Non sono pronta

Post n°461 pubblicato il 16 Ottobre 2019 da Hanahr

Come mio solito, la scrittura è il mezzo con cui elaboro emozioni e situazioni che normalmente sopprimo.
Oggi mi hanno informato che mio nonno ha la leucemia.
Vista l'età e vista la sua personalità è esclusa la chemio o il trapianto, per cui di fatto dobbiamo solo aspettare che arrivi l'infezione o il batterio più aggressivo, perché ci saluti.
Probabilmente non lo avremmo scoperto, vista la sua ritrosia a sottoporsi ad analisi e controlli, se non avesse avuto una sincope durante il matrimonio di mia cugina, non legata alla leucemia ma ad altri fattori, ma che lo ha obbligato a ulteriori analisi.
Per come sta, dovrebbe vivere in una camera isolata, in ospedale, attendendo la morte, ma tenerlo rinchiuso senza la possibilità di vivere come da sua abitudine sarebbe già come morire.
Ha 89 anni, ma ha una lucidità e una tempra che io non credo di aver mai avuto in tutta la mia vita.
Quando ti guarda e ti fa l'occhiolino, o fa una battuta fulminante, mi sembra impossibile credere che questo male subdolo e cattivo me lo potrebbe portare via da un momento all'altro.
Lo so, sono stata molto fortunata ad averlo con me fino ad ora, e non solo, ad averlo con questa forza e questa energia. In quanti possono arrivare a quell'età così?
E so che razionalmente devo fare i conti con il tempo che passa e con l'invetabilità della vita, l'unica certezza è la morte.
Ma quando l'ho visto in ospedale, così fragile, quando l'ho visto perdere conoscenza e sparire davanti a noi, mi sono resa conto di quanto non sono pronta a lasciarlo andare via.
Mio nonno è una specie di mito, non solo in famiglia, ma per tutti coloro che lo conoscono. Ha tenuto in piedi tutta la famiglia, anche nei momenti più duri e bui, si è preso carico non sono delle figlie, ma dei nipoti, dei cognati, dei compagni delle nipoti. La casa in cui sono cresciuta, anche se non era certo lussuosa o grande è sempre stata piena di amore, compassione, tolleranza, divertimento, e dietro a tutto questo c'è sempre stato lui.
E mi rendo conto che spesso diamo per scontate le persone che abbiamo accanto, ho sempre pensato a mio nonno come a un immortale, una presenza che anche se sfuggente a volte, non sarebbe mai andata via.
E ora so che non è così, che un giorno, forse non troppo lontano, dovrò dirgli addio. E semplicemente non sono pronta.
Quando accadrà spero di avere la forza di ridere, di ricordarlo per le battute ironiche, per il sorriso malizioso e lo sguardo furbetto, per la generosità fatta di gesti concreti, di tolleranza e di amore sconfinato per tutti noi.

 
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