Creato da dariofalzone il 03/05/2006
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Post n°4 pubblicato il 06 Maggio 2006 da dariofalzone
Foto di dariofalzone

Come ogni padre vorrei il meglio per il mio bambino e mi chiedo come crescerà in questa terra, quale sarà la Sicilia che troverà quando sarà adulto.
Se il suo cammino sarà difficile come è stato per tutti noi e se sceglierà di restare o di andarsene lontano. Tanti, da troppo tempo, sono stati costretti ad andar via.
Perchè la Sicilia non è una terra qualsiasi, l'azzurro del suo cielo non può bastare, qui occorre la capacità di sognare ma anche la ferma volontà di costruire per cambiare le cose. Senza compromessi, senza paura, a viso aperto.
E occorre tanto amore. Prendere coscienza del fatto di vivere in uno dei postipiù straordinari al mondo e fare di ciò la nostra più grande forza.
Siamo ricchi: di sole, bellezza, natura, arte,cultura, storia emozioni.
Dobbiamo esserne fieri e puntare sulle nostre tante ricchezze per sconfiggere le nostre miserie.
Abbiamo dei diritti e nessuno deve permettersi di manipolarli facendone oggetto di elargizione. Il lavoro, la salute, i servizi...sono diritti e non possono più essere trasformati in elemosina o arma di ricatto.
Ma ognuno di noi ha anche precisi doveri. Una terra non cambia se non cambiano i suoi abitanti. Tutti, ognuno per la sua parte, nessuno escluso, dobbiamo darci da fare. Cominciando dalle piccole cose e puntando alle grandi cose.
Io ho scelto di farlo con la politica, e voi?

 
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9 febbraio 2006

Post n°3 pubblicato il 03 Maggio 2006 da dariofalzone
Foto di dariofalzone

Una Delegazione Costantiniana dell'Ordine guidata dal Cav. Antonio di Janni e dal Cav. Dario Falzone, Vice Sindaco della Città di Palermo, ha consegnato all'associazione di Madre Serafina Sarolfi, presso il colleggio Filippone, 250 litri di latte. La donazione è stata effettuata dalla Federazione Siciliana della Caccia, il cui Presidente è il Barone Francesco Mistretta, nostro Confratello. Il latte offerto è stato distribuito alle numerose famiglie disagiate che abitano il quartiere del "Capo" di Palermo.

 
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PALERMO E BISERTA SI "STRINGONO LA MANO

Post n°2 pubblicato il 03 Maggio 2006 da dariofalzone
Foto di dariofalzone

Chiesto dal vicesindaco di Palermo, Dario Falzone, l’ampliamento del protocollo d’intesa tra la capitale della Sicilia e Biserta

