Iniziare a raccontare è sempre difficile. Lo è ancora di più quando si è confusi e convinti di non avere capito quello di cui si vuole parlare. La sensazione di non capire è una delle cose che senti più forte all’arrivo in Giappone e non è solo per la lingua così lontana e la scrittura che non si può leggere. E’ la gente che sembra diversa, più diversa che in altri posti lontani. E allora per iniziare a raccontare si può usare l’espediente delle piccole impressioni. Ci sono un sacco di vantaggi. Uno: puoi dire cazzate perché tanto è una tua impressione e nessun superesperto ti può contestare il fatto che non hai capito niente della cosa di cui stai parlando. Due: le piccole impressioni sono piccole per definizione, possono così durare due righe e nonfarti perdere troppo tempo. Tre: le impressioni non devono seguire un filo logico e possono quindi essere scollate tra loro, completarsi a distanza, o addirittura contraddirsi. Insomma…che dire di quattro giorni di Giappone? Probabilmente solo ovvietà che sarebbero indicibili già fra quindici giorni, ma che appunto per questo è bello dire ora. Per oggi scrivo solo i titoli disordinati di alcune impressioni e domande che mi sono chiesto. Non si capirà nulla, ma lo faccio solo per ricordarmi: i telefonini nella metro; la porno-innocenza delle cos-player; la doccia parla; l’umorismo assurdo alla TV è semplicemente stupefacente; l’aglio costa 3 euro, più di un piatto di Ramen in un ristorante; il pesce fresco è una goduria; cos’è la decorazione dei tetti grigi? Il miso; L’incredibile numero di persone; La bolla Riken; lo schermo protettivo dell’essere straniero; L’ostentata sottomissione che ricorda la filogenetica parentela con altri mammiferi; Si guida a sinistra come in Inghilterra, perché? Le sigarette costano…molto di meno che in Italia e mi sembra strano; Non c’è stato il cristianesimo, mai; L’eleganza di molte donne, l’originalità buffa di altre e le calze parigine, i tacchi a stiletto; Gli incredibili capelli dei maschietti a Shinjuku; I maid cafè; La gente che ti non sa l’informazione che chiedi la devi congedare tu se no si fa notte; Non rubano; La raccolta differenziata; A Wako-shi hanno tutti lo stesso ombrello trasparente col manico bianco, come lo riconoscono? Fa buio alle 5, perché? Esiste un piano regolatore? I passetti di allontanamento quando si va via; l'orientamento verso la porta dentro gli ascensori; Perché i film giapponesi e i manga sono pieni di lupi e in giro si vedono solo agnellini ? Le macchinette automatiche dominano ormai la città e stanno studiando un piano per sovvertire le tre leggi della robotica. Un caro saluto a tutti.
prime impressioni
Iniziare a raccontare è sempre difficile. Lo è ancora di più quando si è confusi e convinti di non avere capito quello di cui si vuole parlare. La sensazione di non capire è una delle cose che senti più forte all’arrivo in Giappone e non è solo per la lingua così lontana e la scrittura che non si può leggere. E’ la gente che sembra diversa, più diversa che in altri posti lontani. E allora per iniziare a raccontare si può usare l’espediente delle piccole impressioni. Ci sono un sacco di vantaggi. Uno: puoi dire cazzate perché tanto è una tua impressione e nessun superesperto ti può contestare il fatto che non hai capito niente della cosa di cui stai parlando. Due: le piccole impressioni sono piccole per definizione, possono così durare due righe e nonfarti perdere troppo tempo. Tre: le impressioni non devono seguire un filo logico e possono quindi essere scollate tra loro, completarsi a distanza, o addirittura contraddirsi. Insomma…che dire di quattro giorni di Giappone? Probabilmente solo ovvietà che sarebbero indicibili già fra quindici giorni, ma che appunto per questo è bello dire ora. Per oggi scrivo solo i titoli disordinati di alcune impressioni e domande che mi sono chiesto. Non si capirà nulla, ma lo faccio solo per ricordarmi: i telefonini nella metro; la porno-innocenza delle cos-player; la doccia parla; l’umorismo assurdo alla TV è semplicemente stupefacente; l’aglio costa 3 euro, più di un piatto di Ramen in un ristorante; il pesce fresco è una goduria; cos’è la decorazione dei tetti grigi? Il miso; L’incredibile numero di persone; La bolla Riken; lo schermo protettivo dell’essere straniero; L’ostentata sottomissione che ricorda la filogenetica parentela con altri mammiferi; Si guida a sinistra come in Inghilterra, perché? Le sigarette costano…molto di meno che in Italia e mi sembra strano; Non c’è stato il cristianesimo, mai; L’eleganza di molte donne, l’originalità buffa di altre e le calze parigine, i tacchi a stiletto; Gli incredibili capelli dei maschietti a Shinjuku; I maid cafè; La gente che ti non sa l’informazione che chiedi la devi congedare tu se no si fa notte; Non rubano; La raccolta differenziata; A Wako-shi hanno tutti lo stesso ombrello trasparente col manico bianco, come lo riconoscono? Fa buio alle 5, perché? Esiste un piano regolatore? I passetti di allontanamento quando si va via; l'orientamento verso la porta dentro gli ascensori; Perché i film giapponesi e i manga sono pieni di lupi e in giro si vedono solo agnellini ? Le macchinette automatiche dominano ormai la città e stanno studiando un piano per sovvertire le tre leggi della robotica. Un caro saluto a tutti.