TORMENTIDio… quanto ti amo! Oh, Signore! Cosa mai sto dicendo? Sono qui, accanto a te; ti accarezzo i capelli, ti sussurro parole d'amore. Sei qui, riposi, ed io spio questo tuo sognare. Ti guardo, non posso farne a meno. Sei così tenero, più di un bambino; bellissimo più di Narciso. André…Perché? Perché la mia mente non riesce più a controllare quello che le mie labbra pronunciano con passione? Forse… Forse, però, è proprio il mio cuore a parlare. Lo sento, è lui che grida "ti amo". Sono confusa. Vorrei farlo tacere, ma non ci riesco, è più forte di me. Perché ti vedo nel modo in cui ti vedo? Fino a ieri eri mio fratello, il mio amico; il mio unico, vero, meraviglioso amico. Ora cerco la tua vicinanza… non più come una sorella cerca un fratello, ma come una donna cerca un uomo. Però… ho paura di quello che provo. Se fosse sbagliato?Tutta la vita passata insieme: ventisei anni dalla prima volta. La prima volta che c'incontrammo. Tu avevi sei anni, io cinque. Infondo alla maestosa scalinata del salone, tu aspettavi me, impaziente di conoscere il tuo "compagno" di giochi, mentre io, al piano di sopra, attendevo il mio nuovo servitore. Non ero curiosa. Sicuramente mi avrebbe accolto con gli occhi bassi e mi avrebbe parlato con riverenza, dandomi del "voi". Tuttavia laggiù non c'era un servo, c'eri tu. C'erano i tuoi vispi occhioni verdi, c'era il tuo dolce sorriso. Tutto è iniziato quel giorno, con i nostri sguardi, con il tuo "ciao", con il mio stupore dinanzi alla tua adorabile insolenza. Da quel giorno sei diventato il mio confidente, la mia ombra, l'altra metà di me. Quante avventure! Non c'è stato giorno che ci abbia visti divisi, perché stare l'uno senza l'altra per entrambi significava non esistere. Non ho mai resistito lontano da te. Ricordi quel giorno, tanti anni fa, quando mio padre mi portò a cavalcare con lui? Era il ventisei di Agosto, il tuo nono compleanno. Ero così triste, volevo stare con te in quel giorno così importante. Mio padre volle farmi esercitare con la spada insieme a lui, lontano dal palazzo, per mettermi alla prova. Mi battei senza grinta, senza passione, senza impegno…. Tu non eri lì con me ad incitarmi con quel tuo dolcissimo fare provocatorio, quando mi dicevi "Tutto qui, signorinella?!" Fui sgridata e messa in punizione, ma non m'importò nulla. Volevo solo tornare a casa da te, abbracciarti forte e dirti quanto mi eri mancato, quanto era stato vuoto quel pomeriggio senza di te. I miei auguri arrivarono in tarda serata, assieme al mio regalo. Non era nulla di speciale, ma sapevo ti sarebbe piaciuto: un bel nastro di seta blu per il tuo codino. Dicevi sempre che non sopportavi quel serioso fiocco nero che da anni eri costretto a portare tra i capelli. Non dimenticherò mai le tue parole quando mi ringraziasti: "Oscar, è davvero bellissimo! Ha il colore dei tuoi occhi!". In quell'istante non mi guardai allo specchio, ma dovevo essere visibilmente arrossita. Erano quelli i momenti in cui mi sentivo imbarazzata a starti vicino. Momenti in cui la mia mente e il mio cuore percepivano quella che era l'unica, la sostanziale differenza tra me e te: la diversa natura del nostro sesso. Momenti che passavano subito, come l'attimo di un sospiro, perché non avvertivo l'imbarazzo quando nelle notti di pioggia m'intrufolavo nel tuo letto, spaventata dall'assordante rumore dei tuoni.Mi stringevi a te e sussurravi teneramente: "Sta tranquilla, è solo un temporale. Rimani qui vicino a me. Vedrai, non permetterò a nessuno di fare del male alla mia amica!". Tra le tue braccia dormivo serena, nulla mi turbava. Neppure in questi ultimi anni, nei quali ho assecondato il volere di mio padre diventando un soldato…. Neppure in questi anni