subito dopo specifica : “Io chiedo solo di potermi giocare davvero le mie carte alla pari con gli altri. Altrimenti sarebbe inevitabile cercare un’altra soluzione". Cos’è che impedisce a Gilardino di sentirsi tutelato sotto questo punto di vista, che cosa è che per lui può interferire nelle scelte dell’allenatore tanto da temere che non siano obiettive come dovrebbero? Per Kaladze, ad esempio, c’è la precedenza per “anzianità” di Maldini nelle partite più importanti, ma Gilardino non ha questo tipo di problema nel suo reparto. Io ho pensato allora 2 elementi: o ci possono essere problemi legati alle interferenze degli sponsor (Ronaldo è stato preso anche per la sua immagine, o sbaglio?) o derivanti dalla “ legge del pupillo del Presidente” (Ronaldo è già sotto l’ala protettiva di Berlusconi, così come particolarmente coccolati sarebbero anche Sheva o Ronaldinho…)L’intervista poi si conclude con una frase amara di Gilardino: “ Mi sento in discussione. E sinceramente non so perché. Credo sia una cosa surreale. A volte mi sembra una situazione incredibile".Se si sente così un motivo ci dovrà pur essere e non credo sia legato solo al fatto di non aver giocato la finale ad Atene. Nel pomeriggio parla Ancelotti, e rispondendo alla stampa sulle dichiarazioni di Gila usa in alcuni frangenti toni molto duri:“Riguardo le sue dichiarazioni sono sorpreso. Qualche giorno fa, ho parlato con il giocatore e sembrava tutto sotto controllo. In questi giorni deve essere cambiato qualcosa. Lui parla della possibilità di essere ceduto e non è detto che la Società non possa avallare questa richiesta. Tutto dipenderà dall'eventuale contropartita tecnica. Lui parla di fiducia e su questo posso dire che fiducia in Gilardino c'è sempre stata e ci sarà. Il Milan è una grandissima società ed è normale che ci sia grande concorrenza, anche grandi giocatori di esperienza come Cafù e Kaladze non hanno giocato la finale ad Atene ma queste sono le regole del Milan. Inzaghi rappresenta un esempio per tutti, non ha giocato gran parte della stagione ma nella partita più importante si è fatto trovare pronto. In questa squadra è importantissima la professionalità dei giocatori, Inzaghi ne ha da vendere. In questa squadra, l'unico giocatore che ha il posto sempre garantito è Kakà, per il resto dei giocatori c'è e ci sarà sempre concorrenza". Per quanto riguarda invece la lealtà citata da Gilardino: "Su questo argomento può stare tranquillo, ogni mia scelta è sempre stata fatta nel massimo della lealtà e della chiarezza. Quella di Gilardino è stata senza dubbio una buona stagione, ha fatto parecchi gol ma ha avuto anche parecchi alti e bassi. L'ipotesi dunque è che la Società possa accettare le sue richieste. C'è però anche la possibilità, come già ampiamente detto dall'amministratore delegato Adriano Galliani dopo la cessione di Shevchenko, che il giocatore possa essere trattenuto contro la sua volontà". Ancelotti è sembrato comprensibilmente contrariato da tutta questa storia, e ha i suoi buoni motivi per ribadire, come successo con Kaladze nel pieno dei festeggiamenti per la Champions, che chi vuole può andarsene senza problemi… però le parole di Gilardino mettono in risalto un disagio che non deriva da una pretesa di giocare sempre e comunque, ma di partire con le stesse opportunità degli altri, che non è proprio la stessa cosa: dovrebbe infatti essere scontato che se un giocatore sta bene ed è in forma deve avere l’opportunità di rendersi utile, ma per Gilardino questa sembra tutt’altro che una certezza. Prima che si arrivi al muro contro muro spero che ci sia tra le parti un chiarimento, il prima possibile… sono fondati i dubbi di Gila? O è lui che non è in grado di entrare nell’ottica di Ancelotti e del suo modo di gestire le risorse?
