Creato da aldo_caposaldo il 24/05/2006

ERRATA CORRIGE

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Messaggi di Dicembre 2007

Poche pacche sulle spalle e molti abbracci a tutti

Post n°253 pubblicato il 29 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

A me il Capodanno fa cagare. E questo post volevo chiuderlo così perchè pensavo di non avere molto altro da dire. Ma l'anno nuovo arriverà lo stesso e quello vecchio se ne andrà come hanno fatto quelli prima, ed in questa banalità, così manifesta nelle sue colossali dimensioni, c'è il senso della vita, ci sono le aspettative che abbiamo paura di vedere tradite, ci sono ricordi anche piccoli e quotidiani a cui ci accorgiamo di essere legati nel momento in cui scompaiono dietro un angolo, ci sono le persone che sono uscite dalla nostra vita e nuove persone che ci accompagneranno per un tratto nuovo di cammino.

A me il Capodanno fa cagare perchè non vedo più il suo vero significato, quello di riunirci alle persone che amiamo e con loro festeggiare la vita che si rinnova, regalandoci una pacca sulla spalla per le cose che sono andate male e un abbraccio per augurarci di stare bene e poter realizzare le nostre speranze.
E rimboccarci le maniche tutti insieme, farci coraggio e continuare a remare.

 
 
 

Se stanotte sentite un botto sono io all'ottanta per cento

Post n°252 pubblicato il 27 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Beh... il botto l'ho fatto ma l'ho sentito solo io. Sono le sei e ventisette della mattina, ma cosa ci fa Aldo sveglio a quest'ora? Che volete, inganno il tempo fra l'uscita dal Pronto Soccorso e il mio appuntamento di lavoro delle nove. Perchè diciamolo, tutti possono accusare un leggero malessere dopo tre giorni di abbuffate ma una persona esigente come me punta in alto, tipo ad una colica biliare.
Dopo essere tornato a casa e aver passato le due ore successive a contorcermi come un serpente, ho telefonato a Stefano, non so in base a quale ragionamento visto che si trovava a Napoli e che qui a Firenze avevo la quasi totalità della mia famiglia, compresi i genitori (poi ho capito perchè lo ho chiamato, ma è una cosa importante e me la tengo per me). La mossa intelligente comunque la ha fatta lui e mentre io piangevo come un vitello ormai prossimo al macello e sinceramente deluso per il fatto che una Filtrofiore Bonomelli non avesse risolto il mio problema, lui chiamava i miei zii dottori, e dopo averli allertati, sempre da Napoli che è più comodo e sempre mentre io singhiozzavo maledicendo l'omeopatia e la camomilla del cazzo, mi ha chiamato un taxi che si è presentato al portone verso le due e mezza. Abbiamo battuto il record dei semafori rossi, io sdraiato come una partoriente e Stefano al telefono che si sincerava del mio stato in vita. Arrivo dagli zii, sempre in lacrime e anche un po' imbarazzato per la mia totale mancanza di sopportazione del dolore, zio mi visita, si veste e si parte di gran carriera per Torregalli dove ha fatto il chirurgo praticamente fino a due giorni fa, e si sarà anche rotto i coglioni di doverci portare un nipote morente alle tre e cinquanta di mattina dopo che in decenni di sua onoratissima carriera non avevo mai rotto il cazzo nemmeno per un raffreddore. Com'è, come non è... mi hanno messo su una lettiga, prelevato il sangue, fatto una flebo di antidolorifico, un ECG, un RX addome diretto e un'ecografia addome superiore. Poi il chirurgo, una donna gentilissima, è venuto a salutarmi per dimettermi: sono sano come un pesce sano, e già che c'era mi ha messo in lista d'attesa per operarmi in febbraio di calcoli alla colecisti. Ora di dimissione: 05:40.

Mi hanno anche prescritto delle fiale sublinguali per bloccare il dolore di una eventuale colica nel caso si ripresenti...  mi sento un po' come una bomba ad orologeria.

