Le locuste

Post n°459 pubblicato il 07 Giugno 2019 da Hanahr

Il mondo in cui viviamo è destinato al collasso.
Non è questione di se, è questione di quando.
Le risorse non sono in grado di sostenere il livello di consumo a cui siamo arrivati e i segnali di questo collasso sono evidenti e inequivocabili.
Ma non è solo un collasso ambientale, ecobiologico, è un collasso umano.
Masse di gente continueranno a spostarsi dal sud verso il nord, dalle zone ormai rese invivibili verso quelle che loro ritengono in grado di sostenere i flussi.
E continuiamo a produrre altri esseri umani che consumano, inquinano, si impoveriscono e impoveriscono il mondo.
Siamo come le locuste che distruggono tutto ciò su cui si posano per poi morire di stenti alla fine della stagione.
E' un collasso umanitario perché vediamo costantemente gente che muore, in mare, di fame, di stenti, di torture, ma non ci interessa, perché non siamo noi.
E nel frattempo di preoccupiamo delle stronzate che un branco di idioti patenti blaterano su una tv, ci preoccupiamo delle droghe e delle finte emergenze sicurezza, ci preoccupiamo delle minuzie, mentre tutto intorno a noi ci ricorda che la fine è imminente.
Insultiamo una ragazzina di 16 anni che ha avuto il coraggio (o l'ardire) di renderci tutti miserabili.
Ci accaniamo con malvagità contro i pochi che cercano di fare qualcosa perché nel vedere quanto gli altri sono migliori di noi, ci sentiamo delle merde, merde preoccupate da stronzate, perché noi siamo degli stronzi e dei menefreghisti e continuiamo a vivere per rubare risorse a questo mondo.

La consapevolezza della fine di tutto, di una fine che con ogni probabilità vivrò sulla mia pelle tra circa 20 anni, mi deprime a un livello impossibile da descrivere.
Mi guardo intorno e mi dico: ma a cosa serve tutto questo? Che ci sto a fare a questo mondo? A che scopo? Sono inutile, sono un parassita, sono una dei miliardi di parassiti che sta portando questo mondo a una fine orribile.
Non c'è assoluzione, per nessuno di noi, se fossimo un minimo consapevoli del disastro che stiamo causando a noi stessi, la faremmo finita ora, perché ciò che ci aspetta tra poche manciate di anni è l'implosione del mondo come lo conosciamo.
E allora vorrei tanto girarmi dall'altra parte, e lo faccio, come la codarda che sono. Perché rendersi conto della propria ineluttabile inutilità e anzi della propria dannosità non fa che acuire questo senso di disgusto verso me stessa. Vorrei essere una di quei cretini che si preoccupano di chi sarà il nuovo CT della nazionale o di chi sia Mark Caltagirone.
Vorrei essere ignorante e superficiale e dimenticarmi di quanto siamo sull'orlo del baratro.
Le locuste per sopravvivere scavano delle buche e depongono le uova sottoterra, cosicché l'anno successivo altre locuste nasceranno e distruggeranno. Io vorrei che non esistessimo più, perché come genere animale abbiamo fallito su tutta la linea.

 
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