abbiamo smesso di essere uniti. Abbiamo scoperto il mondo insieme, fianco a fianco. La nostra amicizia non si è mai spenta, nonostante le difficoltà che l'età adulta riserva a tutti, nonostante le incomprensioni e i litigi a causa del mio carattere impulsivo ed orgoglioso contro il tuo atteggiamento calmo e remissivo. Non sono mancati momenti di tensione, come quando ci prendemmo a pugni sotto la nostra quercia, perché tu volevi convincermi ad essere donna, o quando quel giorno corsi via in lacrime dopo averti ascoltato, dopo che mi chiedesti di fare una scelta per il bene di mia madre, perché ero fortunata ad averne una; ed io, ostinata, non volevo capire che ero cresciuta e che avevo ormai degli obblighi, delle responsabilità. Ma al mio ritorno a casa tu eri lì ad aspettarmi, pronto a chiedermi perdono e a darmi il tuo sostegno. Quando eravamo insieme ogni ostacolo era sormontabile…. E lo è tuttora. Allora perché mi sembra tutto così strano, nuovo? Perché non può essere come quando eravamo bambini? Qualcosa in me è cambiato, in me come in te. Ieri notte, quando ti ho visto a terra, sanguinante, ho sentito una lama incandescente trafiggermi il cuore. Tutto il mondo mi è crollato addosso. Non c'era più ragione in me. Solo paura. Paura di perderti, di vederti morire di dolore davanti ai miei occhi, paura di non vederti più sorridere, di non vedere più sul tuo viso quella gioia, quella dolcezza che finalmente ho realizzato quanto sia per me importante, indispensabile per vivere… per amare. Tu eri lì ferito, ed io non sapevo se soccorrerti e infonderti coraggio, o scappare via, all'inseguimento di quel maledetto individuo mascherato che aveva osato fare del male alla persona più preziosa del mondo per me: il mio André! Il MIO André…. IL MIO ANDRÉ…. Perché queste parole continuano a tuonare nella mia testa? Perché mi hai detto quello che mi hai detto?"Sono felice che sia stato il mio occhio ad essere ferito, se è solo per un occhio sono disposto a darlo per te in qualsiasi momento!" Perché mi parli così dolcemente e allo stesso tempo sento tanta passione nella tua voce? André, non ho più alcuna certezza! Le tue parole mi confondono, così come le mie parole, i miei gesti, i miei pensieri. Ti desidero, Dio solo sa quanto! Steso su questo letto, fragile, indifeso, e così forte nella fierezza del tuo corpo di uomo. Come vorrei posare le mie labbra sulle tue! Vorrei vedere entrambi i tuoi lucenti occhi verdi, quegli occhi che per me hai deciso di sacrificare, aprirsi per rapirmi con la loro dolcezza. Vorrei donarti forza e passione, schiudendo la tua bocca con la mia, perché possiamo donarci il miele dei nostri baci. Vorrei far scivolare le mie mani sul tuo petto vigoroso che per anni ho trascurato. Vorrei baciarti ovunque e carezzarti, conoscere il tuo corpo che mi chiama e che io chiamo dagli abissi più remoti della mia anima. Voglio che tu senta la mia passione, il mio ardore, la voglia che ho di te, che sento col corpo, col cuore, con la mente. Amore, svegliati! Svegliati e baciami, stringimi! Voglio essere tua…. No! Cosa mi succede? Non posso baciarlo, non posso desiderarlo. È André, mio fratello, non è il mio uomo. Oh, Signore, perché vorrei che lo fosse? Aiutami tu. Liberami da quest'amore. Lo amo, e non l'ho confessato io, ma il mio cuore stesso. Ed io lo voglio, ma è un errore. Nella vita ci hai uniti, ma nell'amore? Non era lui il mio sogno fino a ieri. Era Fersen, ed era il suo amore che bramavo. Perché ora tutto è scomparso? Vedo solo André adesso. È stato lui stanotte a venirmi in sogno, a tendermi la mano, a cullarmi tra le sue braccia. Ma mi ama realmente? Dio, sono combattuta. Per la prima volta nella mia vita non so come affrontare una