GILARDINO VS ANCELOTTI
Gran brutta storia… Tutto comincia mercoledì 30 maggio quando i giornali (uno in particolare) riportano la notizia che in giornata era in programma un colloquio chiarificatore tra Bonetto, il procuratore di Gilardino, e la società in relazione al futuro del giocatore in rossonero qualora arrivasse al Milan una punta di livello internazionale. Si dice anche che Gilardino si sia offerto alla Juve, ma nelle ore successive la pista perde credibilità perché la dirigenza bianconera sembra più vicina a rinnovare il contratto a Trezeguet. Il colloquio tra la dirigenza e Bonetto sembra si concluda con un nulla di fatto, anche perché si aspettano gli sviluppi della campagna acquisti che ancora è in fase di decollo. Passano 2 giorni e sulla Gazzetta di ieri appare un’indiscrezione clamorosa: Gilardino si sarebbe offerto anche all’Inter con il Milan deciso ad avere Adriano come contropartita. In giornata arriva tramite il sito ufficiale rossonero la secca smentita del procuratore di Gila, che nega che il suo assistito si sia mai messo in contatto con il club nerazzurro. Tutto apposto allora? Macchè… stamattina sempre sulla Gazzetta (sarei curiosa di sapere quanto ci sta guadagnando il giornale con tutta questa storia…) ecco un nuovo capitolo del caso Gilardino: stavolta è un intervista fatta al giocatore, perciò non si tratta più di voci e indiscrezioni ma di parole uscite direttamente dalla sua bocca. Rispetto a quanto emerso finora Gilardino corregge il tiro, o perlomeno lo puntualizza: innanzitutto nega che si sia mai offerto ad un’altra società, men che meno all’Inter, così come nega che alla società rossonera siano giunte richieste da parte di altri club; poi fa capire che lui non cerca il posto sicuro in campo, che non è la concorrenza in sé che lo spaventa: “Io non ho paura della concorrenza. Al Milan me la sono sempre giocata con grandi campioni senza problemi: Shevchenko, Inzaghi, Vieri, Ronaldo. Se la concorrenza è leale, se scende in campo sempre chi sta meglio io non ho problemi”. È quest’ultima frase che lascia perplessi: cosa avrà voluto dire? Subito dopo specifica : “Io chiedo solo di potermi giocare davvero le mie carte alla pari con gli altri. Altrimenti sarebbe inevitabile cercare un’altra soluzione". Cos’è che impedisce a Gilardino di sentirsi tutelato sotto questo punto di vista, che cosa è che per lui può interferire nelle scelte dell’allenatore tanto da temere che non siano obiettive come dovrebbero? Per Kaladze, ad esempio, c’è la precedenza per “anzianità” di Maldini nelle partite più importanti, ma Gilardino non ha questo tipo di problema nel suo reparto. Io ho pensato allora 2 elementi: o ci possono essere problemi legati alle interferenze degli sponsor (Ronaldo è stato preso anche per la sua immagine, o sbaglio?) o derivanti dalla “ legge del pupillo del Presidente” (Ronaldo è già sotto l’ala protettiva di Berlusconi, così come particolarmente coccolati sarebbero anche Sheva o Ronaldinho…)L’intervista poi si conclude con una frase amara di Gilardino: “ Mi sento in discussione. E sinceramente non so perché. Credo sia una cosa surreale. A volte mi sembra una situazione incredibile".Se si sente così un motivo ci dovrà pur essere e non credo sia legato solo al fatto di non aver giocato la finale ad Atene. Nel pomeriggio parla Ancelotti, e rispondendo alla stampa sulle dichiarazioni di Gila usa in alcuni frangenti toni molto duri:“Riguardo le sue dichiarazioni sono sorpreso. Qualche giorno fa, ho parlato con il giocatore e sembrava tutto sotto controllo. In questi giorni deve essere cambiato qualcosa. Lui parla della possibilità di essere ceduto e non è detto che la Società non possa avallare questa richiesta. Tutto dipenderà dall'eventuale contropartita tecnica. Lui parla di fiducia e su questo posso dire che fiducia in Gilardino c'è sempre stata e ci sarà. Il Milan è una grandissima società ed è normale che ci sia grande concorrenza, anche grandi giocatori di esperienza come Cafù e Kaladze non hanno giocato la finale ad Atene ma queste sono le regole del Milan. Inzaghi rappresenta un esempio per tutti, non ha giocato gran parte della stagione ma nella partita più importante si è fatto trovare pronto. In questa squadra è importantissima la professionalità dei giocatori, Inzaghi ne ha da vendere. In questa squadra, l'unico giocatore che ha il posto sempre garantito è Kakà, per il resto dei giocatori c'è e ci sarà sempre concorrenza". Per quanto riguarda invece la lealtà citata da Gilardino: "Su questo argomento può stare tranquillo, ogni mia scelta è sempre stata fatta nel massimo della lealtà e della chiarezza. Quella di Gilardino è stata senza dubbio una buona stagione, ha fatto parecchi gol ma ha avuto anche parecchi alti e bassi. L'ipotesi dunque è che la Società possa accettare le sue richieste. C'è però anche la possibilità, come già ampiamente detto dall'amministratore delegato Adriano Galliani dopo la cessione di Shevchenko, che il giocatore possa essere trattenuto contro la sua volontà". Ancelotti è sembrato comprensibilmente contrariato da tutta questa storia, e ha i suoi buoni motivi per ribadire, come successo con Kaladze nel pieno dei festeggiamenti per la Champions, che chi vuole può andarsene senza problemi… però le parole di Gilardino mettono in risalto un disagio che non deriva da una pretesa di giocare sempre e comunque, ma di partire con le stesse opportunità degli altri, che non è proprio la stessa cosa: dovrebbe infatti essere scontato che se un giocatore sta bene ed è in forma deve avere l’opportunità di rendersi utile, ma per Gilardino questa sembra tutt’altro che una certezza. Prima che si arrivi al muro contro muro spero che ci sia tra le parti un chiarimento, il prima possibile… sono fondati i dubbi di Gila? O è lui che non è in grado di entrare nell’ottica di Ancelotti e del suo modo di gestire le risorse?