 
 
 

Firmato: Aldo

Post n°251 pubblicato il 25 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Sono qui con l'ultima sigaretta della giornata che mi rendo conto essere la prima del giorno dopo ma la mia linea del cambiamento di data coincide con il momento in cui mi addormento, quindi oggi è ancora ieri. Dopo cena mi sono stravaccato sul divano a guardare Tutti insieme appassionatamente sperando potesse in qualche modo favorire la digestione, ma Julie Andrews era pettinata troppo di merda e questo deve aver innervosito i miei organi interni, ora credo di avere un simpatico blocco intestinale per cui terrò il numero della guardia medica vicino al letto, che non si sa mai.

Caro Babbo Natale, sto invecchiando... e non me ne frega delle rughe, dei capelli, delle ginocchia che scricchiolano, di qualche erezione poco duratura, non mi importa se dimentico le cose, se non leggo più da vicino, se non dormo, se arrivo in cima alla rampa di scale con duecentotrenta pulsazioni al minuto. 
Solo una cosa ti chiedo: fammi digerire questi stramaledetti carboidrati.

 
 
 

Jingle Beep

Post n°250 pubblicato il 23 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Questa è la segreteria telefonica dello Spirito Natalizio di Aldo Caposaldo.
Sono momentaneamente assente.
Lasciate un messaggio dopo il segnale acustico, sarete richiamati il primo anno possibile.

Deve essersene andato al caldo e mi ha lasciato qui da solo a gestire questo delirio. E come se non bastasse non riesco a trovare la mia faccia di Natale, non ricordo dove l'ho messa... Come quale?
Quella in cui ho l'espressione di chi ha mangiato troppo ma sorride tracimando gioia disorientata.

 
 
 

21 Dicembre

Post n°249 pubblicato il 21 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Oggi qui si compiono allegramente trentotto anni.

Vado a controllare che il profilo sia aggiornato, poi dispenserò sorrisi fino alla mezzanotte.

 
 
 

Ad una amica

Post n°248 pubblicato il 20 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Ci sono persone generose. Ci sono persone che quando le guardi negli occhi dentro ci vedi mondi e pianeti e soli e stelle. Ci sono persone che sembra non si stanchino mai di aggredire la vita tanta è l'energia che mettono nelle cose, anche nelle più piccole, e tanto è il caparbio entusiasmo che le muove verso pagine nuove, verso percorsi nuovi e nuove avventure. Ci sono persone che si mostrano esattamente per quello che sono e lo fanno senza inutili pudori, dicono esattamente quello che pensano senza sovrastrutture, persone di cui ti fidi perchè hai la rassicurante certezza che le loro parole delineano fedelmente il loro pensiero così come il sole disegna ombre perfette. Ci sono persone che ci sono, semplicemente e sempre, e nella loro presenza cogli l'esatta misura di quanto sia effettivamente difficile esserci sempre, di come non sia affatto scontato e di quanta importanza abbia questa loro disposizione. Ci sono persone che ti ringraziano anche quando il debito è tuo e con un solo sorriso annullano tutto il loro credito. Ci sono persone che ti scrivono una lettera per rendere giustizia all'importanza di comunicare i loro pensieri e le loro emozioni, ed in quel foglio senti il valore enorme delle parole e di come anche una sola virgola scritta dalla loro mano possa racchiudere il senso di una intera amicizia.

Ci sono persone a cui vuoi un bene naturale e ti accorgi di non averglielo detto mai.
Per te il mai finisce questa notte.

Ti voglio bene Francesca, amica mia.

 
 
 

Breve saggio sui miei problemi relazionali

Post n°247 pubblicato il 19 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

L'ho già detto che Stefano dà confidenza anche ai pali del telefono? No, perchè se non lo ho ancora detto volevo raccontare l'incontro dell'altro pomeriggio. Stavamo camminando in via Calzaiuoli quando lui vede degli amici, marito e moglie, che vanno in senso contrario, li raggiunge, ciao ciao come state vieni che ti presento. Conosco così Valeria, il marito che non mi ricordo già più come si chiama e una palla di fibre tessili nel passeggino che non ho capito se era un bambino o una bambina perchè non mi applico mai più di tanto se una cosa mi interessa relativamente. Ridono e scherzano per qualche minuto, poi il tipo propone di scambiarsi i numeri di telefono in modo da poter organizzare un pranzo a casa la prima domenica possibile. Ciao ciao siete simpaticissimi a presto. Ci allontaniamo riprendendo a camminare... lui non dice niente e io con malcelata curiosità chiedo.