sfida. Vorrei amarti, André, ma ho paura. Ho paura che tutto cambi un'altra volta e che continui a cambiare inesorabilmente. Che stupida! Sto dubitando di te, della tua amicizia, della tua devozione. Mi sei sempre stato accanto, tenendomi per mano in ogni avversità. Non mi hai mai abbandonata. Lo so, non potrai mai smettere di volermi bene, qualunque cosa io dica o faccia. Ma non posso chiederti di amarmi. Non dopo tutto quello che hai sofferto per me. Quanto altro dolore ti arrecherei? Io sono una nobile e tu un servo. Per anni non ti ho mai visto come tale, ma ora che scopro di amarti, di volerti, nel mio letto, nella mia vita, devo pensare anche a questo. Quanti uomini ho visto pagare con la loro vita per aver osato amare una donna di rango elevato! Come se amare fosse una colpa, come se tutto debba essere deciso e programmato dal nostro stato sociale.Non accetto tutto questo, credimi, ma il terrore di perderti, di vederti morire è troppo, troppo grande. Morirei anch'io, ora lo so. Ho saggiato questa sensazione. Non voglio provarla ancora. Perdonami, amico mio. Forse sto sbagliando tutto, perdonami, ti prego! Ora riposa, non ti turberò ancora, ma lasciati baciare… sulla guancia, come quando eravamo bambini. Magari tutto tornerà come prima. Come profuma la tua pelle, com'è morbida e calda…. È questo il calore immenso che dà l'amore? È questa la passione incontenibile che i poeti cantano con tanto trasporto? Amore mio… No, Oscar, torna in te. Ti prego! Devi uscire di qui. Immediatamente. Forse domani, al nostro risveglio…. Tutto sarà più chiaro!(DEVO ESSERE SINCERA, QUESTO BRANO NON è DI MIA CREAZIONE! LO COPIAI 4ANNI FA DAL SITO www.ladyoscar.it O ALMENO CREDO, COMUNQUE SE L'AUTRICE DEL TESTO O CHIUNQUE FOSSE CONTRARIO ALLA MIA PUBBLICAZIONE, ELIMINERO SUBITO L'INTERVENTO... SOLO IN QUESTO MOMENTO LO SENTO UN PO' MIO!!)
Post N° 63
TORMENTIDio… quanto ti amo! Oh, Signore! Cosa mai sto dicendo? Sono qui, accanto a te; ti accarezzo i capelli, ti sussurro parole d'amore. Sei qui, riposi, ed io spio questo tuo sognare. Ti guardo, non posso farne a meno. Sei così tenero, più di un bambino; bellissimo più di Narciso. André…Perché? Perché la mia mente non riesce più a controllare quello che le mie labbra pronunciano con passione? Forse… Forse, però, è proprio il mio cuore a parlare. Lo sento, è lui che grida "ti amo". Sono confusa. Vorrei farlo tacere, ma non ci riesco, è più forte di me. Perché ti vedo nel modo in cui ti vedo? Fino a ieri eri mio fratello, il mio amico; il mio unico, vero, meraviglioso amico. Ora cerco la tua vicinanza… non più come una sorella cerca un fratello, ma come una donna cerca un uomo. Però… ho paura di quello che provo. Se fosse sbagliato?Tutta la vita passata insieme: ventisei anni dalla prima volta. La prima volta che c'incontrammo. Tu avevi sei anni, io cinque. Infondo alla maestosa scalinata del salone, tu aspettavi me, impaziente di conoscere il tuo "compagno" di giochi, mentre io, al piano di sopra, attendevo il mio nuovo servitore. Non ero curiosa. Sicuramente mi avrebbe accolto con gli occhi bassi e mi avrebbe parlato con riverenza, dandomi del "voi". Tuttavia laggiù non c'era un servo, c'eri tu. C'erano i tuoi vispi occhioni verdi, c'era il tuo dolce sorriso. Tutto è iniziato quel giorno, con i nostri sguardi, con il tuo "ciao", con il mio stupore dinanzi alla tua adorabile insolenza. Da quel giorno sei diventato il mio confidente, la mia ombra, l'altra metà di me. Quante avventure! Non c'è stato giorno che ci abbia visti divisi, perché stare l'uno senza l'altra per entrambi significava non esistere. Non ho mai resistito lontano da te. Ricordi quel giorno, tanti anni fa, quando mio padre mi portò a cavalcare con