Un nuovo impulso al rapporto di amicizia e collaborazione fra le città di Palermo e Biserta. Ampliare il protocollo d’intesa già esistente tra le due municipalità per estendere ulteriormente le opportunità di tunisini e siciliani. I campi d’azione possono essere diversi: accordi in tema di tutela ambientale, in particolare lo smaltimento dei rifiuti
che oggi devono diventare risorsa, nel settore turistico-alberghiero e quello agroalimentare ed edilizio. È quanto ha annunciato a nome del sindaco Diego Cammarata, il vice sindaco Dario Falzone, a Biserta, il quale ha ribadito «quanto siano importanti e possano servire da stimolo le favorevoli condizioni fiscali cheil governo ha messo a punto per gli imprenditori stranieri che intendono investire in Tunisia. Non solo, le imprese palermitane,ha aggiunto Falzone, che vogliono espandersi aprendo ai mercati esteri, o anche all’interno
del territorio tunisino o negli stati vicini con i quali la Tunisia intrattiene particolari accordi sull’export hanno tutte le possibilità per farlo». L’Amministrazione comunale di Palermo, di concerto con il Coppem, ha pensato a tre ipotesi di protocollo d’intesa in questi settori che possono costituire una base da cui far partire un tavolo tecnico congiunto per definire in modo più dettagliato
l’ampliamento del patto d’amicizia tra Biserta e Palermo. Nell’ambito del settore turistico-alberghiero, sarebbepossibile inserire le opere d’arte delle due città in appositi link dei siti internet dei comuni di Palermo e Biserta, collegamenti che avrebbero il vantaggio di promuovere, a livello mondiale, il patrimonio artistico agli operatori turistici interessati a quest’area del Mediterraneo.
«La facilità di collegamento tra Palermo e la Tunisia, ha affermato Falzone
, consente di ipotizzare dei percorsi storici e turistici tra le due sponde, ed ancora la valorizzazione delle aree archeologiche, così come fatto in Sicilia,
potrebbe costituire un modello esportabile anche alla Tunisia, con il coinvolgimento della Sovrintendenza Beni archeologici di Palermo, dell’Istituto per lo studio dell’Africa romana
dell’Università di Palermo e degli analoghi organismi culturali tunisini». Ma sarebbe auspicabile anche la realizzazione di spazi culturali, centri multimediali
tunisino-arabi a Palermo e italiani in Tunisia per mettere in contatto i due mondi mediante la città che ha visto l’incontro di queste due civiltà. Le aziende di conservazione alimentare siciliane e tunisine, in particolare ittica, sono fra le migliori al mondo con gli standard igienico-qualitativi dei prodotti delle nostre industrie conserviere
sono altissimi, le regole imposte dall’UE sono tra le più severe al mondo e offrono massima tutela al consumatore. Quindi, nel settore agro-alimentare è possibile immaginare la creazione di aziende conserviere miste siciliano-tunisine di grande livello qualitativo capaci di sfruttare la materia ittica tunisina e agricola siciliana.
Fra gli obiettivi, c’è l’ipotesi di favorire la costituzione di società miste italo-tunisine
per favorire il miglioramento delle tecniche di costruzione, introducendo criteri antisismici, ma anche di migliore coibentazione degli edifici. Uno dei campi potrebbe essere
il settore degli infissi, sia di metallo che di legno, che utilizzano vetri isolanti.
«Le imprese siciliane in quest’ambito sono davvero all’avanguardia – ha sotto-lineato
Falzone – e una loro espansione nel mercato tunisino comporterebbe, di conseguenza, l’utilizzo di maestranze locali che verrebbero appositamente formate».
Non solo infissi, ma le aziende siciliane sono rinomate per la piastrellistica, la ceramica, la produzione di idrosanitari, l’export del marmo.
«Con l’arrivo dell’area di libero scambio nel Mediterraneo – ha detto Falzone – si assisterà ad un notevole incremento del transito delle merci tra
Europa e Africa e noi che siamo al centro di questo grande comprensorio economico
non possiamo perdere questa grande occasione».

 
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Palermo, approvato regolamento per stabilizzazione lsu

Post n°1 pubblicato il 03 Maggio 2006 da dariofalzone
Foto di dariofalzone

Palermo, approvato regolamento per stabilizzazione lsu
Approvato dal consiglio comunale di Palermo il regolamento per l’attivazione delle misure per la stabilizzazione lavorativa dei precari del comune impiegati in attività socialmente utili (Asu). Due le misure principali previste dal regolamento: autoimpiego e autoimprenditorialità e un sistema di incentivi destinati ai datori di lavoro. I lavoratori che utilizzeranno l’autoimpiego potranno usufruire di un contributo a fondo perduto di 25 mila euro, ridotto del 50% per chi ha superato i 58 anni. Ai privati, invece, andranno 10 mila euro per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato, più una somma dai 13 ai 16 mila euro che verrà erogata in 4 rate successive. Per le assunzioni con contratti a tempo determinato, non inferiori a tre mesi e superiori a 12, il contributo sarà pari all’assegno corrisposto dal comune ai precari. Il regolamento prevede, inoltre, un sussidio di accompagnamento (400 euro mensili fino a 65 anni) destinato agli lsu che hanno già compiuto 63 anni senza prestare nessuna attività lavorativa. “L’approvazione del regolamento - ha commentato il vice sindaco di Palermo, Dario Falzone - è certamente un ulteriore passo avanti e un importante segnale d’attenzione nei confronti di chi, da anni, presta la propria opera per il comune. Questa - ha aggiunto Falzone - è una nuova opportunità per coloro che desiderano uscire dal bacino dei precari e realizzare iniziative di autoimpiego o autoimprendiotrialità o trasferirsi in aziende private. Un provvedimento che allarga il raggio di possibilità occupazionali per i lavoratori socialmente utili”. Per accedere alle agevolazioni per l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità, le domande devono essere presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso nell’albo pretorio.
03/08/2004

 
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