...chi erano?
Non so, li ho conosciuti in treno.

 
 
 

Uno stranissimo incontro 

Post n°246 pubblicato il 16 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Sono fermo all'angolo e si gela, squilla il cellulare, una voce sconosciuta, deliziosa e inquietante mi comunica un messaggio breve ed essenziale, "Niente domande, io non ci sarò ma loro sono già dentro. Adesso vai". Niente di più. Cerco di stare tranquillo, che sarà mai, che può succedere... niente, mi sto solo suggestionando. Entro e li vedo seduti... lui è di spalle e nemmeno si volta a guardarmi, lei mi nota subito come se avesse già visto la mia faccia, era logico che avessero preso informazioni ma sul momento non ci ho pensato e mi sono stupito. Lei mi sorride come a volermi tranquillizzare, ha degli occhi splendidi e i capelli sono lunghi e lucidi, come della seta che le si appoggia morbida sulle spalle e mentre mi distraggo a guardarla lui fa uno scatto e si volta nella mia direzione, ha uno sguardo di ghiaccio, completamente inespressivo e con un cenno del capo mi invita a sedere. Cavolo, me la sto facendo sotto dalla paura, io non mi siedo proprio da nessuna parte, scordatelo brutto avanzo di galera... io me ne vado, penso, ma dalla bocca mi esce lo strascico di questo pensiero e mi sento dire "voi siete pazzi", lui si alza e mi afferra il braccio, lei ha smesso di sorridere e ha cominciato ad essere nervosamente impaziente. Lui mi obbliga a sedermi ed ignorando il terrore che ha cominciato ad attanagliarmi si ordina pacifico un the, "nero" dice, lei ordina anche per me uno strano infuso e mentre ero distratto mi ci deve aver versato dentro qualcosa perchè dopo il primo sorso non ho più capito niente, la testa è diventata leggera e ho cominciato a sognare, e in questo sogno c'era Evasoxcaso che rideva e aveva gli occhi pieni di parole e mi raccontava della sua vita, ed era come è nei suoi post, solo che questa volta parlava e le cose che ero abituato a leggere le diceva con la sua voce, e c'era anche Pikkindolor, bellissima, e nel sogno la guardavo e mi stupivo del colore dei suoi occhi, sorrideva sempre e la sua voce era un vortice ed io cominciavo a girare e girare e ci cadevo dentro. E nel sogno pensavo a me e a come anch'io probabilmente ero diverso, e mi chiedevo se in questa diversità fossi stato meglio, peggio o solo altro, e mi dispiaceva di essere peggio perchè loro invece erano bellissimi ed erano come me li immaginavo e poi erano anche molto altro e questo altro era ancora meglio.

Io non lo so che cazzo di droga mi ha messo nel the quella stronza, e non so nemmeno cosa potessero volere da me lei e quell'altro brutto ceffo del suo amico... so solo che stamattina mi sono svegliato nudo in un parcheggio di periferia e non è stata una cosa bella, né per me né per chi mi ha ritrovato.


Per altri resoconti dettagliati si rimanda a:

Tea for three di Evasoxcaso
Operazione Butterfly di Pikkindolor
Io.. la voce fuori campo di Blueangel_it
 
 
 

Non è più tempo / non c'è più tempo

Post n°245 pubblicato il 14 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

C'è stato un tempo in cui andavo a scuola e l'avvicinarsi del Natale voleva dire una cosa sola, vacanza e regali. C'è stato un tempo in cui avevo un contratto a tempo indeterminato e l'avvicinarsi del Natale voleva dire una cosa sola, ferie e tredicesima. Adesso è il tempo della libera professione e sentirsi dire siamo chiusi dal 22 al 7 è come prendersi una martellata dritta nei coglioni.