lui? Era il ventisei di Agosto, il tuo nono compleanno. Ero così triste, volevo stare con te in quel giorno così importante. Mio padre volle farmi esercitare con la spada insieme a lui, lontano dal palazzo, per mettermi alla prova. Mi battei senza grinta, senza passione, senza impegno…. Tu non eri lì con me ad incitarmi con quel tuo dolcissimo fare provocatorio, quando mi dicevi "Tutto qui, signorinella?!" Fui sgridata e messa in punizione, ma non m'importò nulla. Volevo solo tornare a casa da te, abbracciarti forte e dirti quanto mi eri mancato, quanto era stato vuoto quel pomeriggio senza di te. I miei auguri arrivarono in tarda serata, assieme al mio regalo. Non era nulla di speciale, ma sapevo ti sarebbe piaciuto: un bel nastro di seta blu per il tuo codino. Dicevi sempre che non sopportavi quel serioso fiocco nero che da anni eri costretto a portare tra i capelli. Non dimenticherò mai le tue parole quando mi ringraziasti: "Oscar, è davvero bellissimo! Ha il colore dei tuoi occhi!". In quell'istante non mi guardai allo specchio, ma dovevo essere visibilmente arrossita. Erano quelli i momenti in cui mi sentivo imbarazzata a starti vicino. Momenti in cui la mia mente e il mio cuore percepivano quella che era l'unica, la sostanziale differenza tra me e te: la diversa natura del nostro sesso. Momenti che passavano subito, come l'attimo di un sospiro, perché non avvertivo l'imbarazzo quando nelle notti di pioggia m'intrufolavo nel tuo letto, spaventata dall'assordante rumore dei tuoni.Mi stringevi a te e sussurravi teneramente: "Sta tranquilla, è solo un temporale. Rimani qui vicino a me. Vedrai, non permetterò a nessuno di fare del male alla mia amica!". Tra le tue braccia dormivo serena, nulla mi turbava. Neppure in questi ultimi anni, nei quali ho assecondato il volere di mio padre diventando un soldato…. Neppure in questi anni abbiamo smesso di essere uniti. Abbiamo scoperto il mondo insieme, fianco a fianco. La nostra amicizia non si è mai spenta, nonostante le difficoltà che l'età adulta riserva a tutti, nonostante le incomprensioni e i litigi a causa del mio carattere impulsivo ed orgoglioso contro il tuo atteggiamento calmo e remissivo. Non sono mancati momenti di tensione, come quando ci prendemmo a pugni sotto la nostra quercia, perché tu volevi convincermi ad essere donna, o quando quel giorno corsi via in lacrime dopo averti ascoltato, dopo che mi chiedesti di fare una scelta per il bene di mia madre, perché ero fortunata ad averne una; ed io, ostinata, non volevo capire che ero cresciuta e che avevo ormai degli obblighi, delle responsabilità. Ma al mio ritorno a casa tu eri lì ad aspettarmi, pronto a chiedermi perdono e a darmi il tuo sostegno. Quando eravamo insieme ogni ostacolo era sormontabile…. E lo è tuttora. Allora perché mi sembra tutto così strano, nuovo? Perché non può essere come quando eravamo bambini? Qualcosa in me è cambiato, in me come in te. Ieri notte, quando ti ho visto a terra, sanguinante, ho sentito una lama incandescente trafiggermi il cuore. Tutto il mondo mi è crollato addosso. Non c'era più ragione in me. Solo paura. Paura di perderti, di vederti morire di dolore davanti ai miei occhi, paura di non vederti più sorridere, di non vedere più sul tuo viso quella gioia, quella dolcezza che finalmente ho realizzato quanto sia per me importante, indispensabile per vivere… per amare. Tu eri lì ferito, ed io non sapevo se soccorrerti e infonderti coraggio, o scappare via, all'inseguimento di quel maledetto individuo mascherato che aveva osato fare del male alla persona più preziosa del mondo per me: il mio André! Il MIO André…. IL MIO ANDRÉ…. Perché queste parole continuano a tuonare nella mia testa? Perché mi hai detto