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NAPOLI-TREVISO 4-2


Il Napoli ritrova il campionato cadetto, in uno scenario molto diverso. L'ultima volta in seconda categoria, prima del fallimento della società, era stata con Colomba in panchina, in uno stadio semivuoto e con la squadra che concluse a metà classifica.  La partita d'esordio con il Treviso è poco più che una formalità, nonostante qualche distrazione della difesa che, per un paio di minuti nel finale, rianima le speranze dei veneti. Finisce 4-2, ma quel che più impressiona è la solidità complessiva della squadra di Reja e il velenoso cinismo del suo attacco. Il Treviso è ben organizzato e ottimamente disposto in campo da Bortoluzzi. I veneti, per una buona parte del primo tempo, mantengono anche il predominio del gioco. Ma il problema è la difficoltà del duo d'attacco Acquafresca-Beghetto a rendersi pericoloso. Dalla parte opposta Bucchi e Calaiò sembrano sonnecchiare, ma al momento opportuno mettono a segno la zampata e per i trevigiani si fa notte fonda. Poi nel Napoli c'è De Zerbi. Bortoluzzi sceglie di attaccargli alle costole Gissi, che sacrifica al centrocampo e la scelta si rivela infelice. De Zerbi, il migliore in campo in assoluto, porta l'avversario in giro per il campo e fa sempre quel che vuole. Non a caso i primi due gol del Napoli derivano da sue fantasiose iniziative. Nel secondo tempo la fisionomia della gara cambia radicalmente. Il Treviso è costretto a tentare la rimonta e il Napoli in contropiede è in grado di fare partire a ripetizione le sue frecce. Arriva il 3-0 su rigore. Poi, in un minuto di follia, la squadra di Reja mette a rischio addirittura la vittoria. Segna Beghetto e subito dopo Domizzi fa autorete. Ma dopo due minuti ci pensa Dalla Bona, con un tiro al volo di sinistro da 30 metri, a ristabilire le distanze.Come inizio, per il Napoli va bene così. Si è visto un Napoli cinico che ha vinto, reagendo bene dopo l'unico momento di difficoltà intorno alla metà del secondo tempo. 
SEMPRE COMUNQUE E OVUNQUE FORZA NAPOLI