 
 
 

Non è contemplato nel regolamento

Post n°244 pubblicato il 12 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Ieri stavo tornando in treno da Parma, dove per inciso faceva un freddo cane, e mi si siede accanto una giovane donna che capisco essere un medico. Sta parlando al cellulare con un'amica e le racconta che quella mattina, alla stazione di Bologna, stava aspettando il suo treno quando hanno annunciato che serviva urgentemente un dottore alla biglietteria. Lei ovviamente non ha esitato, ha detto a chi viaggiava con lei di non aspettarla e si è precipitata a prestare soccorso. Un pover'uomo aveva avuto un arresto cardiaco e hanno cercato di rianimarlo per tre quarti d'ora. Quando tutto è finito è andata allo sportello e raccontando l'accaduto ha chiesto all'addetto se poteva gentilmente cambiarle il biglietto.

Non so lei, ma io gli avrei sputato sul vetro.

 
 
 

E' qui con noi... Aldo Caposaldo

Post n°243 pubblicato il 09 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Prima di tutto grazie per avere accettato di fare questa intervista.
Grazie a voi, sono le due e quarantaquattro di mattina, è un piacere.
Come devo chiamarla?
Aldo va benissimo.
Ma in realtà lei non si chiama Aldo...
No.
Quale è il suo vero nome?
Aldo va benissimo.
D'accordo. Quando è nato?
Il 21 Dicembre del 1969.
Dunque il suo segno zodiacale è...
Faccia un po' il conto. Se non ci arriva partendo dalla mia data di nascita evidentemente non gliene frega poi molto.
Ci dica Aldo, ha dei tatuaggi?
Ah... di palo in frasca... Me ne sono fatto fare uno dieci anni fa ripreso da un mio disegno, ma è nascosto, non si vede.
Nascosto dove?
Forza, faccia brillare la sua perspicacia.
Piercing?
No ma non ho nulla in contrario, anzi non le nego che prima o poi potrei anche decidermi...
Forse non ha più l'età per queste cose...
Forse sono cazzi miei, che dice?
Lei è innamorato?
Lei mi sta facendo domande a caso, se ne rende conto vero? Comunque si.
E si piace interiormente?
Generalmente mi sto abbastanza sulle palle, a volte con signorile distacco altre con amabile benevolenza.
Ha già amato al punto di piangere per qualcuno?
Ho pianto perchè qualcuno mi ha dato un pretesto per lasciarlo. Ho pianto per la paura di perdere qualcuno. Ho pianto per la felicità di stare con qualcuno. Delle tre occasioni l'ultima è quella che mi ha fatto capire le cose più importanti.
Ha mai fatto un incidente con la macchina?
Quattro, ma solo il primo è finito con un concorso di colpa, negli altri avevo ragione, mi sono sempre venuti addosso, compresa una motocicletta. Ma nessuno si è mai fatto male.
Si è mai fratturato un osso?
Lei certo non si offenderà se ora mi tocco le palle...
Pepsi o Coca-cola?
Crede davvero che ci si possa fare un'idea di me in base a questa preferenza? Coca-cola, ma se c'è solo la Pepsi non dico di no, non la preferisco ma non è che sa di fango.
Il suo colore preferito per l'intimo?
Il bianco.
Perchè il nero sfina?
Non sia insolente, vada avanti...
Che numero porta di scarpe?
Il quarantatré, ma mi dica... cosa si evince dalla misura del mio piede?
Ha un numero preferito?
Dovrei averlo? Lei pensa che se avessi un numero preferito sarei più felice?
Che palle, riesce a rispondere senza fare un'altra domanda?
Scusi, ha ragione... dica pure.
Ce l'ha sto cazzo di numero preferito o no?
Credo il 3...
Vede che non era difficile... Che tipo di musica ascolta?
Tutto tranne il Metal, mi innervosisce come poche cose nella vita.
Lei Aldo preferisce fare il bagno o la doccia?
La doccia. Il bagno lo faccio raramente, detesto la sgradevole sensazione di quando l'acqua comincia a raffreddarsi.
E ci sono delle cose che odia?
Odio la prepotenza sopra ogni cosa, detesto l'immodestia e mi infastidisce l'ignoranza.
Come si vede nel futuro?
Spero realizzato e senza grandi dolori a cui pensare.
Lei sa chi ha suggerito questa intervista?
Si, vi ha mandato Gioiasole.
Quale dei suoi amici vive più lontano?
Nancy che vive a San Francisco.
Cosa cambierebbe nella sua vita?