quello che mi hai detto?"Sono felice che sia stato il mio occhio ad essere ferito, se è solo per un occhio sono disposto a darlo per te in qualsiasi momento!" Perché mi parli così dolcemente e allo stesso tempo sento tanta passione nella tua voce? André, non ho più alcuna certezza! Le tue parole mi confondono, così come le mie parole, i miei gesti, i miei pensieri. Ti desidero, Dio solo sa quanto! Steso su questo letto, fragile, indifeso, e così forte nella fierezza del tuo corpo di uomo. Come vorrei posare le mie labbra sulle tue! Vorrei vedere entrambi i tuoi lucenti occhi verdi, quegli occhi che per me hai deciso di sacrificare, aprirsi per rapirmi con la loro dolcezza. Vorrei donarti forza e passione, schiudendo la tua bocca con la mia, perché possiamo donarci il miele dei nostri baci. Vorrei far scivolare le mie mani sul tuo petto vigoroso che per anni ho trascurato. Vorrei baciarti ovunque e carezzarti, conoscere il tuo corpo che mi chiama e che io chiamo dagli abissi più remoti della mia anima. Voglio che tu senta la mia passione, il mio ardore, la voglia che ho di te, che sento col corpo, col cuore, con la mente. Amore, svegliati! Svegliati e baciami, stringimi! Voglio essere tua…. No! Cosa mi succede? Non posso baciarlo, non posso desiderarlo. È André, mio fratello, non è il mio uomo. Oh, Signore, perché vorrei che lo fosse? Aiutami tu. Liberami da quest'amore. Lo amo, e non l'ho confessato io, ma il mio cuore stesso. Ed io lo voglio, ma è un errore. Nella vita ci hai uniti, ma nell'amore? Non era lui il mio sogno fino a ieri. Era Fersen, ed era il suo amore che bramavo. Perché ora tutto è scomparso? Vedo solo André adesso. È stato lui stanotte a venirmi in sogno, a tendermi la mano, a cullarmi tra le sue braccia. Ma mi ama realmente? Dio, sono combattuta. Per la prima volta nella mia vita non so come affrontare una sfida. Vorrei amarti, André, ma ho paura. Ho paura che tutto cambi un'altra volta e che continui a cambiare inesorabilmente. Che stupida! Sto dubitando di te, della tua amicizia, della tua devozione. Mi sei sempre stato accanto, tenendomi per mano in ogni avversità. Non mi hai mai abbandonata. Lo so, non potrai mai smettere di volermi bene, qualunque cosa io dica o faccia. Ma non posso chiederti di amarmi. Non dopo tutto quello che hai sofferto per me. Quanto altro dolore ti arrecherei? Io sono una nobile e tu un servo. Per anni non ti ho mai visto come tale, ma ora che scopro di amarti, di volerti, nel mio letto, nella mia vita, devo pensare anche a questo. Quanti uomini ho visto pagare con la loro vita per aver osato amare una donna di rango elevato! Come se amare fosse una colpa, come se tutto debba essere deciso e programmato dal nostro stato sociale.Non accetto tutto questo, credimi, ma il terrore di perderti, di vederti morire è troppo, troppo grande. Morirei anch'io, ora lo so. Ho saggiato questa sensazione. Non voglio provarla ancora. Perdonami, amico mio. Forse sto sbagliando tutto, perdonami, ti prego! Ora riposa, non ti turberò ancora, ma lasciati baciare… sulla guancia, come quando eravamo bambini. Magari tutto tornerà come prima. Come profuma la tua pelle, com'è morbida e calda…. È questo il calore immenso che dà l'amore? È questa la passione incontenibile che i poeti cantano con tanto trasporto? Amore mio… No, Oscar, torna in te. Ti prego! Devi uscire di qui. Immediatamente. Forse domani, al nostro risveglio…. Tutto sarà più chiaro!(DEVO ESSERE SINCERA, QUESTO BRANO NON è DI MIA CREAZIONE! LO COPIAI 4ANNI FA DAL SITO www.ladyoscar.it O ALMENO CREDO, COMUNQUE SE L'AUTRICE DEL TESTO O CHIUNQUE FOSSE CONTRARIO ALLA MIA PUBBLICAZIONE, ELIMINERO SUBITO L'INTERVENTO... SOLO IN QUESTO MOMENTO LO SENTO UN PO' MIO!!)