Il tempo che ho perso e quello che perderò.
Ma lei è felice?
Lo sono stato. Ora ho qualche preoccupazione ma sto gettando le basi per la felicità futura.
Ha un proverbio preferito?
Credo che quello che maggiormente riflette il mio atteggiamento nella vita sia "non dire quattro se non lo hai nel sacco", anche se molti al posto di "quattro" dicono "gatto", ecco un'altra cosa che mi infastidisce... l'approssimazione.
Se le chiedo quale è il suo libro preferito quale le viene in mente per primo?
Diario di Eva di Mark Twain.
Di cosa ha paura?
Della malattia, della menomazione e degli incidenti. Gli incidenti mi atterriscono.
Pari o dispari?
Così a bruciapelo direi pari, ma non vuol dire un cazzo e lei lo sa.
Film preferito?
No, non posso... ne direi uno a caso.
Allora ne dica uno a caso...
Non avrebbe alcun senso.
Per lei tutto deve avere un senso?
Lei è fastidioso, lo sa? Vada avanti.
Va bene, se potesse essere qualcun altro chi vorrebbe essere?
Un pittore, un attore o un fotografo.
Cosa c'è appeso al muro della sua camera?
Prevalentemente fotografie scattate da me, immagini di vita vissuta e primi piani di amici.
E cosa c'è sotto il suo letto?
Una panca per addominali, sono un inguaribile sognatore ma non ottimista.
Quale è un posto dove le piacerebbe andare?
Australia, e il Giappone. E poi un'isola sperduta dove passare il tempo nudo sulla spiaggia.
Non è mica un bello spettacolo, lo sa?
Infatti ho detto su un'isola sperduta, mica in un supermercato. Ma lei ce l'ha con me?
Quale è il suo profumo preferito?
Mi piace l'aroma dell'arancia e del mandarino. Come profumi in assoluto Cologne di Thierry Mugler ed il profumo di Hermès che uso.
E il suo sport preferito?
Mi piace guardare il pattinaggio su ghiaccio. Mi piace nuotare e sciare ma dire che pratico uno sport è decisamente un'esagerazione.
Lei si considera timido o estroverso?
Dipende molto da cosa ho bevuto. Sono fondamentalmente un estroverso che in alcune situazioni è vinto dalla timidezza.
Dunque lei ha problemi con l'alcool...
Ora la prendo a pugni. Io non bevo, era una battuta...
Certo. Ha dei soprannomi?
Uno solo, Filo. Stefania mi chiama "barile di merda" abbreviato in "barile", il perchè è raccontato in uno dei miei primi post, se interessa è scritto là.
Non interessa. Mare o montagna?
Mare. La montagna mi snerva, mi annoia... quando mi ci trovo non vedo l'ora di andarmene.
Ha paura della morte?
Più che altro ho paura che possa arrivare prima di quanto io mi aspetti.
A che ora va a letto di solito?
Dopo l'una. Amo la notte, ho sempre studiato di notte e ho anche lavorato di notte.
Quale è la prima cosa a cui pensa quando si sveglia?
Il primo pensiero è la curiosità di sapere che tempo fa, non la speranza che sia bello o brutto ma la pura curiosità di sapere se c'è il sole o no. Il secondo pensiero è il caffè.
C'è qualcosa che vuole dire alla gente che leggerà questa intervista?
Si, che ho scritto post peggiori.
Difficile da credere. La peggior tortura?
Una cura canalare, brutto stronzo.
Preferisce le bionde o le brune?
E' una domanda trabocchetto? Il colore biondo è bello ma il moro mi piace sessualmente.
Sarebbe a dire?
Intendo dire che il biondo mi piace ma mi attraggono i colori mediterranei.
No, volevo approfondire la cosa della domanda trabocchetto...
Lo immaginavo, vada avanti...
Ha animali?
Attualmente ho un gatto e una gatta, poi...
Bene, abbiamo finito, grazie mille.
Come abbiamo finito? Ma non mi ha chiesto quanto sono alto, di che colore sono i miei occhi, non mi ha chiesto quali sono i miei hobbies...
Non ci interessa...
No, aspetti... sa che porto gli occhiali? Sono ipermetrope, non vedo da vicino, pensi che non riesco nemmeno a leggere i messaggi nel telefoni...
Arrivederci, ci stia bene.
Guardi... le faccio vedere le fotografie della Croazia. Aspetti... so fare l'imitazione di Luciano Rispoli... "Bevvenuti gettili abìci"
E' raccapricciante.
Mi avevano detto che faceva ridere... Ma poi tornate, vero? Vi faccio le capriole...

 
 
 

Di come il dottor Shepherd si è fottuto la carriera

Post n°242 pubblicato il 09 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

D'accordo, uno a quarant'anni non dovrebbe andare a vedere certi film, ma siccome io non ne ho ancora trentotto ci sono allegramente andato. Come molti film di Disney anche questo si presta ad una duplice lettura di cui una leggera fatta di scoiattoli, principi e principesse, streghe, draghi e lieto fine... ecco, una persona intelligente avrebbe dovuto fermarsi qui. Ma il film è nella sostanza un approfondito documentario su come Patrick Dempsey ha preso quel poco di credibilità che si era guadagnato e ci si è pulito il culo. In diversi momenti l'imbarazzo raggiunge picchi disastrosi e giuri
a te stesso che non guarderai mai più una puntata di Grey's Anatomy, quasi cercando una tardiva quanto inutile redenzione.

D'altra parte quando è uscito il film di Pollack su Frank Geary non sono andato a vederlo, se sono dunque io a stabilire l'importanza dei miei imput culturali di cosa mi posso mai lamentare?

 
 
 

Bug: nm insetto (generale)  

Post n°241 pubblicato il 08 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Ho un bug nel cervello. Me ne sono accorto oggi pomeriggio, non riesco a scrivere correttamente la parola acqua con la tastiera, scrivo sempre acuqa... guardate, ora ci provo... acuqa, ecco, visto?

Acuqa... acuqa...acuqa...

Ma cazzo, mi ci mancava anche questa.

 
 
 

E' tutto a posto

Post n°240 pubblicato il 03 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Certo che siamo buffi. Non sappiamo l'inglese e su questo c'è poco da controbattere, siamo cresciuti e continuiamo a crescere con il doppiaggio mentre in mezza Europa e mezzo mondo i film vengono trasmessi in lingua originale e si cominciano a metabolizzare i suoni e le pronunce di una lingua straniera. Siamo Italiani e le nostre opere hanno fatto il giro del mondo ma mai, dico mai, ho visto
La Traviata di Verdi tradotta in Inglese, il pubblico appassionato studia la storia, i personaggi, i libretti e ascolta quello che così fu meravigliosamente scritto. Mi si dirà che un musical non ha certo l'importanza di un'opera lirica e ha un pubblico diverso, non sono d'accordo e se ne può discutere, ma credo che sia aberrante mettere in scena un'opera di Lloyd Weber tradotta in italiano per un pubblico che mai sentirà la bellezza di Everything's alright così come deve essere. Troppo complicato andare a leggersi le parole e un minimo di traduzione, meglio farci entrare nella testa qualcosa di più semplice.

Gesù Cristo Superstella, chi sei tu, cosa hai sacrificato?

(Everything's alright)

 
 
 

Il y a des jours... et des lunes

Post n°239 pubblicato il 02 Dicembre 2007 da aldo_caposaldo

Ci sono dei periodi in cui la vita non è un percorso, non segue una traiettoria, sembra invece un insieme slegato di momenti completamente diversi che vanno in direzioni contrarie, umori contrastanti e sorrisi e pianti che si intrecciano e si rincorrono, o semplicemente si ignorano. Ci sono volte in cui se qualcuno chiede come stai non si sa cosa rispondere perchè va meravigliosamente bene e disperatamente male nello stesso momento. Io cerco di non chiedermelo, so che va e tanto mi basti almeno fino a quando non ci sarà più il bisogno di domandarlo né tanto meno di rispondermi.

 
 
 
 

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